Lapierre ha alzato il livello nel segmento XC con il lancio della nuova XR 2026, una piattaforma full-suspension completamente riprogettata e sviluppata da zero per rispondere alle esigenze delle competizioni contemporanee. Non si tratta di un semplice aggiornamento: è una bici pensata per affrontare percorsi sempre più veloci, tecnici e fisicamente impegnativi, dove l’efficienza in salita deve convivere con controllo e precisione alle alte velocità.

DESCRIZIONE
Il progetto della nuova XR è nato dal contributo diretto del team Lapierre PXR Racing, che ha trasferito in fase di sviluppo il feedback reale degli atleti. Il risultato è una macchina da gara leggera, reattiva e versatile, capace di eccellere sia nelle prove XCO che nelle marathon o nei fast trail.

La nuova XR adotta 120 mm di escursione sia anteriore che posteriore, con ruote da 29”, un assetto equilibrato e moderno per i circuiti attuali. Il telaio in carbonio è stato ottimizzato per peso, rigidità e reattività: il modello top di gamma XR 10.9 utilizza la laminazione UD Racing (T800 + fibre high-modulus), mentre gli altri allestimenti montano il layup UD Performance. Il peso telaio dichiarato parte da circa 1.730 g (taglia M, con hardware).

Al centro della XR c’è un concetto di sospensione innovativo che bilancia un elevato anti-squat – per garantire un trasferimento di potenza efficiente e ridurre il dondolio sui tratti in salita – con una sospensione attiva che mantiene la ruota posteriore ben ancorata al terreno anche sui fondi più irregolari. La cinematica prevede un carro con elementi di flessione in carbonio (senza perno tradizionale sui foderi bassi), abbassamento dell’ammortizzatore per centrare meglio i pesi e migliorare la maneggevolezza.

Anche la geometria è stata rivista, per posizionare il rider in modo più centrale sulla bici, migliorando stabilità e controllo quando la velocità sale. L’ammortizzatore posteriore riposizionato abbassa il baricentro, rendendo la XR più maneggevole e sicura nei tratti guidati e sotto pressione. Un flip chip integrato permette di regolare rapidamente l’altezza del movimento centrale (-40 o -45 mm) a seconda delle caratteristiche del percorso, senza alterare il comportamento della cinematica.

La gamma XR è disponibile in cinque allestimenti, tra cui la versione in prova si colloca sul gradino più alto, in forza di un allestimento pregiato. Partendo dalle sospensioni troviamo una forcella RockShox SID Ultimate, con comando remoto Twistloc Ultimate al manubrio, che consente di attivare il bloccaggio totale oppure la piattaforma stabile di pedalata in simultanea per forcella e ammortizzatore.

Ammortizzatore che è un RockShox SIDLuxe Ultimate che, come la forcella, presenta la possibilità di regolare il ritorno.

Le ruote sono le FSA KFX i30, con cerchio in carbonio da 30 mm di larghezza interna e 24 raggi sfinati e con attacco diretto.

Le gomme, a marchio Michelin, sono le scorrevoli Jet XC2 da 29×2.35″.

Il comparto freni è a marchio SRAM, con i Motive Ultimate a 4 pistoni e dischi da 180/160 mm di diametro.

La trasmissione elettronica wireless, a 12 velocità, è la SRAM XX SL Eagle AXS T-Type, con cassetta pignoni 10-52T e corona 34T.


Il manubrio/attacco integrato è realizzato da FSA ed è il Flat bar NS SIC Integrated, una struttura in carbonio monopezzo con una larghezza di 780 mm. Le manopole, invece, sono le RockShox Twistloc Ultimate.

Per la seduta troviamo una sella Prologo Akero R PAS 150, con un reggisella telescopico TranzX JD YSI-36 da 150 mm di escursione.

Geometrie
| Taglie disponibili: | S-M-L-XL |
| Piantone: | 400-430-470-510 mm |
| Angolo sterzo: | 67° |
| Angolo piantone: | 76,5° |
| Orizzontale virtuale: | 563-588-615-642 mm |
| Tubo sterzo: | 90-90-100-110 mm |
| Carro posteriore: | 435 mm |
| Reach: | 420-445-470-495 mm |
| Stack: | 594-594-604-613 mm |
| Interasse: | 1137-1162-1190-1219 mm |

Specifiche
| Telaio: | High Carbon |
| Escursione ant.: | 120 mm |
| Escursione post.: | 120 mm |
| Forcella: | RockShox SID Ultimate |
| Ammortizzatore: | RockShox SIDLuxe Ultimate |
| Comando cambio: | SRAM AXS Pod |
| Cambio: | SRAM XX SL Eagle AXS T-Type, 12v |
| Guarnitura: | SRAM XX SL Eagle, 34T |
| Cassetta pignoni: | SRAM XS-1295 Eagle, 10-52T |
| Catena: | SRAM XX SL Eagle |
| Freni: | SRAM Motive Ultimate, 180/160 mm |
| Ruote: | FSA KFX i30 – 30c – 24 raggi |
| Pneumatici: | Michelin Jet XC2, 29×2.35″ |
| Manubrio: | FSA Flat bar NS SIC Integrated, 780 mm larghezza |
| Manopole: | RockShox Twistloc Ultimate |
| Attacco manubrio: | Integrato al manubrio |
| Serie sterzo: | semi integrata |
| Reggisella: | TranzX JD YSI-36, 150 mm |
| Sella: | Prologo Akero R PAS 150 |
| Peso: | 11 kg (taglia L, senza pedali) |
| PREZZO: | € 10.000,00 |
Info: lapierrebikes.com
IL TEST
di Amedeo Liguori
In sella
Appena salito sulla XR 10.9 si percepisce subito il carattere racing della bici. La geometria moderna posiziona il rider in modo centrale e aggressivo: reach generoso ma non eccessivo, angolo piantone steep e manubrio largo quanto basta. La posizione è comoda per ore di sella ma allo stesso tempo permette di spingere con efficacia sui pedali.

Il telaio è molto rigido lateralmente, trasmette una sensazione di precisione chirurgica, ma non risulta mai “freddo” o scomodo grazie al buon lavoro della sospensione posteriore. Si apprezza moltissimo la possibilità di montare due portaborraccia: uno classico sul tubo obliquo e un secondo sotto al top tube, dettaglio prezioso per le marathon. Il comando remoto TwistLoc è ben posizionato e intuitivo da azionare. Per il setup sospensioni ho regolato il SAG intorno al 25-30% sia davanti che dietro, sfruttando le indicazioni del produttore delle stesse sospensioni.
In pianura
Su asfalto o sterrato compatto la XR è una vera fucilata. Lasciando tutto aperto la sospensione è sensibile ma l’anti-squat della nuova cinematica limita efficacemente il dondolio, permettendo di spingere con efficacia. Passando in posizione Medium il supporto diventa eccellente: la bici guadagna in reattività e sembra “scattare” in avanti a ogni colpo di pedale.

Le ruote in carbonio e il peso complessivo ridotto fanno la differenza nei rilanci e nelle accelerate: si sente subito la leggerezza del pacchetto. Anche a velocità sostenuta il mezzo risulta stabile e ben piantato, senza quel “nervosismo” tipico di alcune XC troppo aggressive.
In curva
Qui la XR si diverte. L’angolo di sterzo non esasperato unito al carro di lunghezza ridotta dona un ottimo mix di agilità e stabilità. Nei tornanti stretti la bici risponde prontamente agli input del manubrio, mentre ad andature più sostenute il bilanciamento generale e il baricentro basso (grazie alla posizione ribassata dell’ammortizzatore) la rendono sicura e prevedibile.
Sul tecnico lento la sospensione posteriore lavora molto bene, mantenendo la ruota incollata al terreno e aumentando la trazione in uscita di curva. Gli pneumatici racing scivolano poco e il feeling generale è di grande controllo. Non è una trail bike, ma permette di guidare con margine anche su tratti più impegnativi rispetto al classico XC di qualche anno fa.
In salita
È probabilmente il terreno dove la XR esprime il meglio di sé. Su rampe ripide e tecniche la combinazione di cinematica efficiente, peso contenuto e geometria steep permette di mantenere un’ottima trazione senza alleggerimenti dell’anteriore. Anche pedalando seduti su pendenze oltre il 15-18% la ruota davanti resta piantata.

Ho provato a lasciare tutto aperto su salite sconnesse: la sospensione resta attiva e assorbente senza far pompare eccessivamente. Passando in Medium o Firm si trasforma in una scalatrice implacabile, con pochissima dispersione di energia. La rigidità del telaio aiuta a trasformare ogni watt in avanzamento. Su lunghe salite da marathon la posizione in sella resta comoda anche dopo diverse ore. In aggiunta, la presenza del comando remoto per entrambe le sospensioni permette di adattarsi rapidamente al terreno senza perdere la concentrazione.
In discesa
I 120 mm di escursione si fanno sentire positivamente. La XR affronta con sicurezza discese veloci e piene di radici o sassi dove una vecchia XC da 100 mm avrebbe sofferto. La sospensione posteriore è progressiva e supportiva a metà escursione, dando un bel feeling di sicurezza senza mai “affondare” troppo.

La precisione di guida è elevata: la bici segue fedelmente la traiettoria impostata e reagisce bene ai correttivi. Nei tratti veloci e guidati si apprezza la stabilità data dalla geometria aggiornata. Ovviamente non è una bike da enduro, ma per un XC attuale offre un margine di sicurezza notevole e permette di mantenere velocità elevata anche su terreni molto sconnessi. L’unico piccolo appunto è che su discese molto ripide e tecniche estreme si avverte il limite delle gomme racing (ottime sul veloce, meno sul bagnato estremo), ma questo è normale per una bici di questa categoria.
Conclusioni
La nuova Lapierre XR 2026 è una delle piattaforme XC più convincenti del momento. Lapierre è riuscita a creare una bici che è allo stesso tempo leggera, efficiente in salita e sorprendentemente capace in discesa, senza compromessi eccessivi. Il feeling è omogeneo, reattivo e “vivo”, con una cinematica ben riuscita che bilancia anti-squat e sensibilità. È una bici polivalente: perfetta per chi fa gare XCO/XCC, ma abbastanza confortevole e capace da affrontare marathon impegnative o trail veloci. La gamma completa, con lo stesso telaio su tutti i modelli, è un altro punto di forza.



