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La scorsa primavera Trek e Bontrager hanno svelato una rivoluzionaria tecnologia per i caschi chiamata WaveCel, che secondo i due marchi si rivelerebbe essere 48 volte più efficace rispetto alla normale schiuma EPS nel prevenire commozioni cerebrali durante i comuni incidenti in bicicletta. In ambito mountain bike questa tecnologia è stata applicata al modello Blaze, che poi ci è stato inviato per un test approfondito.

DESCRIZIONE

Iniziamo col dire che WaveCel è un materiale cellulare comprimibile che riveste l’interno del casco. È stato sviluppato dal chirurgo ortopedico Steve Madey e dall’ingegnere biomeccanico Michael Bottlang, che hanno collaborato negli ultimi 25 anni e hanno sperimentato per primi alcune innovazioni nel trattamento di fratture, traumi al torace e al bacino e la prevenzione dei traumi cranici. La realizzazione dei caschi Bontrager WaveCel è il risultato di una collaborazione, durata quattro anni, di questi due medici con il team di Ricerca e Sviluppo di Trek e Bontrager.

WaveCel assorbe l’energia in più modi. Durante l’urto, gli strati del materiale WaveCel si muovono in maniera indipendente e si flettono finché la parete cellulare non collassa e scivola, assorbendo attivamente l’energia diretta e rotazionale e reindirizzandola lontano dalla testa. Questa modifica a tre fasi nella struttura del materiale (flessione, collasso e scivolamento) è notevolmente efficace nel dissipare l’energia di un impatto.

Il Blaze WaveCel è stato pensato per un utilizzo in ambito all mountain/enduro, offrendo un’ampia superficie di protezione sia in corrispondenza della nuca che sulle tempie. Tutto l’interno del casco è rivestito con il materiale WaveCel.

Per la ventilazione sono presenti 15 ampie aperture.

La regolazione della circonferenza è affidata al sistema Boa, attivabile con una sola mano. E’ possibile, in aggiunta, regolare anche l’altezza su 3 posizioni.

Per la chiusura il casco adotta la fibbia magnetica Fidlock.

La visiera è regolabile su tre posizioni, compatibile quindi con l’utilizzo di un’eventuale maschera.

In dotazione al Blaze WaveCel troviamo il sistema di supporto frontale Blendr che consente di integrare una action cam del tipo GoPro oltre ad accessori d’illuminazione Bontrager.

Le imbottiture interne sono rimovibili e lavabili. La confezione di vendita del casco offre anche un’imbottitura aggiuntiva NoSweat con canale in silicone per tenere il sudore lontano dagli occhi.

Il peso da noi rilevato, in taglia M, è stato di 414 grammi escluso l’attacco per la action cam. Il Blaze WaveCel è disponibile in diverse colorazioni e nelle taglie S (51-57 cm), M (54-60 cm) e L (58-63 cm). E’ in vendita al prezzo di € 249,99. Il casco è venduto, inoltre, con garanzia Crash Replacement per la sostituzione gratuita dello stesso entro il primo anno dall’acquisto in caso di incidente.

Info: www.trekbikes.com

IL TEST

La forma del casco induce molta sicurezza, con il suo disegno che avvolge in maniera generosa la nuca ma arriva a schermare bene anche le tempie. Nonostante quest’ultima caratteristica, comunque, non abbiamo rilevato alcun tipo di interferenza con i vari tipi di occhiali utilizzati nel corso del test.

Il peso del Blaze WaveCel non è tra i più contenuti della sua categoria, non possiamo quindi dire che si tratti di un casco leggero, tuttavia una volta calzato e regolato a dovere il casco rimane ben stabile in posizione, anche percorrendo i tratti più sconnessi. Questa caratteristica si traduce in una sensazione di leggerezza, visto che un casco che tende a traballare sulla testa fa avvertire maggiormente il suo peso oltre che la sua presenza.

Il sistema di regolazione Boa si è rivelato molto efficace oltre che semplice da azionare anche con i guanti. Abbiamo sempre apprezzato le chiusure di tipo magnetico per i caschi, perché oltre ad essere efficaci sono anche semplici da azionare. Il Fidlock adottato da questo casco non è stato da meno e sul lungo periodo non ha perso la sua funzionalità.

Materiali aggiuntivi come il WaveCel tendono solitamente a ridurre il passaggio di aria e, di conseguenza, a far aumentare la temperatura della testa in particolare nelle giornate più calde. Con il Blaze WaveCel, in realtà, non abbiamo avvertito particolarmente questi effetti, probabilmente grazie alla presenza di aperture di dimensioni generose ma anche ben disegnate e posizionate. E’ chiaro che non abbiamo la stessa leggerezza e ventilazione garantita da un casco da cross country, ma nel proprio ambito di utilizzo il Blaze WaveCel si è difeso molto bene.

Chi tende maggiormente a sudare apprezzerà l’imbottitura aggiuntiva NoSweat in dotazione. Nelle giornate più afose, infatti, abbiamo appurato che il suo particolare disegno e la fascia frontale in silicone tengono lontano il sudore dagli occhi.

Dal punto di vista della protezione non possiamo esprimerci nello specifico, dal momento che (fortunatamente) non ci è capitato nel corso del test di sperimentare la sua resistenza agli impatti. Abbiamo rilevato, invece, che la presenza di questo particolare materiale non consente di infilare le astine degli occhiali all’interno delle aperture frontali del casco, come fanno di solito alcuni biker in sosta, un particolare che volevamo farvi notare.

Si apprezza, infine, la presenza dell’attacco per action cam, che si è rivelato molto facile da agganciare grazie al sistema magnetico, progettato per staccarsi in caso di interferenza con qualche ramo, in modo da non danneggiare il casco o procurare danni al collo.

Ci rendiamo conto che non siamo di fronte ad un prezzo per tutte le tasche, in ogni caso il Blaze WaveCel è un casco che infonde sicuramente un notevole livello di sicurezza, non solo per la presenza del particolare materiale WaveCel ma anche per le forme che avvolgono in maniera generosa la testa. Al di là di questo aspetto, che può essere realmente testato solo in caso di impatto, il casco ha dimostrato un’elevata qualità costruttiva oltre che un’ottima stabilità e una ventilazione di buon livello considerata la presenza del materiale aggiuntivo.