Alla fine del 2025 SRAM ha sorpreso il mondo delle biciclette elettriche depositando un brevetto che descrive un’unità compatta in cui motore e cambio sono uniti in un unico blocco. Il documento, diventato pubblico proprio durante le festività natalizie, apre scenari interessanti per il futuro delle eMTB, puntando a superare i limiti dei tradizionali sistemi con deragliatore.

L’idea centrale è semplice quanto ambiziosa: eliminare il deragliatore posteriore integrando direttamente nel movimento centrale un motore di trazione abbinato a un cambio a 12 rapporti discreti. Il sistema offre una gamma complessiva del 504%, con rapporti che vanno da 1:1 (il più basso) fino a 0,198:1 (il più alto). I passaggi tra una marcia e l’altra sono stati studiati per essere piuttosto uniformi, con due rapporti primari distinti seguiti da sei rapporti secondari.

Rispetto alla concorrenza attuale, il range proposto da SRAM si posiziona in una zona intermedia: supera il 473% del prototipo Intradrive GD8 a 8 velocità, ma resta sotto il 600% offerto dal Pinion MGU, attualmente il riferimento più evoluto tra i sistemi integrati a 12 rapporti.

Il brevetto descrive un’architettura con tre elementi principali:
- un asse principale (spindle assembly)
- un controdalbero (jackshaft)
- il motore di trazione vero e proprio
Tra i dettagli più curiosi c’è l’attenzione posta alla manutenzione: il sistema prevede un tappo per il riempimento/scarico dell’olio e una piccola finestrella di ispezione per controllarne il livello, segno che SRAM sta pensando a un prodotto destinato all’uso prolungato e intensivo.

Il brevetto lascia aperta la porta a diverse soluzioni di guida: si potrà scegliere manualmente la modalità preferita oppure affidarsi a un controllo automatico basato sui dati raccolti da vari sensori. Sarà inoltre possibile personalizzare parametri come la sensibilità del cambio (isteresi), il rapporto minimo senza pedalata e altri aspetti legati al comportamento in diverse situazioni di trail.
Perché potrebbe cambiare il gioco delle eMTB
Nei sistemi elettrici la coppia elevata del motore stressa molto i componenti tradizionali del cambio. Un deragliatore, per quanto evoluto, resta esposto a urti, fango e usura accelerata. Un cambio interno integrato al motore promette invece:
- maggiore durata complessiva
- manutenzione semplificata (anche se con cambi d’olio periodici)
- migliore protezione dagli agenti esterni
- distribuzione dei pesi più centrale
Non è un caso che negli ultimi anni diversi produttori (Shimano, Pinion, Valeo e altri) stiano esplorando la stessa direzione. I gearbox integrati sembrano sempre di più la risposta naturale all’aumento di potenza e coppia tipico delle biciclette a pedalata assistita.

Attenzione però: siamo ancora nella fase dei brevetti. Molti concetti interessanti depositati negli ultimi anni non sono mai diventati prodotti di serie. SRAM non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali sul progetto e non fornisce indicazioni su coppia massima, peso finale o tempistiche di commercializzazione.

Resta il fatto che l’idea di un’unità motore-cambio 12v compatta e ben pensata fa sognare molti appassionati di eMTB. Se dovesse arrivare sul mercato, potrebbe rappresentare un passo decisivo verso biciclette elettriche ancora più affidabili, pulite e semplici da gestire anche nelle condizioni più estreme.
Vedremo nei prossimi mesi se questo resterà solo un esercizio di stile ingegneristico… oppure se diventerà la prossima grande novità firmata SRAM.












