Sono passati quasi due anni da quando abbiamo testato l’ultima volta la Trek Fuel EX. Successivamente la trail bike dell’azienda del Wisconsin ha subito sostanziali aggiornamenti, che hanno riguardato non solo un aumento delle escursioni ad entrambe le ruote ma anche un telaio più rigido e con geometrie più aggressive, volte a rendere questa trail bike ancora più facile da gestire alle alte velocità.

Descrizione

Da anni ormai la Fuel EX ha consolidato pienamente la sua presenza nel catalogo Trek, ora offerta sia nel diametro ruote da 29″ che in quello 27.5+, quest’ultimo in sostituzione del diametro 27.5″ormai proposto solo per le taglie più piccole delle versioni da donna.

La versione in prova si colloca al top della gamma Fuel EX e sfoggia una costruzione del telaio completamente in carbonio OCLV Mountain, una specifica fibra che Trek realizza per le mountain bike sfruttando materiali e procedure di stratificazione, successivamente sottoposti a una lunga serie di test di affaticamento, carico, resistenza ed energia, con i quali viene simulato l’impatto con una roccia nelle aree sensibili della struttura.

Il triangolo principale è stato ridisegnato secondo la tecnologia Straight Shot e presenta adesso un tubo obliquo perfettamente dritto e non più curvato in corrispondenza del tubo sterzo, a favore di una maggiore rigidità ma anche di un minor peso, vista la minore lunghezza della tubazione. Ciò è stato reso possibile dall’adozione del sistema Knock Block, una soluzione integrata al telaio ormai proposta da Trek su tutti i suoi modelli e che consente di proteggere il tubo obliquo dagli eventuali impatti con la testa della forcella e il tubo orizzontale dagli impatti con il manubrio.

Non potevano certo mancare i mozzi di tipo Boost ad entrambe le ruote, così come l’instradamento di cavi e guaine interno al telaio mediante il noto sistema Control Freak di Trek, che consente numerose opzioni di cablaggio accedendo attraverso le porte poste sia su entrambi i lati del tubo sterzo che sul tubo obliquo. Sempre presente, inoltre, la geometria G2 con rake personalizzato di 51 mm per la forcella e l’attacco ISCG 05 per l’installazione di un eventuale guidacatena.

In riguardo allo schema di sospensione nulla è cambiato rispetto al passato. A gestire i 130 mm di escursione alla ruota posteriore troviamo, infatti, il collaudato schema ABP (Active Braking Pivot) brevettato da Trek che si compone di un quadrilatero il cui fulcro principale è coassiale all’asse del mozzo posteriore, in modo da svincolare la sospensione dall’azione frenante e garantire, così, un miglior controllo del mezzo. Lo schema, inoltre, è di tipo Full Floater, in quanto l’ammortizzatore non è collegato ad un punto fisso del telaio ma ha i suoi punti di ancoraggio collegati ai foderi inferiori e al bilanciere superiore, quindi entrambi mobili permettendo così una sorta di galleggiamento per fornire una risposta migliore nei saliscendi.

Sempre presente il Mino Link, un accoppiatore di regolazione posizionato nel punto di collegamento dei foderi superiori con il bilanciere che dà la possibilità di modificare l’angolo di sterzo (67° – Posizione Low, 67,7° – Posizione High), variando in tal modo anche le quote geometriche del mezzo, girando semplicemente un dado.

Le unità ammortizzanti, come di consueto per Trek, sono a marchio Fox. La forcella è una 34 Factory FIT4 con 130 mm di corsa, leva di regolazione della compressione su 3 posizioni sullo stelo destro e registro di regolazione del ritorno in fondo al fodero destro.

L’ammortizzatore è un Fox Float Factory EVOL, realizzato con tecnologia RE:Aktiv Thru Shaft, recentemente introdotta da Trek in collaborazione con Fox e progettato per garantire un minor attrito e di conseguenza una maggiore reattività agli urti e una maggiore sensibilità ai piccoli urti (per un eventuale approfondimento vi rimandiamo a questo articolo). Anche qui troviamo la leva di regolazione della compressione su 3 posizioni ed il pomello per la regolazione del ritorno.

Arrivando alle ruote non poteva mancare il marchio Bontrager, da tempo acquisito da Trek e che per la Fuel EX 9.9 propone le Line Pro 30, con canale interno da ben 30 mm di larghezza e 28 raggi DT Swiss Aerolite per ciascuna ruota. Anche qui Trek ha realizzato un sostanziale aggiornamento rispetto al canale da 22,5 mm che avevamo trovato sulla Fuel EX 9.8 da noi testata in precedenza, a favore quindi di un miglior sfruttamento di coperture di più ampia sezione. In tale ambito la Fuel EX 9.9 propone di serie le polivalenti Bontrager XR4 Team Issue TLR 29 x 2.4″ mentre noi sul modello in prova abbiamo trovato le più aggressive Bontrager SE5 Team Issue TLR, 29 x 2.3″. Entrambe le soluzioni sono tubeless ready così come le ruote.

La trasmissione propone una SRAM XX1 Eagle a 12 velocità, quindi con cassetta pignoni 10-50T e guarnitura monocorona 32T.

Anche i freni sono a marchio SRAM. Troviamo i Guide Ultimate con pinza a 4 pistoni e leva dotata di regolazione del reach e del punto di contatto delle pastiglie senza necessità di strumenti. I dischi sono entrambi da 180 mm di diametro.

Posto di guida interamente a marchio Bontrager, con il manubrio Line Pro da 35 mm di diametro e 750 mm di larghezza, l’attacco Line Pro da 65 mm di lunghezza e le manopole Race Lite a singolo collare di bloccaggio.

La sella è la Bontrager Evoke RXL e poggia sul reggisella telescopico Bontrager Drop Line da 150 mm di escursione.

Specifiche

Telaio: carbonio OCLV Mountain
Escursione ant.: 130 mm
Escursione post.: 130 mm
Forcella: Fox 34 Factory FIT4
Ammortizzatore: Fox Float Factory EVOL ThruShaft
Comando cambio: SRAM XX1 Eagle, 12v
Cambio: SRAM XX1 Eagle
Guarnitura/Movimento centrale: SRAM XX1 Eagle, 32T, Press-Fit 92
Cassetta pignoni: SRAM XG-1295 Eagle, 10-50T, 12v
Catena: SRAM XX1 Eagle
Freni: SRAM Guide Ultimate, 180/180 mm
Ruote: Bontrager Line Pro 30, 30c, 15×110 mm/12×148 mm, 28 raggi DT Swiss Aerolite sfinati
Coperture: Bontrager XR4 Team Issue TLR 29 x 2.4″ (Bontrager SE5 Team Issue TLR, 29 x 2.3″)
Manubrio: Bontrager Line Pro 35 mm, 750 mm larghezza, 15 mm rialzo
Attacco manubrio: Bontrager Line Pro 35 mm, 65 mm lunghezza
Manopole: Bontrager Race Lite, Lock-On
Serie sterzo: FSA IS-2, integrata
Reggisella: Bontrager Drop Line, 150 mm
Sella: Bontrager Evoke RXL
Peso: 12,2 kg (taglia L, senza pedali)
PREZZO: € 7.999,00

Geometrie

Taglie disponibili: XS-S-M-L-XL
Tubo sella: 394-419-440-470-510 mm
Orizzontale virtuale: 566-601-618-633-657 mm (LOW), 543-578-595-610-636 mm (HIGH)
Angolo sterzo: 67° (LOW), 67,7° (HIGH)
Angolo piantone: 74° (LOW), 74,7° (HIGH)
Tubo sterzo: 100-100-100-100-110 mm
Carro posteriore: 433 mm (LOW), 432 mm (HIGH)
Altezza movimento centrale: 335 mm (LOW), 344 mm (HIGH)
Standover: 760-740-735-730-740 mm (LOW), 767-743-738-731-760 mm (HIGH)
Reach: 391-426-443-458-480 mm (LOW), 399-433-450-465-487 mm (HIGH)
Stack: 609-609-609-609-618 mm (LOW), 604-603-603-603-612 mm (HIGH)
Passo: 1.122-1.157-1.174-1.189-1.215 mm (LOW), 1.121-1.156-1.173-1.188-1.214 mm (HIGH)

Info: www.trekbikes.com

Il test

In sella

Proporzioni e posizionamento in sella sono perfetti così come il cablaggio interno al telaio, che non ci ha fatto mai avvertire alcun rumore fastidioso. Condivisa la scelta della larghezza del manubrio e delle manopole a singolo collarino di bloccaggio posto sul lato più interno, visto il comfort che assicurano quando si impugna il manubrio più verso l’esterno.

E’ notevole la cura che mette Trek nel guidare il biker alla corretta regolazione del SAG di forcella ed ammortizzatore, visto che nel suo sito mette a disposizione una specifica calcolatrice che oltre a fornire un calcolo per il SAG aiuta anche nel tarare le frenature idrauliche in estensione in funzione del proprio peso. Valori che possono essere presi come valido riferimento, per poi eventualmente affinarli sul campo in base alle proprie preferenze e stile di guida.

Si apprezzano, infine, le diverse soluzioni di protezione al telaio, tra generoso batticatena, piastra a protezione da un eventuale risucchio catena e scudo protettivo al di sotto dell’obliquo, con anche l’aggiunta di un’ulteriore protezione, sotto l’obliquo, in corrispondenza del nodo sterzo.

In pianura

La risposta alla spinta sui pedali è tipica delle full a marchio Trek, con una sospensione volutamente molto attiva in modo da consentire alla Fuel EX di spianare il percorso senza farsi rallentare dal fondo, proprio come piace a noi in un contesto trailride. Se proprio si desidera eliminare anche la minima dispersione si può sfruttare la piattaforma stabile di pedalata, attivando la modalità intermedia per la frenatura in compressione di forcella ed ammortizzatore.

L’impegno profuso sui pedali viene, inoltre, premiato, dall’elevata rigidità torsionale del telaio, dove spicca il lavoro svolto da Trek che è riuscita ad ottenere per la Fuel EX discreti miglioramenti rispetto al già valido modello precedente.

In curva

L’indole discesistica del mezzo, soprattutto con il Mino Link in posizione LOW, non impigrisce la bici nei tratti più lenti e guidati, questo grazie alla particolare geometria G2 che fa miracoli in tale contesto, rendendo la Fuel EX ben reattiva anche nei tratti più tortuosi.

Nelle curve più veloci, inoltre, con le gomme che abbiamo trovato montate la Fuel EX ha richiesto un po’ di decisione in fase di piega, questo a causa di un profilo della gomma leggermente appiattito dal canale da 30 mm di larghezza del cerchio oltre che per la mancanza, sul battistrada, di una fila di tasselli di transizione in grado di accompagnare gradualmente nella fase di piega. Ciò probabilmente non si verifica con le coperture previste di serie, secondo noi più scorrevoli e, essendo di più ampia sezione, anche più rotonde in funzione dell’ampio canale del cerchio.

In salita

Con un peso contenuto per il suo ambito di utilizzo, la Fuel EX affronta con disinvoltura anche le salite più ostiche, e lo fa senza mai scomporsi, grazie ad una trazione impressionante che mantiene incollata la bici al fondo.

Il rendimento si mantiene elevato anche se si attiva la piattaforma stabile per l’ammortizzatore, se si vuole ad esempio rilanciare spesso l’andatura affrontando le salite non particolarmente ripide.

In discesa

Il lavoro svolto in collaborazione con Fox, oltre che con Penske, per la realizzazione dell’ammortizzatore RE:Aktiv Thru Shaft ha dato i suoi frutti, visto che ha reso ancora più controllata oltre che confortevole la guida, dando a volte l’impressione di avere a disposizione più dei 130 mm di escursione. Ciò unito alle rinnovate quote geometriche, infonde una estrema confidenza nella Fuel EX al punto che viene voglia di aggredire con impeto anche le discese più veloci e impegnative con un comfort inatteso ed una sicurezza del massimo livello.

Grazie alla rigidità torsionale del telaio, inoltre, la Fuel EX riesce a mantenere sempre la traiettoria impostata con una grande autorevolezza e non abbiamo mai rilevato tentennamenti in frenata imputabili alla piattaforma.

Conclusioni

Già circa due anni fa la Fuel EX ci aveva lasciato con molte impressioni positive soprattutto riguardo alla sicurezza con cui era in grado di affrontare anche i tracciati più impegnativi. Con l’opera di aggiornamento realizzata da Trek, questo mezzo è riuscito a superare se stesso, confermandosi ancora una volta come tra le poche trail bike in grado di poter soddisfare pienamente la stragrande maggioranza dei biker per la sua elevata versatilità in ogni contesto.