Nel panorama del mountain bike cross-country, dove dominano marchi consolidati da decenni, l’arrivo di un nuovo produttore tedesco rappresenta una storia affascinante di passione, competenza tecnica e ambizione. Si chiama Avona e, nella primavera del 2026, debutta nel massimo palcoscenico internazionale: la Coppa del Mondo UCI XCO, in programma a Mona YongPyong, in Corea del Sud.

Fondata all’inizio del 2025 da Jonas Müller e Max Koch, Avona non nasce con l’obiettivo di conquistare grandi volumi di mercato, ma di offrire biciclette ad alte prestazioni, realizzate su misura e assemblate interamente in Germania. Müller porta con sé un bagaglio di esperienza maturato in aziende del calibro di BMC, DT Swiss, Santa Cruz e ARC8, mentre Koch ha lavorato con MK Bicycles, ARC8 e Faserwerk. Il loro approccio è chiaro: massima attenzione al rendimento, possibilità di personalizzazione estesa e un focus sulla qualità piuttosto che sulla quantità.

Il modello con cui Avona fa il suo esordio in Coppa del Mondo è la Silva, una doppia sospensione pensata specificamente per l’XCO. Si tratta di una bicicletta leggera e aggressiva, con 120 mm di escursione anteriore e 115 mm posteriore. La geometria è moderna e orientata alla prestazione: angolo di sterzo a 65°, reach di 465 mm in taglia M e 495 mm in taglia L, angolo sella di 76° e un interasse compatto. Il telaio in taglia M pesa circa 1.790 grammi, ammortizzatore incluso.

Un elemento distintivo è il sistema di sospensione posteriore Slider Suspension, che sostituisce le tradizionali biellette con una soluzione più compatta e leggera. Questo design riduce il numero di componenti, permette una regolazione fine della progressività e garantisce una risposta più diretta del retrotreno. Il telaio è stato sviluppato con simulazioni agli elementi finiti (FEA) e un’ottimizzazione accurata del laminato in carbonio, con interventi mirati anche sui componenti in alluminio per risparmiare ogni grammo possibile.

La Silva è dotata di dettagli curati: guida catena minimalista, standard UDH, movimento centrale BSA 73 mm, asse posteriore Boost 12×148 mm, passaggio cavi interno compatibile con trasmissioni meccaniche, elettroniche e wireless, e spazio per pneumatici fino a 29×2,4”. Ogni bicicletta esce di fabbrica con catena trattata con cera CeramicSpeed UFO per ridurre l’attrito.
La gamma Avona include anche altri modelli: la Callis (gravel da competizione con quadro aerodinamico e spazio per coperture fino a 50 mm) e la Velum (strada all-round con telaio da soli 730 g in taglia 54 e compatibilità con coperture da 35 mm). Ma è la Silva a rappresentare il biglietto da visita della casa tedesca nel fuoristrada agonistico. I prezzi partono da 3.499 euro per il kit telaio con ammortizzatore Fox Float SL Factory. Le bici complete vanno da 5.499€ a 11.999€ a seconda dell’allestimento.

A portare in gara la nuova bicicletta è Maximilian Brandl, uno dei rider tedeschi più talentuosi e combattivi del panorama Elite. Dopo la chiusura del team Lapierre a fine 2025, Brandl ha affrontato la stagione come atleta privato, con mezzi limitati e una bicicletta dell’anno precedente. Nonostante le difficoltà logistiche, ha dimostrato il suo valore vincendo a La Nucía e dominando tutte e quattro le prove della Serbia Epic, accumulando 180 punti UCI in un colpo solo. Successivamente ha ottenuto un ottimo terzo posto in una gara HC in Slovacchia, arrivando a quota 316 punti in poche settimane.
Grazie a questi risultati, Brandl si è guadagnato la convocazione con la selezione tedesca per la prima prova di Coppa del Mondo 2026 in Corea. La Silva rappresenta per lui un nuovo capitolo: una bicicletta sviluppata con cura artigianale, che ha già mostrato il suo potenziale nelle gare precedenti.

Per una marca giovane come Avona, il debutto in Coppa del Mondo non è solo una vetrina tecnica, ma una prova sul campo di grande valore. In un circuito sempre più competitivo e globalizzato, dove ogni dettaglio può fare la differenza, l’approccio “piccolo ma ambizioso” dei fondatori tedeschi potrebbe rivelarsi una carta vincente. La Silva non punta solo sul peso ridotto, ma su un equilibrio complessivo tra rigidità, comfort, efficienza di pedalata e maneggevolezza.
Il mondo del mountain bike osserverà con interesse le prestazioni di Brandl e della sua Avona Silva sulle piste coreane di Mona YongPyong. Per ora, la storia di Avona è quella di un marchio che, partito da zero, ha scelto la strada più difficile: confrontarsi direttamente con i giganti del settore nel tempio dell’XCO mondiale. Un esordio che, indipendentemente dal risultato finale, rappresenta già un piccolo grande successo per l’industria tedesca del ciclismo artigianale.


