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Presentata lo scorso mese di maggio, la nuova Top Fuel ha stravolto quella che un tempo era considerata la full da XC/marathon di casa Trek, grazie all’adozione di maggiori escursioni e geometrie più votate alla velocità. Caratteristiche che la fanno sconfinare adesso in un utilizzo trail ride, visto anche l’arrivo, nel catalogo Trek, della nuova Supercaliber, piattaforma full da XC/marathon, ma questa è un’altra storia. Soffermiamoci invece sulla nuova Top Fuel, visto che abbiamo avuto la possibilità di testarla per bene in modo da sviscerarne gli aspetti e fornirvi le nostre impressioni.

DESCRIZIONE

La Top Fuel è da tempo la biammortizzata di casa Trek preferita per la sua efficienza nelle più impegnative gare in ambito cross country e marathon. Proprio grazie all’esperienza maturata in campo agonistico, dove i tracciati ormai sono sempre più tecnici e veloci, la Top Fuel ha ricevuto recentemente una serie di significativi aggiornamenti orientati ad un maggior controllo del mezzo alle alte velocità, cercando comunque di non intaccare più del dovuto le sue caratteristiche di reattività. Il primo passo è stato quello di adottare un’escursione alla ruota posteriore pari a 115 mm, abbinata ad una forcella da 120 mm di corsa, a differenza del precedente modello caratterizzato da un’escursione di 100 mm ad entrambe le ruote. Il design del telaio ha subito, comunque, cambiamenti radicali non solo per gestire le nuove escursioni ma anche per adottare nuovi valori geometrici, con un angolo di sterzo adesso più aperto e un reach più lungo, a favore di una maggiore stabilità alle alte velocità.

Per garantire, invece, ancora le caratteristiche di reattività del mezzo, la lunghezza del carro è rimasta inalterata, nonostante l’aumento dell’escursione posteriore. In aggiunta, il triangolo principale sfrutta la tecnologia Straight Shot, già adottata dagli altri modelli Trek. Una tecnologia che vede il tubo obliquo perfettamente dritto e non più curvato in corrispondenza del tubo sterzo come accadeva con i precedenti modelli, a favore di una maggiore rigidezza ma anche di un minor peso, vista la ridotta lunghezza della tubazione. Questa caratteristica, inoltre, è resa possibile dall’adozione dell’ormai noto sistema Knock Block ideato da Trek, una soluzione integrata al telaio che consente di proteggere il tubo obliquo dagli eventuali impatti con la testa della forcella e il tubo orizzontale dagli impatti con il manubrio.

A questo si aggiunge che ogni versione della nuova Top Fuel adotta adesso un manubrio più largo, un attacco manubrio più corto, un reggisella telescopico ed il comando remoto TwistLoc Dual, che blocca simultaneamente forcella ed ammortizzatore con un semplice movimento di rotazione della parte interna della manopola sinistra, lasciando spazio sul manubrio per il comando del reggisella telescopico.

La Top Fuel è declinata in 7 versioni, di cui 6 con telaio in carbonio e una in alluminio. Disponibile anche il solo telaio con ammortizzatore, sia in carbonio che in alluminio. La versione qui in test si colloca sul secondo gradino della gamma, subito dietro alla top di gamma 9.9 AXS dotata di trasmissione elettronica wireless SRAM Eagle AXS, proponendo un telaio interamente in carbonio OCLV Mountain, ad eccezione del bilanciere della sospensione in magnesio. Si tratta di una specifica fibra di carbonio che Trek realizza appositamente per le sue mountain bike sfruttando materiali e procedure di stratificazione, successivamente sottoposti a una lunga serie di test di affaticamento, carico, resistenza ed energia, con i quali viene simulato l’impatto con una roccia nelle aree sensibili della struttura. Cavi e guaine sono instradati all’interno del telaio sfruttando il noto sistema Control Freak di Trek, che consente numerose opzioni di cablaggio attraverso le porte poste sia su entrambi i lati del tubo sterzo che sul tubo obliquo.

Lo schema di sospensione della Top Fuel è il consueto ABP (Active Breaking Pivot) di casa Trek. Un quadrilatero il cui fulcro principale è coassiale al mozzo posteriore, con il chiaro intento di svincolare il lavoro della sospensione dall’azione frenante e garantire, così, un miglior controllo del mezzo. Lo schema non è più di tipo Full Floater come in passato, poiché la parte inferiore dell’ammortizzatore non è collegata ai foderi inferiori ma ad un punto fisso del telaio, a favore di una maggiore rigidezza.

Come gli altri modelli, anche qui sul carro troviamo il Mino Link, un accoppiatore di regolazione posizionato nel punto di collegamento dell’ammortizzatore con il bilanciere. Girando questo dado è possibile modificare l’angolo di sterzo di mezzo grado (67,5° – posizione Low, 68° – posizione High), variando in tal modo anche le quote geometriche del mezzo.

Le sospensioni sono a marchio Fox. La forcella è una 34 Step-Cast Factory con 120 mm di corsa. E’ possibile regolare la frenatura in estensione agendo sul classico pomello posto sotto il fodero destro mentre per la frenatura in compressione è stato adottato, come dicevamo, il comando TwistLoc Dual di RockShox, per bloccare simultaneamente forcella ed ammortizzatore con una leggera rotazione mentre per sbloccare entrambe le unità ammortizzanti basta premere il pulsante posto sullo stesso comando.

L’ammortizzatore è un Float DPS Factory, anche qui con possibilità di regolare l’estensione ed attivare il blocco, come dicevamo, con il TwistLoc Dual.

Le ruote, come le gomme, sono di Bontrager, un marchio da tempo di proprietà di Trek. Troviamo le Kovee Pro 30 con cerchio in carbonio avente canale interno da 29 mm di larghezza, 28 raggi sfinati e mozzi Boost.

Sulla Top Fuel a catalogo sono previste le scorrevoli gomme Bontrager XR3 Team Issue 29 x 2.4″ mentre invece sull’esemplare in test abbiamo trovato con piacere all’anteriore una Bontrager XR4 Team Issue, più votata al grip.

La trasmissione è una pregevole SRAM XX1 Eagle a 12 velocità, con cassetta pignoni 10-50T e guarnitura monocorona 32T.

Anche i freni a marchio SRAM. Troviamo i Level Ultimate, che conosciamo bene in quanto li stiamo già testando da qualche tempo su un’altra nostra bici e dei quali vi parleremo prossimamente in maniera più approfondita. I dischi sono da 180 mm di diametro all’anteriore e 160 mm al posteriore.

Posto guida interamente a marchio Bontrager, ad eccezione della manopola sinistra, che come abbiamo visto è la TwistLoc Dual di RockShox. Il manubrio è quindi il Line Pro in carbonio da 35 mm di diametro e 750 mm di larghezza, l’attacco Kovee Pro da 50 mm di lunghezza, il reggisella telescopico Line Elite da 170 mm di escursione e la sella Montrose Pro.

Specifiche

Telaio:Carbonio OCLV Mountain
Escursione ant.:120 mm
Escursione post.:115 mm
  
Forcella:Fox 34 Step-Cast Factory
Ammortizzatore:Fox Float DPS Factory
Comando cambio:SRAM XX1 Eagle, 12v
Cambio:SRAM XX1 Eagle
Guarnitura/Movimento centrale:SRAM XX1 Eagle DUB, 32T / Press-Fit 92
Cassetta pignoni:SRAM XG-1295 Eagle, 10-50T 12v
Catena:SRAM XX1 Eagle
Freni:SRAM Level Ultimate, 180/160 mm
Ruote:Bontrager Kovee Pro 30 – 29c – 28 raggi 2/1/2 mm – 15×110 mm/12×148 mm
Coperture:Bontrager XR4 Team Issue / XR3 Team Issue, 29 x 2.4″
Manubrio:Bontrager Line Pro 35 mm, 750 mm larghezza, 15 mm rialzo
Manopole:SRAM TwistLoc, single lock-on
Attacco manubrio:Bontrager Kovee Pro 35 mm, 50 mm lunghezza
Serie sterzo:Knock Block, integrata
Reggisella:Bontrager Line Elite, 170 mm escursione
Sella:Bontrager Montrose Pro
Peso: 11,4 kg (taglia L, senza pedali)
PREZZO:€ 8.999,00

Geometrie

Taglie disponibili:S-M-ML-L-XL-XXL
Angolo sterzo:67,5° (Low) / 68° (High)
Angolo piantone:75° (Low) / 75,5° (High)
Piantone:394-419-445-470-521-750 mm
Orizzontale virtuale: 564-599-615-632-651-677 mm (Low) / 563-598-614-630-650-675 mm (High)
Altezza movimento centrale:337 mm (Low) / 343 mm (High)
Tubo sterzo:90-90-90-100-110-120 mm
Carro posteriore:435 mm (Low) / 434 mm (High)
Reach:405-440-456-470-487-510 mm (Low) / 410-445-461-475-492-515 mm (High)
Stack:594-594-594-603-612-621 mm (Low) / 590-590-590-599-608-617 mm (High)
Standover:725-730-735-745-765-780 mm (Low) / 730-735-740-750-772-786 mm (High)
Interasse:1117-1152-1168-1185-1206-1233 mm

Info: www.trekbikes.com

IL TEST

In sella

Il posizionamento in sella e gli spazi sono una via di mezzo tra quelli di un mezzo da XC e quelli di una trail bike. Troviamo adeguata la larghezza del manubrio e la lunghezza dell’attacco, così come le generose soluzioni a protezione del telaio ma quello che ci ha impressionato al primo impatto è la relativa leggerezza di questa Top Fuel, considerate le escursioni in gioco, che non sono così contenute come il modello predecessore.

Le regolazioni dei SAG di forcella ed ammortizzatore sono assistite da una pratica calcolatrice presente sul sito del produttore, con la quale è possibile ottimizzare la taratura in base al proprio peso in assetto di guida. Utilizzando questa procedura siamo stati in grado di impostare dei valori di SAG che si sono rivelati abbastanza validi come punto di partenza e che abbiamo poi affinato sul campo in funzione dei vari percorsi.

Si apprezza, anche su questo modello, la presenza dell’accoppiatore Mino Link, con il quale chi lo desidera potrà personalizzare le quote geometriche della bici a seconda che preferisca un assetto più discesistico (Low) o più pedalato (High). Si tratta comunque di personalizzazioni che non fanno avvertire particolari cambiamenti nella distribuzione dei pesi, per cui non vanno ad interferire sulla regolazione dei SAG. I biker più propensi ai continui rilanci apprezzeranno, infine, la presenza del pratico comando remoto per il bloccaggio simultaneo di forcella e ammortizzatore, sebbene noi riteniamo queste soluzioni più adatte ad un ambito prettamente agonistico.

In pianura

La risposta alla spinta sui pedali è a dir poco inebriante. Dicevamo prima del peso particolarmente contenuto in rapporto alle sue escursioni ma la Top Fuel si giova anche di una notevole rigidità torsionale del telaio e di una robusta sospensione posteriore che non fa avvertire fastidiose oscillazioni.

Ad idraulica aperta la sospensione è molto morbida ed invoglia a godersela tutta, ma chi desidera invece godere di una maggiore reattività in fase di rilancio può sfruttare il bloccaggio simultaneo di forcella ed ammortizzatore, per avere come risultato una risposta fulminea al livello delle migliori mtb da cross country, sebbene un po’ a discapito del comfort sui tratti maggiormente sconnessi.

In curva

La “vecchia” Top Fuel, come full da XC agonistico ha sempre avuto la prerogativa di una guidabilità fulminea, ma le geometrie orientate anche al trailride l’hanno resa adesso meno nervosa nelle reazioni. Ciò non vuol dire che non risponda prontamente agli input del biker, anzi nonostante l’angolo di sterzo più aperto la bici mantiene buoni tempi di risposta nei single-track più tortuosi grazie ad un interasse azzeccato che non mette in difficoltà neanche nei tornanti più stretti.

All’aumentare della velocità la Top Fuel si fa forte oltre che delle sue geometrie anche di un eccellente bilanciamento generale e, nel nostro caso, di un ottimo mordente offerto dalla gomma anteriore.

In salita

La prontezza in pedalata la premia molto in questo contesto e associata al peso contenuto rende la Top Fuel un’eccellente divoratrice di salite. In questo contesto è sfruttabile il bloccaggio simultaneo di forcella e ammortizzatore, soprattutto sui fondi più compatti dove renderà ancora più fulmineo il mezzo.

La bici si arrampica che è un piacere come una vera scalatrice da cross country e sarà difficile trovare una rampa che possa metterla in difficoltà, grazie all’elevata rigidità torsionale del telaio e anche al fatto che Trek abbia pensato bene di dotarla di una corona da 32 denti e non più grande come solitamente capita invece per i mezzi da XC.

In discesa

La qualità della sospensione è tale che si ha la sensazione di avere a disposizione più dei 115 mm di escursione alla ruota posteriore, che vengono sfruttati fino in fondo senza difficoltà e senza alcun tipo di impuntamento. Nelle sezioni più veloci e ricche di asperità la bici affronta gli ostacoli in un modo che non ci saremmo mai aspettati viste le escursioni a disposizione, mantenendo inoltre una stabilità notevole nonostante l’agilità che è in grado di sfoggiare.

La risposta in frenata della Top Fuel è sempre stata ineccepibile, grazie ad una sospensione che ha mantenuto in tale contesto un funzionamento irreprensibile e senza far manifestare impuntamenti, anche nelle staccate più violente.

Conclusioni

La nuova Top Fuel è in grado di soddisfare pienamente la più vasta platea di utilizzatori di mountain bike, ovvero quella costituita dai biker che vanno in bici per il puro gusto di pedalare e per divertirsi senza strafare, arrampicandosi rapidamente su ogni salita, divincolandosi nei single-track più tortuosi e affrontando le discese senza incertezze, con i limiti spostati molto più avanti di quanto ci si possa aspettare. Una piattaforma che potrebbe rappresentare l’anello di congiunzione tra l’XC ed il trailride, per questo potremmo coniare per lei una nuova terminologia di segmento chiamandola X-Trail ma non vorremmo essere artefici di una nuova nomenclatura che potrebbe creare ancora più confusione nel nostro ambiente, sebbene pensiamo possa essere davvero azzeccata per la Top Fuel.