Per la prima volta nella sua giovane storia, il Campionato del Mondo UCI di Gravel abbandona il Vecchio Continente e si sposta in Oceania. L’edizione 2026 si terrà infatti il 10 e 11 ottobre a Nannup, nella regione del South West dell’Australia Occidentale, una piccola località immersa nella Blackwood Valley già nota agli appassionati per la SEVEN Gravel Race, evento storico della UCI Gravel World Series.

Questa scelta rappresenta un segnale forte da parte dell’UCI: il gravel non è più una disciplina esclusivamente europea, ma un fenomeno globale in forte espansione, con comunità vivaci anche negli Stati Uniti e in Oceania. Nannup, con la sua lunga tradizione di gare su sterrato, si è guadagnata l’onore di ospitare l’evento iridato grazie alla qualità dei suoi percorsi e alla capacità organizzativa già dimostrata.

I percorsi: esigenti, tecnici e senza respiro

I tracciati ufficiali, annunciati dalla federazione internazionale, si caratterizzano per un elevato contenuto di gravel (oltre l’80% del percorso su superfici non asfaltate) e per un profilo altimetrico molto selettivo, con salite corte ma ripetute e spesso ripide che non lasciano quasi mai spazio al recupero. Le altitudini sono modeste (tra i 100 e i 300 metri sul livello del mare), ma il dislivello accumulato è notevole e rende la gara estremamente dura dal punto di vista fisico e tattico.

Ecco le tre distanze principali:

  • Percorso lungo (Uomini Élite e Uomini 19-49) – Domenica 11 ottobre
    140,7 km con 3.625 metri di dislivello positivo.
  • Percorso medio (Donne Élite, Donne 19-49 e Uomini 50-64) – Sabato 10 ottobre
    123,1 km con 3.100 metri di dislivello positivo.
  • Percorso corto (Donne 50+ e Uomini 65+) – Sabato 10 ottobre
    89 km con 2.000 metri di dislivello positivo.

Tutti i percorsi condividono partenza e arrivo a Nannup. Un elemento tatticamente interessante è la presenza di un tratto asfaltato pianeggiante di circa 9 km che appare sia all’inizio sia verso la fine (tra i 36 e i 27 km dall’arrivo). Questo segmento può favorire ricompattamenti del gruppo o attacchi mirati. Il finale prevede un anello di 27 km con due salite decisive che probabilmente selezioneranno i pretendenti alla maglia iridata.

Il profilo è definito “senza riposo”: una successione continua di strappi che costringe i corridori a gestire con precisione ritmo, pressione delle gomme e scelta del materiale. Le superfici gravel variano, richiedendo abilità tecnica oltre che resistenza.

Un’opportunità unica per prepararsi

Chi vuole testare in anticipo il “gusto” del Mondiale potrà partecipare alla SEVEN Gravel Race, in programma il 16 maggio 2026 proprio nella stessa zona. La gara includerà il percorso medio, offrendo così una preziosa prova generale su terreno reale, con le stesse caratteristiche di superficie e difficoltà che si troveranno a ottobre.

Le partenze saranno scaglionate per categorie (con intervalli di 3-5 minuti) per garantire sicurezza e fluidità in un plotone eterogeneo che riunirà élite e amatori di tutte le età.

Un passo storico per il gravel

Portare il Mondiale in Australia non è solo una questione geografica: è il riconoscimento di come il gravel sia cresciuto rapidamente in tutto il mondo, attirando sempre più praticanti e professionisti. Dopo le edizioni europee in Italia, Belgio e Paesi Bassi, il 2026 segna l’inizio di una nuova era più internazionale.

Nannup si prepara ad accogliere i migliori specialisti del pianeta per assegnare le ambite maglie iridate. Un appuntamento da cerchiare in rosso per tutti gli appassionati di gravel: un mix di avventura, fatica e paesaggi spettacolari nel cuore dell’Australia Occidentale.

Mancano ancora diversi mesi, ma l’attesa è già iniziata. Chi sogna la rainbow jersey dovrà iniziare a studiare queste strade rosse e polverose fin da ora.