Specialized ha depositato un brevetto che potrebbe rivoluzionare il modo in cui i rider vivono le proprie e-MTB. Si tratta di una bicicletta dotata di batterie modulari e di un adattatore intelligente, progettato per ospitare accumulatori di capacità diverse all’interno del tubo obliquo.

La soluzione descritta riprende la configurazione già presente sulla Specialized Levo, dove il telaio è in grado di accogliere batterie da 840 Wh o da 600 Wh senza stravolgere la struttura. Grazie a un adattatore dedicato, lo spazio interno del tubo obliquo diventa estremamente versatile, permettendo di passare da una batteria “long range” a una più compatta in pochi minuti. Non solo: rimane disponibile anche uno scomparto aggiuntivo vicino al tubo sterzo, perfetto per ospitare una piccola borsa porta-attrezzi o oggetti essenziali.
La vera rivoluzione potrebbe arrivare dalla connessione in serie
Sebbene il brevetto non citi esplicitamente questa possibilità, l’architettura modulare apre la strada a un’evoluzione affascinante: l’utilizzo di due batterie di dimensioni diverse collegate in serie. Immaginate di poter comporre il proprio “pacchetto energetico” su misura per ogni uscita.
- Per un’escursione epica di diverse ore o un giro in alta montagna si potrebbe montare la batteria principale da 840 Wh più un secondo modulo di capacità inferiore, ottenendo autonomia record senza rinunciare alla rigidità strutturale.
- Per un trail aggressivo, un enduro veloce o una pedalata tecnica si potrebbe optare per la sola batteria più piccola (o una combinazione leggera), riducendo peso e migliorando sensibilmente maneggevolezza, agilità e bilanciamento della bici.
Questa flessibilità risolverebbe uno dei compromessi più sentiti dai rider di e-bike: il trade-off costante tra autonomia e peso. Con due batterie in serie diventerebbe possibile avere “tutta la potenza necessaria” quando serve e “solo quella indispensabile” quando si cerca il massimo divertimento.

Specialized propone già un range extender ufficiale, soluzione utile ma non perfetta: occupa infatti lo spazio della borraccia, elemento prezioso soprattutto nelle uscite lunghe e calde. Il sistema modulare interno al telaio, invece, manterrebbe libere le classiche posizioni per le borracce e offrirebbe un’estetica più pulita e integrata.
Un passo verso la personalizzazione totale
Questo approccio modulare rappresenta un cambio di paradigma. Invece di acquistare due bici diverse o accettare compromessi fissi, il rider potrebbe configurare la propria e-bike esattamente come fa con le sospensioni o con la scelta delle gomme: in base al percorso, al proprio stile di guida e alle condizioni del giorno.
Se Specialized riuscirà a rendere semplice e sicura la connessione in serie di due batterie (gestendo correttamente tensioni, BMS e bilanciamento), potrebbe posizionarsi ancora più avanti rispetto alla concorrenza in un mercato sempre più attento alla versatilità e all’esperienza utente.
Il brevetto è solo il primo passo, ma indica chiaramente la direzione: e-bike sempre più adattabili, leggere quando serve e inesauribili quando il trail chiama. I rider non vedono l’ora di provarle.


