Orbea è entrata nel mondo delle eBike con i modelli Keram e Wild, ma si trattava di piattaforme hardtail, mancava quindi al brand spagnolo una versione full suspended a pedalata assistita. Versione che è arrivata alla fine della scorsa estate, quando è stata presentata la Wild FS, ed il nome la dice lunga sull’indole di questa eBike.

Descrizione

Ciò che colpisce maggiormente della Wild FS sono le forme massicce ed allo stesso tempo sinuose del telaio realizzato in alluminio 7000 e lavorato con idroformatura, con cavi e guaine che sono instradati all’interno del triangolo principale.

Si nota subito, inoltre, l’integrazione operata per far sparire completamente la batteria Shimano Steps E-8010 da ben 500 Wh all’interno del tubo obliquo, se ancora lo si può definire tubo, vista la sua forma praticamente scatolata pensata per accogliere appunto al suo interno la batteria.

Batteria che viene introdotta nel suo alloggiamento attraverso l’ampia porta ermetica sul lato sinistro dotata di blocchi magnetici che impediscono un’apertura accidentale in corsa e consentono l’accesso senza attrezzi.

All’esterno dell’alloggiamento della batteria, inoltre, troviamo il pulsante di accensione nonché una piccola schermatura che mostra il livello di carica della batteria. All’interno, invece, è dotato di una serratura di sblocco, pertanto la batteria può essere rimossa solo con l’apposita chiave in dotazione.

L’assistenza alla pedalata è garantita dal motore Shimano Steps E-8000 da 250 W di potenza e 70Nm di coppia. Una compatta unità motrice dalle dimensioni contenute che ha consentito per la Wild FS la realizzazione di un carro più corto della media per una eBike.

Il suo funzionamento è gestito dall’intuitivo display, compatibile con Bluetooth/ANT+, che visualizza i dati di marcia, come velocità, distanza, tempo di percorrenza e autonomia. Per selezionare, invece, la modalità di assistenza alla pedalata si agisce su un comando dedicato, che consente di scegliere tra Eco, Trail e Boost oppure di disattivare il motore. E’ possibile, inoltre, impostare anche la modalità Walk nel caso in cui ci si debba spostare a piedi con la bici lungo tratti in salita.

L’escursione offerta per entrambe le ruote è pari a 140 mm ed al posteriore è gestita da uno schema a quadrilatero con il perno che è coassiale all’asse del mozzo. Un disegno che si propone di svincolare il lavoro della sospensione dall’azione frenante, in modo da garantire quindi un miglior controllo del mezzo soprattutto alle alte velocità.

Presenti i mozzi Boost ad entrambi gli assi così come una serie di soluzioni protettive per il telaio, come il batticatena, la piastra paramotore con armatura in metallo al di sotto del motore e un’ulteriore protezione in gomma posizionata sotto l’obliquo.

La Wild FS è declinata in 4 versioni, di cui quella in prova si posiziona sul secondo gradino della gamma. Una gamma che viene proposta sia con ruote da 29″ che 27.5+ come nel nostro caso.

All’anteriore troviamo una forcella Fox 34 Float Performance E-Bike, con struttura ottimizzata in maniera specifica per le eBike. Offre la regolazione della compressione su 3 posizioni mediante leva oltre alla regolazione del ritorno.

L’ammortizzatore è un Fox Float DPS Performance EVOL. Anche qui è presente la regolazione del ritorno e quella della compressione con leva su 3 posizioni.

Le ruote sono le Sun Ringlé Duroc 40, con canale interno da 36 mm di larghezza, mozzi Boost e 32 raggi a diametro costante. Sono gommate con le Kenda Havok Pro 120 TPI da 27.5 x 2.80″.

La trasmissione è interamente Shimano, tranne la cassetta pignoni che stranamente è una Sun Race 11-46T a 11v. Troviamo, infatti, cambio posteriore e comando Shimano Deore XT con pedivelle Shimano E80 da 170 mm di lunghezza.

Anche i freni sono a marchio Shimano, con gli Zee che propongono leve invertite, ovvero la destra comanda il freno anteriore e la sinistra quello posteriore. I dischi di diametro generoso misurano 203 mm all’anteriore e 180 mm al posteriore.

Posto guida quasi interamente a marchio Race Face. Troviamo il manubrio e l’attacco Ride, il primo da 760 mm di larghezza e il secondo da 50 mm di lunghezza. Il diametro di accoppiamento è quello oversize da 35 mm, che visto il materiale in alluminio adottato per il manubrio rende ulteriormente rigido l’insieme, a favore della precisione di guida ma a discapito del comfort. Le manopole sono a singolo collarino di bloccaggio.

Anche il reggisella è un Race Face, l’Aeffect Dropper con 125 mm di escursione mentre la sella è una Selle Royal.

Specifiche

Telaio: Alluminio 7000 idroformato
Escursione ant.: 140 mm
Escursione post.: 140 mm
Forcella: Fox 34 Float Performance
Ammortizzatore: Fox Float DPS Performance EVOL
Comando cambio: Shimano Deore XT M8000, 11 v
Cambio: Shimano Deore XT M8000
Guarnitura/Movimento centrale: Shimano E80, 34T
Cassetta pignoni: SunRace CSMX80, 11-46T, 11v
Catena: KMC X11eT
Freni: Shimano Zee, 203/180 mm
Ruote: Sun Ringlé Duroc 40, 36c, 15×110 mm/12×148 mm, 32 raggi da 2 mm
Coperture: Kenda Havok Pro 60 TPI, 27.5 x 2.80″
Manubrio: Race Face Ride 35, 760 mm larghezza
Attacco manubrio: Race Face Ride 35, 50 mm lunghezza
Manopole: Orbea single lock-on
Serie sterzo: FSA, integrata
Reggisella: Race Face Aeffect Dropper, 125 mm
Sella: Selle Royal 2077 DRN
Motore: Shimano Steps E-8000, 250W
Batteria: Shimano Steps E-8010, 500Wh
Display: Shimano Steps SC-E8000
Peso: 22,5 kg (taglia L, senza pedali)
PREZZO: € 5.299,00

Geometrie

Taglie disponibili: S-M-L-XL
Tubo sella: 390-430-470-510 mm
Orizzontale virtuale: 543-562-591-620 mm
Angolo sterzo: 67°
Angolo piantone: 74°
Tubo sterzo: 125-140-155-170 mm
Carro posteriore: 450 mm
Reach: 375-390-415-440 mm
Stack: 630-644-658-672 mm
Passo: 1.126-1.147-1.178-1.210 mm

Info: www.orbea.com

Il test

In sella

La seduta appare un po’ più raccolta e sollevata, complice il lungo tubo sterzo che solleva il manubrio e il passo contenuto in rapporto alla misura delle gomme e soprattutto alla presenza del motore. Orbea è riuscita a fare un ottimo lavoro di contenimento degli spazi, riuscendo addirittura a mantenere una lunghezza del carro entro un valore record per la categoria, a tutto vantaggio della manovrabilità, qualità che è la benvenuta quando bisogna gestire il peso di una eBike.

Per la regolazione del SAG di forcella ed ammortizzatore ci si può avvalere inizialmente dei consigli proposti sul sito di Fox per quanto concerne i valori di pressione da adottare in funzione del peso del biker, per poi affinarli sul campo in base alle proprie esigenze. E’ importante, inoltre, effettuare diverse prove sul campo per trovare il giusto valore di pressione per le gomme, vista la loro generosa sezione, poiché un valore troppo basso determinerebbe una risposta più elastica del mezzo con fastidiosi rimbalzi, mentre un valore troppo alto andrebbe a vanificare il grip offerto dalle ampie coperture.

All’inizio ci si dovrà un po’ abituare al diverso posizionamento delle leve freno rispetto a quello consueto, ma è questione di tempo. Perfette le misure di manubrio e attacco, converrà, invece, abbassare per quanto possibile l’attacco manubrio, spostando i distanziali verso l’alto, per contenere l’elevata lunghezza del tubo sterzo.

In pianura

E’ difficile non rimanere inebriati dalla risposta del mezzo, anche adottando la modalità Eco per il motore, ovvero meno potente. La Wild FS spinge con veemenza mentre passando alla modalità Trail o Boost la risposta è ancora più energica e sembra letteralmente di volare sopra gli ostacoli anche se la pendenza aumenta.

Il comfort è eccellente, grazie alle gomme di generosa sezione ma anche alla sospensione che non innesca fastidiose oscillazioni anche lasciando le idrauliche completamente aperte.

In curva

La Wild FS procede incollata al fondo per effetto del proprio peso e della valenza delle sospensioni, sebbene le coperture non siano il massimo in termini di grip. Se si vuole spingere con maggiore aggressività sarebbe il caso di dotarsi di gomme con tasselli più aggressivi, visto che la scorrevolezza rappresenta l’ultimo problema per una eBike.

Nonostante il peso complessivo, il carro estremamente compatto ed il passo contenuto riescono ad agilizzare notevolmente la risposta della Wild FS anche nei singletrack più lenti, dove si avvale anche di un angolo di sterzo non troppo discesistico.

In salita

Aggredire le salite, anche le più ripide, è certamente pane per i suoi denti. Grazie alla spinta del motore e alle gomme di sezione generosa si riescono ad affrontare finalmente le erte più ripide con il sorriso stampato sul volto.

Chiaramente bisogna ricordarsi che la pedalata è assistita, per cui il motore agisce se si continua a pedalare. Ciò è da tenere a mente nei tratti in salita maggiormente impegnativi, quando ad esempio si deve superare un ostacolo o un tornante, laddove se si è costretti a mettere il piede a terra il motore interrompe l’assistenza e la bici si arresta in maniera repentina a causa del suo peso. In questi casi provando a ripartire è opportuno impostare una modalità più blanda, come la Eco ad esempio, in modo da contenere la spinta aggressiva del motore, ma sono circostanze alle quali ci si abitua.

In discesa

Con simili escursioni e geometrie in genere ci si lancia con entusiasmo nelle discese più veloci, ma con una eBike le cose cambiano leggermente, visto che ci si ritrova a gestire masse ben diverse, superiori anche a quelle di un moderno mezzo da downhill. Con la Wild FS ci si riesce comunque a divertire anche in questo contesto, a patto di non strafare.

In ogni caso l’elevata guidabilità del mezzo consente ottime andature, grazie anche alla qualità delle sospensioni e alla rigidità dell’insieme. I biker più aggressivi potrebbero desiderare solo coperture dal battistrada più aggressivo, soprattutto all’anteriore. La frenata, infine, non ci ha mai deluso, dimostrandosi sempre all’altezza di ogni situazione e senza mai inibire il lavoro della sospensione.

Conclusioni

La Wild FS si è dimostrata un’eccellente interprete nel proprio segmento, ponendosi tra i riferimenti assoluti nel mercato delle eBike. E’ un mezzo in grado di soddisfare pienamente il biker desideroso di esplorare i percorsi più lunghi e dalla pendenza più impegnativa entro ampi margini di comfort e sicurezza. Ci ha molto impressionato anche la sua elevata guidabilità, che dimostra finalmente quanto una eBike possa avvicinarsi, geometricamente parlando, ad una classica mountain bike, grazie ad una progettazione mirata e soprattutto pensata in funzione del massimo divertimento del biker.