Nel panorama adrenalinico del downhill, le innovazioni tecniche catturano sempre l’attenzione degli appassionati, specialmente quando appaiono sulle bici di rider professionisti come Finn Iles. Il giovane talento canadese, noto per le sue performance nel UCI Downhill World Cup, ha recentemente mostrato sui social un prototipo di ammortizzatore a molla Öhlins installato sulla sua Specialized Demo. Questo avvistamento segna l’evoluzione di un componente che Öhlins ha sviluppato per anni, ora apparentemente pronto per la produzione o almeno per test avanzati.
Il dettaglio più evidente è il redesign del piggyback, il serbatoio esterno che ora si allinea parallelamente al corpo principale dell’ammortizzatore, anziché essere posizionato in modo perpendicolare come nei modelli precedenti. Questa modifica non solo conferisce un aspetto più pulito e moderno, ma potrebbe anche facilitare l’installazione su un maggior numero di telai, risolvendo potenziali problemi di ingombro. Basandoci su osservazioni da foto e video condivisi da Iles, l’ammortizzatore mantiene le classiche regolazioni per il damping, inclusi probabilmente la compressione a bassa velocità e il rebound, elementi essenziali per adattare la sospensione alle esigenze del terreno irregolare del downhill.
Interessante notare l’assenza di componenti elettronici nelle immagini diffuse, come comandi remoti montati sul manubrio per regolazioni in tempo reale. Durante le gare del World Cup, come quella in Polonia, questi sistemi sono comuni per ottimizzare la sospensione durante la discesa, ma per sessioni di allenamento off-season potrebbero non essere necessari. Öhlins ha confermato che si tratta di un prototipo destinato a testare nuove tecnologie, alcune delle quali potrebbero filtrare nei prodotti di serie, mentre altre rimarranno esclusive per il racing o la linea Factory.

Confrontato con il modello TTX22M.2 attualmente in commercio, questo nuovo ammortizzatore sembra un’evoluzione, forse una versione M.3, con somiglianze visive a sospensioni Öhlins usate nel motocross. La Specialized Demo stessa, passata da un prototipo saldato a un telaio monoscocca in carbonio, sottolinea l’impegno del brand nel spingere i limiti della performance. Speculazioni tra gli esperti suggeriscono che tali aggiornamenti potrebbero migliorare la reattività e la durata, rendendo la bici ancora più competitiva nei circuiti mondiali.
Questo avvistamento alimenta l’entusiasmo per la prossima stagione: chissà se vedremo questo Öhlins in azione durante le prime tappe della Coppa del Mondo 2026? Per ora, rimane un teaser intrigante che conferma come il mondo del MTB sia in costante evoluzione, con marchi come Öhlins e Specialized in prima linea.













