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In test: Prologo Mastery

03/04/2017
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    Le manopole non sono componenti che appaiono spesso tra le news eppure l’evoluzione tecnologica che le caratterizza non è meno importante degli altri componenti della mountain bike, dal momento che sono tra i punti di contatto del biker con la bici. Dalla loro scelta può dipendere quindi il feeling e le prestazioni che si possono avere dal mezzo, per questo motivo è un componente certamente da non sottovalutare. Presentate lo scorso anno, le Mastery dell’italiana Prologo si prefiggono come obiettivo quello di garantire grip e morbidezza.

    _DSC1098

    [panel style=’flat, shaded’ color=’blue, red, green, orange, magenta, black, white’]Descrizione[/panel]

    Le Mastery sono state sviluppate in collaborazione con gli atleti del Team Cannondale Factory Racing e sono realizzate con materiali di origine siliconica, per questo motivo garantiscono la massima aderenza a qualsiasi tipologia di manubrio. La superficie è liscia e non presenta particolari disegni ad esclusione del logo del marchio. Il diametro misura 30 mm.

    _DSC1119

    Il peso da noi rilevato della coppia di manopole, compresi i tappi, è stato di 76 grammi. Le Mastery sono disponibili nei colori nero, rosso, blu, arancio, bianco, giallo. Sono in vendita al prezzo di € 29,50.

    Info: www.prologotouch.com

    [panel style=’flat, shaded’ color=’blue, red, green, orange, magenta, black, white’]Il test[/panel]

    Essendo realizzate con un materiale a base di silicone, le Mastery richiedono un po’ di energia in più della media in fase di installazione. La manovra può essere comunque agevolata bagnando con dell’alcol sia l’interno delle manopole che la superficie del manubrio su cui si dovranno inserire le stesse e avendo l’accortezza di inserire le manopole prima di far evaporare l’alcol.

    _DSC1117

    Terminata questa operazione, non è neanche necessario attendere l’asciugatura dell’alcol, in quanto le Mastery fin da subito appaiono letteralmente saldate al manubrio. Non siamo riusciti a farle ruotare, infatti, neanche provando con la massima forza. Chiaramente per poterle rimuovere occorre adottare lo stesso accorgimento, ovvero sollevare il lembo di entrambe le estremità della manopola ed iniettarvi un po’ di alcol con una siringa. Ruotando e tirando poi con forza verso l’esterno la manopola, si riuscirà a rimuoverla.

    DSC_5608

    Le Mastery hanno dimostrato sul campo un eccellente livello di comfort. Si avverte, infatti, la morbidezza di queste manopole, morbidezza che comunque non determina una riduzione del feeling con la bici, visto anche il diametro abbastanza contenuto. Chi è abituato, in alcune circostanze, a sfruttare al massimo la larghezza del manubrio, si gioverà dell’assenza dei collarini di bloccaggio, potendo così afferrare il manubrio con la presa più larga possibile e senza mai registrare alcun scivolamento verso l’esterno. Il grip che hanno dimostrato di avere si è mantenuto su buoni livelli anche nell’affrontare i passaggi più tecnici, dove solo in caso di pioggia apprezzeremmo la presenza di qualche zigrinatura sulla superficie, tesa a fornire quel pizzico di aderenza in più in tali condizioni.  Le Mastery si sono dimostrate, in definitiva, delle più che valide manopole per un utilizzo dal cross country al trailride.

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      Redazione

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