La Cape Epic, una delle competizioni di mountain bike più iconiche e impegnative al mondo, si prepara a un cambiamento epocale per l’edizione 2026, in programma dal 15 al 22 marzo in Sudafrica. La grande novità riguarda la categoria Elite femminile, i cui percorsi verranno modificati per allineare la durata delle tappe a quella della categoria maschile. Questa decisione, annunciata dagli organizzatori, mira a rendere le gare più veloci, competitive e avvincenti, elevando il livello di spettacolo e visibilità per le atlete donne.

Un passo verso l’equità e lo spettacolo
Fino ad oggi, le cicliste Elite affrontavano gli stessi percorsi degli uomini, con conseguenti differenze nei tempi di gara che spesso diluivano l’intensità della competizione. Con i nuovi aggiustamenti, le donne Elite pedaleranno su tracciati specifici, che in alcuni casi condivideranno segmenti con quelli maschili o utilizzeranno varianti alternative. Nelle tappe in linea, ad esempio, la partenza sarà spostata più vicino alla linea d’arrivo, riducendo la distanza complessiva senza compromettere la sfida tecnica del terreno.

Gli organizzatori hanno motivato questa scelta con l’obiettivo di aumentare la visibilità della categoria femminile. “Vogliamo che le gare siano più rapide e disputate, permettendo attacchi precoci e classifiche più serrate fino all’ultimo chilometro“, spiegano. Questo non solo mantiene alta l’attenzione del pubblico, ma facilita anche la copertura mediatica e le trasmissioni in diretta, spesso limitate dalle differenze temporali tra le categorie.
Le reazioni delle atlete e l’impatto sulla competizione
Le cicliste hanno accolto con entusiasmo questa modifica. Molte atlete di spicco hanno espresso apprezzamento per un formato che permette di esprimere al massimo il loro potenziale, attirando potenzialmente più partecipanti e sponsor nel mondo del ciclismo femminile. “È un’opportunità per mostrare quanto sia competitivo e appassionante il nostro sport“, hanno commentato diverse protagoniste delle edizioni passate.

Importante sottolineare che il cambiamento riguarda solo l’Elite femminile: le altre categorie, come Open, NTT Masters, GIC Grand Masters o miste, manterranno i percorsi tradizionali più estesi. Questo approccio selettivo garantisce che la Cape Epic rimanga una prova estrema per tutti, ma con un occhio di riguardo alla parità di opportunità nel settore professionistico.
Verso un futuro più inclusivo nel mountain bike
Questa innovazione arriva in un momento di crescita per il ciclismo femminile, con eventi globali che sempre più puntano all’equità di genere. La Cape Epic 2026 potrebbe diventare un modello per altre competizioni, dimostrando come piccoli aggiustamenti possano trasformare una gara in uno spettacolo imperdibile. Con terreni variati tra singletrack tecnici, salite ripide e discese adrenaliniche, le atlete sono pronte a battagliare per il titolo in un formato rinnovato.












