Un’unica piattaforma, due anime completamente diverse. Dalla Germania arriva un concetto di mountain bike che sfida le convenzioni del settore: un telaio enduro interamente fresato dal pieno capace di trasformarsi, con pochi componenti intercambiabili, in una e-MTB o in una bici a propulsione umana pura.

L’idea centrale è la modularità estrema. Un bracket di trasmissione intercambiabile permette di montare indifferentemente un motore Maxon Air S da 90 Nm e circa 2 kg di peso, oppure un cambio Pinion Smart.Shift a cinghia. La batteria, disponibile in due taglie da 400 o 600 Wh, è completamente estraibile e alloggiata in una cavità ricavata nel tubo obliquo. Quando non si utilizza l’assistenza elettrica, quello stesso spazio diventa un generoso vano porta-oggetti capace di contenere l’equivalente di due borracce standard: attrezzi, camere d’aria, ricambi o snack per le uscite lunghe.

Il telaio è realizzato in alluminio 7075-T6 lavorato interamente a CNC a partire da billette massive. Il triangolo anteriore è composto da due half-shell fresati e poi incollati, con spessori variabili ottimizzati mediante topologia per bilanciare rigidità torsionale e peso nonostante l’ampia apertura necessaria alla batteria. Il carro posteriore adotta una soluzione “yoke-less”: niente ponte di collegamento tra i foderi inferiori, ma un perno scanalato che gestisce le forze e lascia spazio al motore o al cambio.

La sospensione è un classico schema a quattro barrette con Horst-link e rocker link generoso. Due configurazioni di travel sono previste grazie a supporti ammortizzatore intercambiabili (ATT – Adjustable Travel Technology): 170 mm posteriori con 180 mm anteriori in modalità enduro, oppure 150 mm posteriori e 170 mm anteriori in versione trail. Anche il perno principale è regolabile (MPT – Modular Pivot Technology), consentendo di modificare geometria, anti-squat e anti-rise. I forcellini e i foderi posteriori modulari (ART) aprono ulteriormente le possibilità: ruote 29/27,5” (mullet), doppio 29”, oppure addirittura 32” all’anteriore con 29” al posteriore, con opzioni di carri più corti o più lunghi.
L’obiettivo dichiarato non è costruire l’e-bike più pesante e con maggiore autonomia possibile, ma mantenere le dinamiche di guida di una mountain bike tradizionale. Il motore Maxon si colloca in una fascia intermedia di coppia, sportivo senza essere eccessivo, mentre la possibilità di togliere completamente la batteria e montare il Pinion restituisce una bici leggera e “pulita”.

Il progetto è ancora in fase di sviluppo: un prototipo guidabile è atteso per l’autunno. Inizialmente saranno proposti kit telaio, con le tipiche finiture anodizzate della casa, mentre geometrie definitive, prezzi e tempistiche di consegna verranno definiti in seguito, anche grazie al feedback della community.

In un mercato sempre più orientato verso specializzazioni estreme, questa piattaforma convertibile rappresenta un approccio diverso: non due bici separate, ma un unico telaio di altissima precisione capace di adattarsi alle esigenze del momento. Un pezzo di ingegneria CNC che, se manterrà le promesse, potrebbe riscrivere le regole del “due ruote per tutte le stagioni”.
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