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Dopo aver testato la Wild FS, ci apprestiamo a rendervi le nostre impressioni su un’altra ebike della spagnola Orbea, la Keram 30. Un modello che propone un valido rapporto qualità/prezzo per chi si avvicina per la prima volta al mondo delle ebike.

Descrizione

La Keram è la proposta ebike che la spagnola Orbea affianca agli altri suoi due modelli a pedalata assistita, la Wild e la Wild FS. Lo fa con il chiaro intento di offrire non solo una piattaforma più economica ma anche caratterizzata da geometrie orientate ad una maggiore facilità di guida e sicurezza sui sentieri, il tutto improntato quindi al divertimento e alla funzionalità, che poi sono gli elementi essenziali per chi si avvicina timidamente al mondo delle ruote grasse a pedalata assistita.

La versione in prova rappresenta l’offerta di ingresso alla gamma, che propone anche la versione 20 che prevede un allestimento leggermente superiore per quanto concerne la trasmissione e le ruote.

Per la Keram, inoltre, Orbea propone un diametro ruote differenziato a seconda della taglia prescelta. Con la S, infatti, la Keram monta ruote da 27.5″ mentre per le taglie M ed L troviamo ruote da 29″. Una scelta che condividiamo pienamente, che tra l’altro si aggiunge alla possibilità, offerta dal telaio, di montare anche coperture di sezione fino a 2.8″, vista la generosa ampiezza del carro.

L’assistenza alla pedalata è garantita dal motore Bosch Active Line da 250 W di potenza e 40 Nm di coppia. Il motore più fluido, leggero e dall’erogazione più dolce della gamma Bosch sebbene anche quello con minor potenza.

La batteria, una PowerPack 400 da 400 Wh, è posizionata sul tubo obliquo ed assicurata da un aggancio con serratura a chiave. E’ dotata, inoltre, su un lato di una spia luminosa del livello di carica.

Il funzionamento del motore è gestito dal display Purion, un display antiriflesso e retroilluminato molto semplice e minimalista che visualizza lo stato di carica, la velocità e la modalità di assistenza. E’ possibile scegliere tra 4 modalità: Eco, Tour, Sport e Turbo oppure di disattivare il motore. E’ possibile, inoltre, impostare anche la modalità Walk Assist, con la quale viene attivato un supporto dosato con velocità fino a 6 km/h, nel caso in cui ci si debba spostare a piedi con la bici lungo tratti in salita.

L’unità ammortizzante, una SR Suntour XCM, è purtroppo a molla e non ad aria, per cui non si presta a particolari regolazioni se non quella del precarico e del bloccaggio mediante leva. Troviamo, inoltre, il classico perno da 9 mm con sgancio rapido.

Le ruote sono realizzate dalla francese Mach1, adottando le ER20 con un cerchio dal canale interno da 19 mm. Una misura non molto di tendenza ma che rientra comunque nella destinazione d’uso di questo mezzo, orientato ad un biker alle prime armi che apprezzerà, quindi, la precisione di guida offerta da un canale più stretto. Precisione di guida garantita anche dalla presenza di ben 36 raggi a diametro costante, che visti i pesi in gioco di una ebike e anche la mancanza di un perno passante garantiscono la giusta rigidità. Sempre a favore della rigidità la scelta di adottare le gomme Kenda dalla carcassa molto rigida, sebbene avremmo preferito trovare un modello dal battistrada più votato al grip che alla scorrevolezza, che secondo noi in una ebike non è un fattore primario. Sarà opportuno, quindi, valutarne la sostituzione magari già in fase di acquisto.

La trasmissione è quasi interamente Shimano, con cambio, comando e cassetta pignoni Altus, quest’ultima con 9 pignoni 11-36T, mentre la guarnitura è una FSA con corona da 36T.

Anche i freni sono a marchio Shimano. Troviamo anche qui il modello entry level Altus ma con dischi differenziati, da 180 mm all’anteriore e da 160 mm al posteriore.

Il posto guida è offerto quasi interamente da Orbea, con il suo manubrio, attacco e reggisella OC e con le manopole a singolo collare di bloccaggio. La sella invece è una Selle Royal.

Specifiche

Telaio: Alluminio
Escursione ant.: 100 mm
Forcella: SR Suntour XCM
Comando cambio: Shimano Altus M2000, 9v
Cambio: Shimano Altus M2000
Guarnitura: FSA Bosch IG-3, 36T
Cassetta pignoni: Shimano Altus HG200, 11-36T, 9v
Catena: KMC X9e
Freni: Shimano Altus M315, 180/160 mm
Ruote: Mach1 ER20, 19c, 9×100 mm/10×135 mm, 36 raggi da 2 mm
Coperture: Kenda K1153, 27.5 x 2.35″
Manubrio: Ornea OC Riser, 720 mm
Attacco manubrio: Orbea OC, 65 mm
Manopole: Orbea S-Lock-on
Serie sterzo: FSA Integrata
Reggisella: Orbea OC-I
Sella: SelleRoyal 2077 DRN
Motore: Bosch Active Line, 250W
Batteria: Bosch PowerPack 400, 400 Wh
Display: Bosch Purion
Peso: 20,9 kg (taglia S, senza pedali)
PREZZO: € 1.999,00

Geometrie

Taglie disponibili: S-M-L
Tubo sella: 418-450-530 mm
Orizzontale virtuale: 550-570-605 mm
Angolo sterzo: 69°-68°-68°
Angolo piantone: 73°
Altezza movimento centrale: 298-305-305 mm
Standover: 792-822-855 mm
Tubo sterzo: 130-130-150 mm
Carro posteriore: 481 mm
Reach: 360-374-403 mm
Stack: 616-637-656 mm
Passo: 1.102-1.133-1.170 mm

Info: www.orbea.com

Il test                                                                                            di Ivana Murace

In sella

Vista la presenza di una forcella a molla, non c’è molto da regolare, a parte la seduta e la pressione delle gomme. La posizione in sella è un po’ più eretta della media, avvicinandosi più ad una postura trailride che cross country, questo grazie ad un lungo tubo sterzo e ad un reach particolarmente contenuto, probabilmente al fine di mitigare l’allungamento del passo generato da un carro non molto compatto. Per un utilizzo trailride, inoltre, si potrebbe desiderare un manubrio un po’ più largo.

Nonostante il passaggio di cavi e guaine sia esterno al telaio, la predisposizione al di sotto del tubo obliquo e davanti al tubo sterzo risulta ben realizzata e dona alla Keram un aspetto molto pulito. Non si condivide, invece, la scelta di un collarino stringisella non a sgancio rapido, a meno che non si voglia optare per un reggisella telescopico, che noi consigliamo per un utilizzo trailride, sebbene si sia costretti ad acquistarne uno con il passaggio cavo esterno al telaio, vista la mancanza di predisposizione per quello interno.

In pianura

Il supporto alla spinta muscolare è gradevolmente pronto e fluido, così come si è dimostrato dolce lo stacco al raggiungimento dei 25 km/h, limite legale oltre il quale l’assistenza alla pedalata si arresta. La motorizzazione si è rivelata anche molto silenziosa.

Sui fondi maggiormente dissestati si sente l’esigenza di gomme dal battistrada più aggressivo, si apprezza però l’ottimo lavoro del carro nell’assorbire le asperità. I biker più leggeri sentiranno l’esigenza di una molla per la forcella più adeguata al loro peso e comunque tutti non avvertiranno quasi mai l’esigenza di dover bloccare la forcella.

In curva

Essendo in presenza di una ebike e, quindi, di pesi non contenuti, si avvertono i conseguenti ed inevitabili rallentamenti nelle manovre, tuttavia l’angolo di sterzo aperto e la rigidezza dell’insieme e soprattutto delle ruote rendono la Keram 30 abbastanza reattiva e molto precisa nei cambi di direzione alle alte velocità. In questi casi, però, i biker più aggressivi sentiranno l’esigenza di avere coperture dal battistrada anch’esso più aggressivo. Nei tratti più lenti, invece, paga un po’ lo scotto di avere un carro di lunghezza non contenuta.

In salita

In questo contesto inizia il divertimento che offre di consueto una ebike. Si sale che è un piacere anche lungo le erte impossibili, mentre in quelle dal fondo più dissestato si avverte la mancanza di una forcella ad aria e di coperture più aggrappanti.

Pur in assenza di una sospensione posteriore, il carro si è dimostrato assolutamente stabile ed incollato al fondo senza innervosirsi particolarmente sulle asperità.

In discesa

La presenza di masse decisamente più elevate rispetto ad una mtb di tipo muscolare comporta vantaggi e svantaggi. Pur essendo, infatti, più difficile per il biker muovere il mezzo sotto di sé a causa dei pesi rilevanti, in discesa, proprio per il suo peso, si ha più sicurezza nell’affrontare le asperità del fondo che tentano di deviare la Keram dalla sua traiettoria. L’effetto stabilizzante, inoltre, è favorito anche da un angolo di sterzo aperto per una front e da un carro decisamente lungo, pur tenendo bene in mente i limiti di una front.

Ancora una volta i biker più aggressivi sentiranno l’esigenza di coperture dal mordente superiore, che oltre a favorire il grip in situazioni più estreme renderanno anche più facile arrestare la marcia della Keram in fase di frenata.

Conclusioni

In rapporto al prezzo e alla qualità costruttiva del telaio, tra l’altro garantito a vita da Orbea, la Keram 30 si è dimostrata molto valida per un utilizzo in ambito XC/trailride per il biker alla ricerca di una ebike dall’ottimo rapporto qualità/prezzo e in grado di garantirgli la semplicità d’uso che solo una front può assicurare, ovviamente con tutti i limiti del proprio formato.