Recentemente si sta diffondendo sempre di più l’adozione del formato ruota misto, ovvero da 29″ all’anteriore e da 27.5″ al posteriore. Una diffusione partita dalle eBike per poi estendersi anche alle trail bike fino ad arrivare addirittura a quelle da downhill. Ma da dove ha avuto origine questa rivoluzione dei formati e, soprattutto, quali sono i reali vantaggi? Andiamo con ordine.

Le origini

La diffusione delle eBike ha portato a sviluppare formati ruota cosiddetti Plus, ovvero costituiti da gomme aventi sezione da 2.8″ e 3″ su ruote da 27.5″ di diametro. Un formato che ben presto, però, si è rivelato eccessivo e difficile da gestire.

La regolazione della pressione di queste gomme richiede infatti un po’ di accortezza aggiuntiva, visti i volumi di aria in gioco ed il peso elevato di una eBike, in modo da evitare sia un’eccessiva resistenza al rotolamento, se la pressione è troppo bassa, che un eccessivo rimbalzo, se viceversa troppo alta.

In effetti avendo a disposizione così ampi volumi non avrebbe senso utilizzare pressioni eccessive, visto che una pressione più bassa consente invece di sfruttare l’elevato grip offerto dall’ampia impronta a terra della gomma. Il lato negativo, però, è che proprio per questo motivo vengono a generarsi derive eccessive delle gomme nei cambi di direzione, che si traducono poi in una guida imprecisa, peggiorata tra l’altro dal peso elevato delle eBike, difficile da gestire rispetto ad una mtb muscolare.

Per questi motivi si è pensato, almeno all’anteriore, di adottare coperture di sezione ridotta, dell’ordine di 2.6″ o 2.5″. Ma perché allora non utilizzare una ruota da 29″ piuttosto che 27.5″? Un formato ruota misto? Perché no? In fondo già Cannondale ci aveva pensato nel 1987 con la sua SM 800 che aveva all’anteriore una ruota da 26″ e al posteriore una da 24″.

E un po’ di anni più tardi Specialized aveva riproposto il concetto con la sua Big Hit da downhill nel 2003, con gomma anteriore da 26 x 2.6″ e posteriore da 24 x 2.6″.

Quali sono i vantaggi?

L’adozione, all’anteriore, di una gomma di sezione ridotta favorisce una maggiore precisione di guida proprio per una riduzione della deriva della gomma nei cambi di direzione, visto che la direzionalità della bici è affidata alla ruota anteriore. L’utilizzo del formato 29″, inoltre, garantisce, a parità di sezione, una maggiore impronta a terra rispetto ad una ruota da 27.5″, a favore quindi di una maggiore aderenza.

Ma cosa succede quando andiamo a sostituire all’anteriore una ruota da 27.5″ con una da 29″ e lasciando al posteriore una da 27.5″? O viceversa, sostituendo al posteriore una da 29″ con una da 27.5″ e lasciando all’anteriore una da 29″? Succede che l’avantreno si solleva, andando a variare alcune quote geometriche, prima tra tutte l’angolo di sterzo, ma anche l’altezza del movimento centrale.

Le conseguenze comportano vantaggi e svantaggi, che a seconda delle proprie esigenze e stile di guida possono trovare ampi consensi o meno per questo nuovo tipo di formato. Analizziamoli uno per uno:

Vantaggi

  • l’asse anteriore va a trovarsi in un punto più in alto rispetto all’asse posteriore, favorendo in tal modo la capacità di superare gli ostacoli;
  • il valore di angolo di sterzo si riduce generalmente di circa un grado (a seconda dell’altezza dei tasselli delle gomme), aprendo lo sterzo e rendendo la bici più stabile alle alte velocità;
  • una ruota posteriore di diametro inferiore (27.5″) risulta più scorrevole rispetto ad una di diametro maggiore (29″), con il risultato di richiedere meno sforzo nel superamento delle salite più ripide;
  • se è la ruota posteriore che sostituite (da 29″ a 27.5″, lasciando davanti la 29″) il movimento centrale si abbasserà e con esso il baricentro della bici, aumentandone la guidabilità. Se viceversa sostituite la ruota anteriore (da 27.5″ a 29″, lasciando dietro la 27.5″), avverrà il contrario, ovvero il movimento centrale si alzerà riducendo il rischio di impattare gli ostacoli con i pedali;
  • i raggi di curvatura diversi tra le due ruote aiutano a curvare più velocemente;
  • un telaio predisposto per ruote da 27.5″ richiede un carro meno lungo rispetto a un telaio da 29″, con evidenti vantaggi di maneggevolezza;
  • la ruota anteriore di maggiore diametro dona maggiore stabilità nelle curve veloci, mentre quella posteriore di diametro ridotto favorisce nel superamento dei tornanti in salita;
  • la ruota posteriore di diametro ridotto è più robusta avendo raggi più corti e un cerchio più piccolo.

Svantaggi

  • un avantreno più sollevato rispetto al posteriore costringe a piegarsi un po’ di più sull’anteriore per contrastare eventuali ribaltamenti nell’affrontare le salite più ripide. Questo si accentua nei telai predisposti per ruote da 27.5″, che presentano quindi un carro più corto;
  • l’angolo di sterzo più aperto rende la bici un po’ meno reattiva nei tratti più lenti;
  • se è la ruota posteriore che sostituite (da 29″ a 27.5″) il movimento centrale si abbasserà, aumentando la probabilità di impattare i pedali con gli ostacoli sul terreno. Per ridurre questa probabilità sarà opportuno sostituire le pedivelle con quelle di misura più corta.

Analizzati i vantaggi e svantaggi, sembrerebbe in effetti che il formato ruota misto possa prevalere rispetto a quello standard. Sarà per questo motivo che nell’Enduro World Series e in Coppa del Mondo downhill già diversi atleti lo stiano adottando con successo, compresi Martin Maes nell’enduro e Loic Bruni nel downhill? Noi crediamo di sì.

La Sepcialized Demo 29″/27.5″ di Loic Bruni a Maribor

Come procedere

Se volete, potete provare gli effetti di questa trasformazione sulla vostra mtb, dando per scontato che il telaio sia predisposto per i mozzi Boost, in modo da poter sfruttare le gomme di sezione più ampia. Se così non fosse potrete comunque procedere alla trasformazione, potendo utilizzare con molta probabilità (dipende dallo spazio offerto dal carro e dalla forcella) coperture con sezione da 2.5″/2.6″. In ogni caso occorre distinguere le due seguenti fattispecie:

Passaggio da una 29er ad una 29/27.5

Questo è il caso più semplice. Davanti avete già una 29″, per cui vi resta da acquistare per il posteriore una ruota da 27.5″ con relativa gomma. Al posteriore preferite una copertura di sezione leggermente maggiore rispetto all’anteriore in modo da sfruttare il comfort offerto dal maggior volume di aria, tenetelo presente quindi quando sceglierete la ruota, in modo che abbia un cerchio con un’adeguata larghezza del canale interno. Visto che il movimento centrale si abbasserà, potreste anche sostituire le pedivelle con un modello più corto. Tenete presente che poiché il telaio è predisposto per ruote da 29″ non potrete sfruttare le caratteristiche di agilità di un carro più compatto presente in un telaio nativo da 27.5″.

Passaggio da una 27.5er ad una 29/27.5

Questo è il caso meno indolore, in quanto vi costringe a sostituire la ruota/gomma anteriore ma anche la forcella per poter accogliere il diametro più ampio. Già che ci siete sceglietela con battuta Boost, in modo da poter alloggiare senza problemi una copertura da 29 x 2.6″. Se al posteriore avete una copertura di sezione standard (ad es. da 2.2″/2.3″) potreste optare per una di sezione maggiore (ad es. da 2.5″/2.6″) ma verificate che la larghezza interna del canale del cerchio sia adeguata e non già troppo stretta per la gomma originale.

Dove stiamo andando?

Siamo partiti anni fa dal formato ruota da 26″, che per anni sembrava essere il dominatore incontrastato della scena. Poi è arrivato il formato 29″, inizialmente visto con scetticismo poi totalmente accettato per lo meno in un ambito cross country e trail ride. Sarà stato, però, questo scetticismo iniziale o la voglia di qualcosa di più grande e stabile del 26″ ma anche di più piccolo e reattivo del 29″, che ha fatto vedere la luce al formato da 27.5″, che si è subito affiancato al 29″. In tal modo mentre il 26″ spariva definitivamente, sono rimasti questi due formati a dividersi i consensi, che vedevano il diametro più grande preferito nel cross country/trail ride e quello più piccolo nell’enduro/downhill.

Negli ultimi anni, però, si è sviluppata una certa propensione al 29″ anche nelle discipline più gravity, prima nell’enduro e poi addirittura nel downhill, riconoscendo le maggiori qualità di aderenza e di spianamento delle asperità del 29″, sebbene non si sia mai smesso di riconoscere i pregi del formato 27.5″, indubbiamente più reattivo del primo.

La soluzione sta nel mezzo? Forse è proprio così, visto che dati alla mano il formato misto sembrerebbe quello in grado di raccogliere i vantaggi di entrambi i formati, per garantire una maggiore sicurezza e, di conseguenza, un maggior divertimento. Attualmente nei cataloghi dei vari produttori di mountain bike il formato ruote misto non ha ancora preso piede, tranne alcune eccezioni in particolare tra le eBike, ma con molta probabilità sarà solo questione di tempo.