Cinque anni fa, quando il progetto tricolore prese forma, Enzo Cainero descriveva così le caratteristiche che doveva avere il Campionato Italiano Gravel friulano: «Suggestivo da un punto di vista tecnico e paesaggistico, capace di coinvolgere il territori e inclusivo, con un percorso adatto non solo agli specialisti più allenati dell’offroad ma anche ad atleti provenienti dal settore strada e al maggior numero di amatori».

Una volontà che è stata portata avanti dagli organizzatori della Asd DP66, i cui tecnici hanno disegnato un percorso il più possibile aderente all’indicazione dell’indimenticato dirigente sportivo friulano.

SUGGESTIVO – Partendo dall’aspetto storico e ambientale, i partecipanti che sabato 11 luglio si schiereranno al via del Campionato Italiano Gravel di Artegna avranno la possibilità di pedalare in alcuni luoghi simbolo della provincia di Udine: da Gemona del Friuli, epicentro del terremoto del 1976 e luogo in cui verrà dato il via della manifestazione, ai sentieri con vista sul Castello Savorgnan di Artegna, passando per i siti archeologici di Majano, i borghi artigiani di Buja e le colline morenaiche di Magnano in Riviera e Montenars.

COINVOLGENTE – Saranno sei i comuni interessati dall’evento tricolore: Artegna, Gemona del Friuli, Buja, Magnano in Riviera, Majano e Montenars, per un’area di circa 60 km quadrati e circa 30.000 residenti.

Enti e Istituzioni che per l’occasione metteranno in mostra le loro bellezze e che avranno un ruolo indispensabile nella manifestazione: il supporto delle associazioni del territorio, infatti, sarà fondamentale per la buona riuscita della manifestazione.

INCLUSIVO – I dati tecnici parlano di un giro di lancio di 13 km, con 300 metri di dislivello, e un circuito da 37 (e 330 metri di dislivello) da ripetere più volte a seconda della categoria: tre per gli Elite uomini (che percorreranno così 124 km per un dislivello di 1290 metri), due per le donne Elite, il cui chilometraggio complessivo sarà di 84,4 km per 960 metri di dislivello.«A livello altimetrico sarà meno impegnativo dell’ultima edizione in Val d’Orcia», ha spiegato Daniele Pontoni, commissario tecnico della nazionale italiana di ciclocross e gravel. «Un fattore che potrebbe attirare un numero maggiore di amatori e convincere atleti delle categorie agonistiche, siano essi stradisti o bikers, a mettersi alla prova».

Ciò non significa che, agonisticamente parlando, l’Italiano sarà una passeggiata.

«Il tracciato non è da prendere sottogamba», prosegue il ct. «Pronti via e nel giro di lancio ci sarà una salita per sgranare il gruppo. Terminati i primi 13 km si entra nel circuito da ripetere più volte, caratterizzato da due salite brevi ma molto esigenti, sia nel tratto in salita, sia in discesa. E poi ci sono gli sterrati che, per quanto scorrevoli, costringeranno i partecipanti a spingere sui pedali. Insomma chi ambisce a un risultato di prestigio avrà pochi metri per rifiatare».

Per il tecnico sarà un importante test per decidere chi rappresenterà l’Italia ai Campionati Europei di Houffalize, Belgio, in programma il 30 agosto assegnerà il titolo continentale, analizza Daniele Pontoni. «Al momento è difficile fare un confronto, visto che quando siamo andati in Belgio a visionarlo abbiamo pedalato sotto il diluvio. Ma il meteo è un fattore che può stravolgere la fisionomia di una gara offroad e lo sarà anche ad Artegna».