In test: Wilier 901TRN




Dietro il simbolo dell’alabarda, che da sempre contraddistingue il marchio Wilier, c’è oltre un secolo di storia. L’azienda italiana è stata fondata infatti nel 1906, per anni è stata artefice di modelli per ciclismo su strada molto originali e negli ultimi anni ha impiegato il proprio know-how anche in ambito mountain bike, sfornando anche qui diversi modelli dalla linea ricercata. Ad Eurobike dello scorso anno eravamo stati colpiti dalle linee di una 29er destinata al trailriding, la 901TRN, che abbiamo poi avuto modo di testare a fondo.

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Descrizione

I progettisti Wilier hanno avuto chiara fin dall’inizio l’idea alla base dello sviluppo della Serie 9: ottenere un mezzo per il trailriding, quindi divertente da guidare ma con una conformazione racing per potersela cavare bene anche nelle salite.

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Tenendo bene in mente quest’idea, la scelta dello schema di sospensione è ricaduta sul sistema FSS (Floating Shock Suspension), un sistema brevettato di derivazione VPP (Virtual Pivot Point) in cui l’ammortizzatore non presenta alcun punto di fissaggio al telaio ma è flottante tra due link di collegamento del carro. Questo particolare è stato adottato al fine di garantire un buon rendimento in fase di pedalata, visto che tende a ridurre sia le sgradevoli oscillazioni generate dalla spinta sui pedali che il fenomeno del pedal kick back.

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La 901TRN è disponibile solo come kit telaio con ammortizzatore RockShox Monarch RT3. Il telaio è realizzato in carbonio monoscocca, ha un’escursione alla ruota posteriore di 120 mm e l’asse posteriore da 12 x 142 mm.

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La Wilier 901TRN ricevuta in test era pregevolmente allestita, tra l’altro, con la trasmissione elettronica Shimano XTR Di2, che per l’occasione abbiamo avuto modo di testare a fondo e a breve ve ne daremo il nostro report.

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Come unità ammortizzante anteriore abbiamo trovato una RockShox Revelation RL con comando remoto al manubrio per il bloccaggio.

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Le ruote rientrano nel gruppo XTR di Shimano, con 28 raggi sia all’anteriore che al posteriore. Per le coperture si è andati a scegliere nel catalogo del marchio Vittoria, adottando le Barzo 29 x 2.25″.

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La trasmissione, come già anticipato, è la Shimano XTR Di2, dotata di guarnitura XTR Trail con una gradevole doppia corona 34/24T, cambio e deragliatore XTR, e cassetta XTR 11-40T a 11 velocità.

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Non potevano mancare certo i freni a marchio Shimano, anch’essi XTR ovviamente e con dischi da 180 mm su entrambe le ruote.

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Anche il posto guida è stato assemblato restando in casa Shimano, con componenti a marchio Pro Bike Gear. Troviamo un manubrio in carbonio da 720 mm e un attacco da 90 mm, entrambi predisposti per il passaggio interno dei cavi elettrici del cambio Di2. Anche reggisella e sella, infine, sono a marchio Pro Bike Gear.

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Specifiche tecniche

Telaio: Carbonio monoscocca
Escursione ant.: 120 mm
Escursione post.: 120 mm
Forcella: RockShox Revelation RL – 15 mm QR
Ammortizzatore: RockShox Monarch RT3
Comandi: Shimano XTR Di2 Firebolt 11v
Cambio: Shimano XTR Di2
Deragliatore: Shimano XTR Di2
Guarnitura: Shimano XTR Trail 34/24T
Cassetta pignoni: Shimano XTR 11-40T 11v
Catena: Shimano HG-X11
Freni: Shimano XTR 180/180 mm
Ruote: Shimano XTR
Coperture: Vittoria Barzo 29 x 2.25″
Manubrio: Pro Tharsis XC Flat Top Di2 UD Carbon 720 mm, manopole Pro Tharsis
Attacco manubrio: Pro Tharsis XC 90 mm
Serie sterzo: FSA tapered
Reggisella: Pro LT
Sella: Pro Vulture
Peso: 11,8 kg (solo telaio 2,69 kg)
PREZZO: € 2.698,00 (telaio + ammortizzatore RockShox Monarch RT3)

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Geometrie

Taglie disponibili: 40,6/45,7/50,8 cm
Angolo sterzo: 70,5°
Angolo piantone: 73,5°
Orizzontale virtuale: 58,6/60,3/62,2
Altezza movimento centrale: 34,8 cm
Tubo sterzo: 10/12/13 cm
Carro posteriore: 45 cm
Standover: 74,4/75,3/75,9 cm
Passo: 110,4/114,5/119 cm

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Info: www.wilier.com

 

Il test

In sella

Le proporzioni appaiono adeguate, così come la posizione in sella. Il manubrio non è affollato, nonostante la presenza, oltre ai comandi cambio e leve freno, del comando remoto della forcella e del display relativo all’utilizzo del cambio elettronico Shimano. Manca il reggisella telescopico, del quale qualcuno potrebbe sentirne il bisogno. Vista comunque la mancanza, avremmo apprezzato almeno la presenza di un morsetto stringisella apribile.

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Per la regolazione del SAG di forcella ed ammortizzatore ci si può giovare della presenza della scala graduata coadiuvata dal pratico o-ring, che caratterizzano le sospensioni a marchio RockShox.

La sella non è tra le più comode per le lunghe uscite, il manubrio ci è apparso un po’ corto mentre l’attacco invece un po’ lungo. Ricordiamo comunque che la 901TRN è in vendita solo come telaio, per cui ognuno potrà assemblarla liberamente secondo le proprie preferenze.

In pianura

Lo schema di sospensione adottato ci è sembrato da subito molto attivo e poco influenzato dall’azione di pedalata. In questo modo l’ammortizzatore ha dimostrato di avere una compressione abbastanza progressiva: nella sua parte iniziale occorre infatti una forza maggiore per comprimerlo, in modo da privilegiare le prestazioni sui fondi più scorrevoli; nella sua seconda parte lo abbiamo sentito invece più morbido, permettendo in questo modo di copiare al meglio i fondi meno scorrevoli; nella sua parte finale, infine, per comprimerlo occorre molta forza, caso tipico in cui si atterra da un salto. Un po’ scomoda la posizione della levetta dell’ammortizzatore, occorre pertanto farci l’abitudine.

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In curva

Eccellente la reattività della 901TRN. Anche in curva e nello stretto si lascia guidare bene, nonostante il formato ruote da 29″ e le coperture dal disegno non particolarmente aggressivo. Nei tornanti stretti risente un po’ del passo lungo, che tuttavia non essendo esageratamente lungo consente un’agilità inaspettata.

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In salita

L’ago della bilancia va a favore della 901TRN, che si arrampica di buon passo anche lungo i tratti più ripidi. Un aiuto arriva anche dalle coperture scorrevoli, dalla presenza del pignone da 40 denti, dalle ruote caratterizzate da un’esemplare rigidità e da angoli molto verticali.

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La sospensione fa meraviglie nello spianare il terreno, coadiuvata dall’aderenza supplementare che fornisce una copertura da 29″, capiterà spesso quindi di abbandonarsi in continui rilanci della propria andatura, visto che questo mezzo lo consentirà molto spesso.

In discesa

In questo ambito i numeri sulla carta le impongono alcuni limiti. L’angolo di sterzo abbastanza verticale, infatti, le toglie qualcosa in termini di stabilità alle alte velocità. In compenso abbiamo apprezzato una notevole rigidità torsionale del telaio, grazie alla quale la 901TRN riesce comunque a mantenere bene la propria traiettoria, e la morbidezza della sospensione, che insieme alle ruote da 29″ ed al passo lungo riesce comunque ad infondere sicurezza e a far divertire il biker che non cerca necessariamente i limiti del mezzo nelle discese più impegnative.

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La frenata è potente e priva di tentennamenti, come del resto ci si può aspettare dal sistema frenante adottato. Condivisibile l’utilizzo di un disco da 180 mm anche al posteriore.

Conclusioni

Come detto in apertura, l’obiettivo di Wilier nella realizzazione della 901TRN è stato quello di realizzare una trail bike che consentisse al suo utilizzatore sia di divertirsi sui single-track che di aggredire senza difficoltà le salite più ostiche. Ed in effetti in sella a questo mezzo si ha spesso l’impressione di trovarsi alla guida di una full da XC/marathon, per come consente i rilanci anche più inaspettati. Perde probabilmente qualcosa nelle discese più impegnative, laddove, tranne per il biker ben dotato, ci si dovrà rilassare per godersi la discesa piuttosto che cercare di aggredirla alla massima velocità.

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