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Presentato la scorsa primavera, il manubrio Skywire è diventato subito il preferito da Sam Blenkinsop e pensiamo noi non solo per le grafiche accattivanti. Un manubrio destinato ad un utilizzo dal trail ride all’enduro che abbiamo avuto modo di provare sul lungo periodo.

DESCRIZIONE

Il manubrio Skywire sfrutta una costruzione in fibra di carbonio, utilizzando un layup unidirezionale e gli stampi realizzati in proprio da Deity, con caratteristiche di smorzamento delle vibrazioni trasmesse dal fondo.

Sia alle estremità che nella parte centrale sono presenti specifiche finiture antiscivolo per facilitare l’installazione dei comandi e dell’attacco manubrio. Per quest’ultimo, inoltre, sono state previste anche una serie di linee per favorire l’allineamento.

Lo Skywire è proposto nella sola larghezza di 800 mm, che è possibile comunque ridurre fino alla larghezza minima di 750 mm grazie agli indicatori di taglio ben evidenziati alle estremità. Il backsweep è di 9° e l’upsweep di 5°.

Lo Skywire è disponibile nel solo diametro da 35 mm e con rialzo da 15 o 25 mm oltre che con grafiche di diversi colori.

Il peso da noi rilevato della versione da 15 mm di rialzo è stato di 225 grammi. E’ in vendita al prezzo di € 159,99.

Info: www.deitycomponents.com

IL TEST[

Lo Skywire sfoggia un aspetto estetico molto ricercato oltre che un peso contenuto considerata la larghezza generosa e la destinazione d’uso prevista.

La sua particolare finitura esterna ha consentito il montaggio di manopole con collarini senza nessun problema di stabilità, ovvero senza mai farci rilevare alcun tipo di rotazione, dimostrando un elevato grip nell’accoppiamento, che si è tradotto in un eccellente livello di sicurezza visto che non obbliga a serraggi eccessivi e lo stesso dicasi per i collarini delle leve freno e dei comandi cambio. Abbiamo apprezzato anche la presenza dei pratici riferimenti visivi stampati sulla parte centrale del manubrio, molto utili nel facilitare il centraggio del manubrio sul frontalino dell’attacco, che non ha richiesto successivi aggiustamenti, segno di una qualità costruttiva di alto livello.

La larghezza di 800 mm del manubrio è in grado di garantire un’elevata stabilità alle velocità più elevate, sebbene a discapito di un po’ di reattività, per cui se capita di percorrere spesso anche tratti molto guidati si può valutare di accorciarlo di qualche centimetro, vista anche la predisposizione e gli utili indicatori di taglio presenti alle sue estremità, che consentono di ridurre la larghezza fino a 750 mm e per step di 5 mm.

Nell’utilizzo sul campo lo Skywire ha sfoggiato notevoli proprietà meccaniche, dimostrando un buon compromesso tra controllo del mezzo e comfort di guida. Ci ha dato, infatti, la forte sensazione di poter puntare la bici esattamente dove si desidera andare in modo molto preciso, probabilmente grazie anche all’adozione del diametro maggiorato di accoppiamento con l’attacco, mantenendo allo stesso tempo un’ottima capacità di assorbimento delle vibrazioni che arrivano alle mani.

Perfette, secondo noi, le curvature del manubrio, dal momento che anche sulle lunghe distanze non abbiamo riscontrato segni di affaticamento alle mani e ai polsi.

Se preferiamo testare i componenti sul lungo periodo è per poterne riscontrare tutti gli effettivi aspetti, sia positivi che negativi. Nel caso dello Skywire possiamo affermare che si tratta di un manubrio in carbonio dalle qualità costruttive eccellenti in grado di offrire un ottimo compromesso tra reattività e comfort, collocandosi perfettamente nel proprio ambito di utilizzo.