Wout van Aert, uno dei ciclisti più completi e carismatici del panorama internazionale, ha aperto il cuore in una recente intervista al podcast Live Slow Ride Fast, confessando una frustrazione che lo accompagna da alcuni anni: si ammala con una frequenza maggiore rispetto al passato. Il tre volte campione del mondo di ciclocross e plurivincitore di classiche monumento non nasconde che questa vulnerabilità lo ha colpito in momenti chiave della carriera, condizionando preparazioni e obiettivi importanti.

Purtroppo ultimamente mi ammalo troppo spesso – ha dichiarato Van Aert – Prima, secondo la mia sensazione, non mi ammalavo mai”. Il belga della Visma | Lease a Bike riflette su un cambiamento percepito negli ultimi anni: “Non so se dipenda dai bambini o se, a volte, penso che dal Covid tutti ci ammaliamo un po’ più facilmente. In ogni caso, ho la sensazione di essere molto più vulnerabile negli ultimi tempi. È una cosa che mi ha già frustrato in diverse occasioni”.

Il campione belga elenca una serie di episodi recenti che hanno segnato negativamente il suo calendario: tre anni fa un malanno lo privò di una preparazione ottimale per il Tour delle Fiandre, suo grande obiettivo; l’anno scorso un virus ritardò l’inizio della stagione di ciclocross, compromise l’avvio del Giro d’Italia e lo costrinse a rinunciare ai campionati belgi su strada poco prima del Tour de France. Malattie che si sono ripetute anche in fase di preparazione, creando un pattern che non passa inosservato.

Nonostante ciò, Van Aert è categorico su un punto: non intende alterare la vita familiare per proteggersi. “Voglio essere semplicemente un padre normale e dare ai nostri figli un’educazione il più possibile normale. L’ultima cosa che voglio è tenerli fuori da scuola per evitare malattie o cose del genere. Non mi passa nemmeno per la testa”.

Nel frattempo, il focus è anche sul recupero dall’infortunio alla caviglia destra subito a inizio gennaio durante la prova di ciclocross a Mol, che ha posto fine anticipata alla sua stagione invernale. L’intervento chirurgico è andato bene e i progressi sono evidenti: “Ormai cammino quasi normalmente e anche andare in bici va bene. Ma sprintare a fondo ancora non riesco”. Van Aert racconta le prime uscite con difficoltà nello sganciare il piede dal pedale per il dolore, ma ora il gonfiore è diminuito notevolmente e può già accelerare un po’ dopo le curve. Durante il ritiro della squadra in Spagna ha completato un allenamento di sei ore, segno di un ritorno graduale alla normalità.

Ovviamente ho accumulato un po’ di ritardo – ammette – Sento ancora fastidi, soprattutto negli ultimi gradi di movimento della caviglia, e sprintare al 100% non è ancora possibile”. Tuttavia, il team medico e i collaboratori sono ottimisti: “Le persone che mi hanno seguito in questo processo sono fiduciose che tutto proceda bene e che in un lasso di tempo ragionevole possa caricare completamente”.

Se i tempi saranno rispettati, Van Aert tornerà in gara su strada il 28 febbraio all’Omloop Het Nieuwsblad, classica d’apertura delle Fiandre che segna tradizionalmente l’inizio della stagione delle classiche. Il ritardo accumulato dall’infortunio e le ricorrenti pause per malattia rendono il 2026 un anno particolarmente delicato per il belga, che però non perde la determinazione: vuole tornare al vertice, senza sacrificare la vita familiare.