Il setup mullet (29″ anteriore, 27.5″ posteriore) sta conquistando sempre più appassionati di enduro e gravity. Abbiamo voluto mettere alla prova questo set di pneumatici a marchio Hutchinson, scegliendo il Griffus 29×2.5″ all’anteriore e lo Squale 27.5×2.35″ al posteriore. Una combinazione versatile, pensata per trail tecnici, salti e terreni misti, con carcasse tubeless ready.

DESCRIZIONE

Il Griffus, in questo caso con mescola Race Ripost Gravity e carcassa Hardskin è il riferimento per la ruota anteriore in enduro e gravity/e-bike. Il battistrada è caratterizzato da linee di tasselli aggressivi e alti, ottimizzati per una trazione frontale superiore: i blocchi laterali assicurano grip in piega e in frenata, mentre la disposizione aperta favorisce l’autopulizia sul fango.

La mescola Race Ripost Gravity a tre densità di gomma offre il perfetto equilibrio tra supporto, morbidezza e controllo del rebound: ideale per atterraggi duri o berm rocciosi. La carcassa da 66 TPI con rinforzo Hardskin garantisce resistenza alle forature e rigidità sui terreni più esigenti, senza sacrificare leggerezza.

Il peso da noi rilevato dell’esemplare in prova è stato di 1051 grammi. Il Griffus è disponibile anche nel diametro da 27.5″ e anche con doppia o singola mescola. In vendita al prezzo di € 79,99.

Lo Squale in prova è dotato di mescola Race Ripost e carcassa Hardskin ed è invece pensato per lavorare in perfetta armonia al posteriore. Il disegno del battistrada presenta tasselli centrali più bassi e squadrati per una bassa resistenza al rotolamento, mentre i laterali pronunciati e alti massimizzano il controllo in curva e in uscita di traiettoria.

La mescola Race Ripost consiste in due mescole superficiali più uno strato rinforzante interno ed è progettata per assicurare aderenza su fondi misti e bagnati senza compromettere l’efficienza. Anche qui troviamo la carcassa 2×66 TPI con rinforzo Hardskin per offrire protezione e durata.

Il peso da noi rilevato dello Squale in prova è stato di 1172 grammi. E’ disponibile anche nel diametro da 29″ e in vendita al prezzo di € 65,90.

Info: cycling.hutchinson.com

Distributore esclusivo per l’Italia: beltramitsa.it

IL TEST

di Fabio Paracchini

Su entrambe le confezioni delle gomme troviamo riportate le peculiarità della costruzione della struttura come resistenza alle forature, grip, durata mentre solo per lo Squale sono riportate le istruzioni per il montaggio sul cerchio “da zero” e anche una tabella indicativa della pressione di gonfiaggio consigliata in base al peso. Il montaggio di entrambe è stato rapido e senza intoppi: si è voluto inserire gli inserti sul set completo, quindi anteriore e posteriore, con l’aggiunta di circa 200 ml di lattice complessivi. Il tallonamento è stato eseguito con facilità con la pompa a colonna da garage. 

I modelli in test sono stati scelti per le caratteristiche molto buone sulla carta, con mescole morbide per un utilizzo intenso e mirato alla prestazione di grip e anche per la leggerezza dichiarata, che arriva anche da una sezione molto ridotta rispetto alla concorrenza: ETRTO 58 all’anteriore (29×2.5) e ETRTO 57 al posteriore (27.5×2.35). 

Dal punto di vista dinamico, la sezione “ridotta” (dipende sempre a cosa si è abituati) aiuta molto nei cambi di direzione, ed è una caratteristica che apprezzo molto per controbilanciare la tendenza di produrre biciclette sempre più basse e lunghe che non aiutano chi ha una guida rilassata. 

Nella guida ho apprezzato molto la mescola molto morbida all’anteriore sulle spalle – Hutchinson dichiara uno Shore39 – che rende la gomma aggrappata al terreno in modo molto efficace, a patto di trovare la via di mezzo tra sostegno e assorbimento con la pressione: ho dovuto effettuare diversi aggiustamenti nel corso del test per trovare il compromesso ottimale. Il disegno dei tasselli laterali può trarre in inganno in fase di montaggio e far considerare la gomma bi-direzionale, quando di fatto non lo è. Inoltre è una gomma che necessita di essere fatta lasciare correre e non aiuta in frenata per via della fila di tasselli centrali a rampa che favoriscono la scorrevolezza e con predilezione ai terreni scorrevoli e compatti. In curva l’appoggio è sempre stato sincero e preciso. La carcassa è di buona fattura e assorbe bene in relazione al peso, avendo una struttura con una mescola pari a Shore 65.  

Il posteriore Squale sfrutta una carcassa a doppio strato molto robusta ma la base della tripla mescola è uno Shore 94, che se da un lato supporta la robustezza dei tasselli, dall’altro irrigidisce molto la struttura ed è ben avvertibile se si sale con la pressione con l’intento di proteggere il cerchio da urti violenti. In grande opposizione, al centro la mescola è uno Shore 50 mentre ai lati è uno Shore 39.

Anche in questo caso il disegno dei tasselli predilige la scorrevolezza rispetto alla trazione: se in salita la carcassa e la mescola morbida aiutano molto ad arrampicarsi su terreni impervi e smossi, in discesa l’effetto di rallentamento sarà meno evidente rispetto ad altri modelli. Inoltre l’altezza dei tasselli, inferiore rispetto all’anteriore Griffus, evidenzia molto l’usura in rapporto alla stessa mescola usata nei tasselli centrali. Anche questo modello esprime il meglio su terreni compatti, potendo contare su una struttura rigida che conferisce grande stabilità e precisione. 

Durante il test non ho rilevato forature o perdite di pressione, indice di robustezza e ottima fattura complessiva degli pneumatici. Nel complesso il set di gomme in prova è un buon mix per chi predilige una gomma dal range di utilizzo abbastanza ristretto ma da buon comportamento complessivo grazie anche alla morbidezza della mescola di superficie, ma bisogna fare i conti con un’usura veloce.