L’inverno purtroppo fa ancora paura a molti biker, che preferiscono appendere il casco al chiodo per non patire il freddo. Sempre più aziende, però, si danno da fare per mettere a proprio agio gli appassionati delle due ruote nei mesi più freddi, realizzando capi tecnici in grado di contrastare gli elementi. Tra di esse spicca ormai da tempo la spagnola Gobik, che nel suo vasto catalogo di abbigliamento propone diversi capi tecnici, tra cui i guanti oggetto di questo test.

DESCRIZIONE
I Primaloft Zero 2.0 sono stati progettati per affrontare le temperature più estreme, per questo motivo offrono una protezione termica superiore grazie al loro isolamento Primaloft Gold, che trattiene il calore corporeo senza aggiungere peso o volume eccessivo. La struttura ergonomica e i materiali ad alte prestazioni garantiscono un perfetto equilibrio tra calore, traspirabilità e comfort, rendendoli la scelta ideale per i ciclisti che non rinunciano ai loro percorsi anche nelle condizioni più avverse. Il tessuto esterno in nylon ripstop con membrana offre protezione nelle giornate fredde con vento forte e pioggia leggera.

Nei Primaloft Zero 2.0 il design è stato migliorato rispetto al precedente modello, incorporando una cerniera termosaldata che ne facilita la vestizione e la regolazione, assicurando una sigillatura ottimale contro freddo e umidità.

L’isolamento termico è stato aumentato con uno strato di Primaloft Gold più spesso, ed è stato migliorato il grip, con un palmo realizzato in tessuto della prestigiosa azienda AX Materials con stampe in silicone.

I guanti dispongono di inserti touch su pollice e indice per utilizzare lo smartphone senza togliere i guanti, mentre il dettaglio riflettente del logo sul dorso migliora la visibilità.

I Primaloft Zero 2.0 sono disponibili nel solo colore nero e nelle taglie dalla XS alla 2XL. In vendita al prezzo di € 80.
Info: gobik.com
IL TEST
di Amedeo Liguori
E’ la prima volta che mi capita di testare un prodotto Gobik e in questi casi ci vado sempre con i piedi di piombo. La prima impressione a maneggiare questi guanti è stata la loro leggerezza, considerata la destinazione d’uso. Sono anche molto morbidi e fasciano bene la mano, per questo aiuta la presenza della zip quando li si deve indossare. Non c’è, infine, un vero e proprio polsino ma i guanti sono leggermente allungati per coprire bene il polso.

La costruzione ha voluto privilegiare la sensibilità, dal momento che non trovo una generosa imbottitura sul palmo, ed è ottimo così visto che i Primaloft Zero 2.0 mi hanno stupito per la sensibilità al manubrio che riescono a donare nonostante siano guanti pensati per il freddo estremo. Il rivestimento anti scivolo presente sul palmo e sulle dita assicura poi un elevato livello di aderenza anche in presenza di bagnato.

Il pezzo forte di questi guanti, ovviamente, è la protezione dal freddo. Pedalando con temperature estremamente fredde, intorno quindi ai 0°, i Primaloft Zero 2.0 mi hanno offerto un livello eccellente di isolamento, attestandosi tra i guanti più caldi che io abbia mai provato, se non i più caldi in assoluto.

Anche la protezione dal vento si è rivelata ottimale, ma questi guanti sono riusciti a garantire anche un buon livello di traspirabilità, che ha consentito di mantenere asciutte le mani al loro interno anche se il livello di calore offerto farebbe pensare il contrario.

Si fa apprezzare la possibilità di utilizzare i dispositivi mobili senza dover rimuovere i guanti e sottoporre le mani ad un temporaneo congelamento. Un valore aggiunto per questo tipo di guanti che sul campo hanno sfoggiato elevate qualità costruttive che si faranno apprezzare dal biker alla ricerca del comfort anche nei mesi più freddi.












