La scorsa primavera O’Neal ha presentato un’interessante novità per i suoi caschi Blade e Trailfinder Evo: l’integrazione del sistema Quin, un sistema di rilevamento degli incidenti e di risposta alle emergenze. Avendo già testato in passato diversi prodotti di questo marchio abbiamo pensato di non farci sfuggire l’occasione di provare anche questa tecnologia.

DESCRIZIONE

Come detto le funzioni principali del sistema Quin sono il rilevamento dell’impatto e gli avvisi di emergenza. Il cuore della tecnologia di movimento avanzata di Quin si basa sui suoi complessi protocolli di rilevamento degli impatti. L’eccezionale sensibilità del sensore, abbinata ai sofisticati algoritmi di Quin, fa sì che il sensore sia meticolosamente progettato per analizzare la natura degli impatti, consentendogli anche di distinguere tra una caduta accidentale del casco e una caduta grave. Una volta rilevato un impatto, Quin è progettato per avvisare automaticamente tre contatti di emergenza selezionati mediante una specifica app, fornendo loro importanti informazioni in tempo reale tra cui la posizione dell’impatto.

Queste informazioni vengono acquisite e memorizzate dal sensore anche in assenza di connessione al cellulare o di copertura di rete telefonica, consentendone la consultazione in un secondo momento, quando necessario. In aggiunta, Quin fornisce una grande quantità di dati sulle prestazioni di ogni corsa, come velocità, tempo, distanza e costanza dello sforzo, aiutando i ciclisti a pedalare in modo più intelligente per migliorare il rendimento. Il tutto racchiuso in un piccolo dispositivo che alloggia direttamente sotto l’imbottitura del casco.

Il Trailfinder Evo è stato progettato per un utilizzo all mountain/enduro. La costruzione, con tecnologia In-mold, si basa su una calotta in EPS dotata di un rivestimento in policarbonato.

La ventilazione è garantita dalle 12 ampie aperture.

Il sistema di regolazione della taglia 3D è stato pensato per un facile utilizzo con una sola mano.

Sul lato posteriore troviamo un ampio inserto anti slittamento per la fascia di un’eventuale maschera, vista la compatibilità con quest’ultima.

Proprio per questo motivo la visiera è regolabile su tre posizioni.

Le imbottiture interne sono rimovibili e lavabili.

La chiusura è affidata alla clip magnetica Fidlock.

Il peso da noi rilevato del solo casco, in taglia L/XL, è stato di 432 grammi mentre il sensore pesa 10 grammi. Il Trailfinder Evo è disponibile nelle taglie S/M (54-58 cm) e L/XL (59-63 cm) e in tre diverse colorazioni. La versione base del casco (Quin ready) è in vendita al prezzo di € 89,99, il solo sensore Quin costa € 129,99 mentre il casco comprensivo del sensore ha un costo di € 219,98.

Info: oneal.eu

IL TEST

di Amedeo Liguori

La calzata del Trailfinder Evo è leggermente aderente, quindi tenetene conto in fase di acquisto e nel dubbio io opterei per la taglia superiore. Vista la destinazione d’uso ed il disegno particolarmente avvolgente sulla nuca e in corrispondenza delle tempie, ritengo il suo peso nella media ma comunque non contenuto, per cui vale davvero la pena prendersi tutto il tempo necessario per regolare la calzata, in modo da non generare eventuali spostamenti indesiderati quando si è in sella.

Le regolazioni si sono comunque rivelate pratiche ed efficaci a rendere il casco ben aderente e privo di fastidiosi punti di pressione sulla testa. Anche percorrendo i tratti più veloci e dissestati il Trailfinder Evo è sempre rimasto stabilmente nella sua posizione, senza richiedere aggiustamenti in corsa, arrivando anche a sembrare più leggero di quanto sia realmente.

Per la ventilazione le aperture del Trailfinder Evo non sono tante, come ci si può aspettare da un casco da enduro, tuttavia il sistema di canalizzazione dell’aria si è dimostrato efficace, visto che consente una buona ventilazione. Manca purtroppo una retina interna a protezione dagli insetti.

Utilizzandolo con diversi modelli di occhiali ho rilevato solo in qualche caso qualche leggera interferenza, ma c’è da aspettarselo considerato il disegno molto avvolgente. Si fa apprezzare, invece, la chiusura magnetica, molto pratica da utilizzare anche con guanti spessi. La visiera è facilmente regolabile anche in corsa e consente di utilizzare il Trailfinder Evo anche con una maschera, visto che la stessa può essere posizionata in alto, quando non utilizzata, spostando la visiera in posizione superiore.

Caratteristica principale del Trailfinder Evo è comunque il sistema Quin. Il sensore, molto leggero e di dimensioni contenute, si inerisce all’interno dell’imbottitura, nella parte superiore del casco. La connessione con la specifica app avviene senza difficoltà e, al di là della sua funzione di rilevamento e segnalazione degli impatti, il Quin si è fatto apprezzare anche per il rilevamento dei dati in corsa, che a fine corsa o allenamento sono in grado di fornire utili indicazioni per il miglioramento delle prestazioni.

Considerato l’ottimo rapporto qualità/prezzo al quale ormai ci ha abituati O’Neal, il Trailfinder Evo si potrebbe già di per sé acquistare privo di sensore, per chi non fosse interessato, visto che quest’ultimo può essere poi acquistato in un secondo momento. Tuttavia la presenza del sistema di rilevamento degli impatti rappresenta senza dubbio un valore aggiunto, una di quelle cose che le si apprezza veramente al momento del bisogno e che la cui presenza fornisce senz’altro una maggior sicurezza e tranquillità.