In test: Shimano XTR Di2




Lo scorso anno Shimano destò molto scalpore quando in occasione della gara di Coppa del Mondo XCO ad Albstadt presentò la prima trasmissione elettronica per mountain bike. Da allora il nuovo gruppo XTR Di2 è stato poi montato sui mezzi degli XC racer sponsorizzati da Shimano, primo tra tutti Julien Absalon che ad Hafjell ha poi vinto il Campionato del Mondo 2014 in sella ad una BMC Fourstroke, con l’XTR Di2 appunto. Shimano Italia ci ha mandato tempo fa una Wilier 901TRN (della quale avete già letto il nostro test) equipaggiata proprio con il gruppo elettronico XTR Di2, che pertanto abbiamo avuto modo di provare a lungo per fornirvi il nostro giudizio.

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Descrizione

La Wilier 901TRN messaci a disposizione da Shimano Italia è stata allestita con un gruppo interamente Shimano XTR, quindi oltre alla trasmissione Di2 parliamo delle ruote XTR Tubeless WH-M9000 29″ e dei freni XTR con dischi 180/180. Anche il posto guida rientra sotto il marchio Shimano, con componenti a marchio Pro Bike Gear che ricordiamo sono di proprietà del brand giapponese. Quindi, se si esclude telaio, sospensioni e coperture, stiamo parlando di una bici “completamente Shimano”, niente di meglio quindi per testare questa nuova trasmissione elettronica.

L’attuazione del cambio e del deragliatore avviene elettronicamente tramite i comandi Firebolt. Shimano introduce, inoltre, il concetto di programmabilità. In sostanza, come accade con i gruppi Dura-Ace e Ultegra nel ciclismo su strada, con il Di2 è possibile programmare alcune funzioni, come ad esempio invertire i controlli dei comandi cambio e deragliatore al manubrio, effettuare una cambiata multipla semplicemente tenendo premuto il pulsante del comando oppure scegliere di quanti pignoni spostarsi tenendo il pulsante premuto.

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Shimano ha realizzato inoltre il sistema Synchro Shift, grazie al quale è possibile controllare cambio e deragliatore con un unico comando. Abilitando, infatti, la modalità Synchro Shift, viene decisa qual è la combinazione ottimale corona/pignone ogni volta che viene utilizzato il cambio. Quindi niente più preoccupazioni riguardo alla posizione del deragliatore o dell’incrocio catena. Sono state realizzate due impostazioni di base per il Synchro Shift, ma ogni biker può personalizzarle creandone una secondo i propri gusti o addirittura disattivare il Synchro Shift per passare alla modalità manuale.

Il centro di controllo di tutto il sistema è il display sul manubrio, che visualizza la corona ed il pignone in uso, il livello della batteria e la modalità di cambiata selezionata (manuale o Synchro Shift). Volendo è in grado di visualizzare anche l’impostazione delle sospensioni, visto che l’XTR Di2 è stato progettato per poter essere utilizzato con sospensioni a controllo elettronico come l’iCd di Fox.

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La batteria che alimenta tutto il sistema è la stessa utilizzata nel modello da strada Dura-Ace Di2, ovvero quella esterna Sm-Btr1 o quella interna Sm-Btr2. In modalità interna può essere alloggiata in uno specifico reggisella o nel tubo di sterzo, in questo caso proprio come l’abbiamo trovata sulla bici in test, tramite uno specifico attacco manubrio.

A questo link è possibile scaricare il manuale d’istruzioni per l’utilizzo e la configurazione del XTR Di2.

Prezzi:

XTR Di2 - price list

Info: cycle.shimano-eu.com

Il test

La prima cosa che salta all’occhio e che fa subito la differenza rispetto a una trasmissione convenzionale è chiaramente la presenza del display sul manubrio. Con esso viene visualizzato il numero relativo al pignone corrente, la corona utilizzata (T per quella grande e L per quella piccola), la modalità di cambiata che si sta utilizzando (M per manuale, S1 per Synchro Shift 1 ed S2 per Synchro Shift 2) ed il livello di carica della batteria (da 1 a 5). Il livello di luminosità del display è ottimo, anche in condizioni di forte luminosità.

Dietro al display vi è un piccolo pulsante per selezionare la modalità di cambiata (premendolo una sola volta) e per effettuare la regolazione del cambio (tenendolo premuto un po’ più a lungo). Per effettuare la regolazione del cambio, dopo aver tenuto premuto a lungo il pulsante, si agisce sulle leve del relativo comando, tenendo in considerazione che ad ogni pressione corrisponde un micro spostamento del cambio e che si hanno a disposizione 16 micro spostamenti.

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Con il display è anche possibile ricaricare la batteria utilizzando la piccola porta posta sul lato destro e collegandolo, tramite l’alimentatore in dotazione, ad un cavo di tipo USB o ad un normale caricabatteria da smartphone. Via USB è inoltre possibile collegare il display ad un computer e tramite l’applicazione E-Tube, scaricabile gratuitamente dal sito Shimano, è possibile configurare direttamente da pc alcune impostazioni, come la regolazione di cambio e deragliatore e la velocità di cambiata. Ogni settaggio può essere poi salvato in un file, in modo da poter essere successivamente richiamato all’occorrenza.

Abbiamo trovato la trasmissione impostata in modalità manuale, per cui abbiamo iniziato ad utilizzarla in questo modo. Per cambiare basta premere il tasto del relativo comando oppure tenere premuto per scalare in sequenza i rapporti. Si avverte un leggero ronzio elettronico e come per incanto la catena passa da un pignone all’altro o da una corona all’altra. Quindi si può passare dal pignone 11 al pignone 40 e viceversa senza alcuno sforzo e senza necessità di rallentare la pedalata. I pulsanti dei comandi hanno una buona ergonomia e sono abbastanza intuitivi da distinguere, visto che sono tra loro sfalsati in altezza, anche se essendo molto ravvicinati le prime volte si potrebbe fare confusione.

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In modalità manuale, quindi, il funzionamento è relativamente simile ad una trasmissione di tipo meccanico. Impostando invece le modalità Synchro Shift, entra in gioco tutta la tecnologia sviluppata da Shimano.

Le modalità Synchro Shift prevedono l’utilizzo di un solo comando, in sostanza avviene una sorta di sincronizzazione tra deragliatore e cambio. Attivando la modalità S1, quando la catena arriva su un pignone preimpostato, il sistema emette un segnale acustico (un semplice “beep”). A questo punto nel momento in cui si passa al pignone successivo, viene azionato automaticamente il deragliatore che sposta la catena sull’altra corona e, simultaneamente e con estrema rapidità, il cambio autonomamente sposta la catena su un pignone preimpostato in base alle proprie preferenze.

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Facendo un semplice esempio, avendo impostata la modalità S1 e avendo la catena sulla corona grande (34), nel momento in cui si passa dal pignone 31 al pignone 35 viene emesso il segnale acustico. A questo punto, se si aziona ancora il comando per passare al pignone 40, viene attivato il meccanismo di sincronizzazione, che provvede a posizionare la catena sulla corona piccola (24) e simultaneamente sul pignone 31. Il tutto avviene con estrema rapidità, nell’ordine di una frazione di secondo, ma soprattutto senza alcuna incertezza o impuntamento da parte di deragliatore e/o cambio. In questo modo risulta facile limitare un eccessivo salto di denti.

In modalità Synchro Shift 2 il funzionamento è analogo, cambiando solo il punto di sincronizzazione. In ogni caso risulta molto utile avere due modalità di sincronizzazione, in modo che una volta personalizzate in base, ad esempio, a due percorsi diversi, è possibile scegliere l’una o l’altra con la semplice pressione di un tasto sul display.

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Sia il deragliatore che il cambio hanno mostrato sempre un’estrema velocità e precisione di azionamento, anche sotto la spinta energica sui pedali o in presenza di condizioni di terreno molto difficili. Lo stesso dicasi in condizioni di bagnato o a seguito dei lavaggi della bici.

La batteria ha dimostrato sul campo una notevole durata. Dopo averla caricata completamente ed essere usciti per circa 5 ore, il display mostrava ancora il massimo livello di carica, pari a 5. In caso di batteria completamente scarica, cosa che non ci è mai accaduta, il sistema prevede l’utilizzo dell’ultimo rapporto che è stato selezionato prima della scarica.

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Quando Shimano lo scorso anno presentò questa prima trasmissione elettronica per mountain bike, non sono state poche le persone che hanno mostrato scetticismo su questa innovazione tecnologica. Come tutte le innovazioni, però, bisogna prima avere la possibilità di provarle per apprezzarne appieno le qualità o dimostrarne eventualmente l’inutilità. Noi abbiamo avuto la possibilità di provare per diversi mesi l’XTR Di2 e possiamo affermare con assoluta certezza che con questo prodotto Shimano ha compiuto un notevole passo avanti nella tecnologia che gravita intorno alla mountain bike. La semplicità e allo stesso tempo l’estrema funzionalità ed affidabilità di questo gruppo lo rendono potenzialmente sfruttabile non solo in ambito racing, dove i decimi di secondo possono fare la differenza, ma anche in un ambito più amatoriale, visto ormai le sempre più elevate aspettative del biker medio. L’unico limite al momento può essere ritrovato solo nel prezzo, ma siamo sicuri che anche questo limite verrà ben presto abbattuto.

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1 comment

  1. Giuseppe Traversa

    Possiedo una bici con il Di2 10V 2013 Ultegra di Shimano, impeccabile nel funzionamento, un malaugurato giorno, per una caduta ho irrimediabilmente danneggiato il cambio posteriore, ebbene, non esiste la possibilità di acquistare il ricambio, Shimano ora fa l’11 V e a quanto pare non c’è verso di trovare il cambio del 10 V. Il mio negoziante di fiducia è riuscito ad ottenerne uno usato che fortunatamente funziona senza problemi, rimane il fatto che se avessi avuto un Ultegra meccanico di ricambi ne trovavo a iosa. La cosa sconcertante é che se non fossi riuscito a trovare il cambio usato, avrei avuto, come alternativa, acquistare l’intero gruppo Di2 da 11 V, spendendo una cifra intorno ai mille euro, non avendo neppure la possibilità di optare su un gruppo meccanico visto che la mia Pinarello FP4 non è predisposta per questo tipo di gruppo.
    La lezione che ho imparato: mai più un gruppo elettronico!

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