In test: Trek Remedy 9 27.5″

    Con sede a Waterloo, nel Wisconsin (USA), Trek è stata fondata nel 1976 con un semplice scopo: costruire le migliori biciclette del mondo. Oggi Trek è senza ombra di dubbio tra i maggiori produttori di biciclette sul pianeta e tra i suoi obiettivi ha quello di incoraggiare le persone a utilizzare la bici come una soluzione semplice ai problemi complessi. Non è un caso, infatti, che nel suo catalogo mette a disposizione del consumatore le varie alternative esistenti, tra formati ruota e taglie, lasciando scegliere a lui cosa meglio gli si addice. La Remedy, ad esempio, come altri modelli, è disponibile sia con ruote da 29″ che 27.5″. Noi l’abbiamo testata proprio in quest’ultimo formato.

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    Descrizione

    La nuova Remedy deriva dal modello da 26″, che Trek ha messo da parte a favore dei più in voga 29″ e 27.5″. In entrambi i casi l’escursione è di 140 mm, il che la va a collocare in un ambito all-mountain.

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    Il telaio della Remedy 9 è realizzato con una lega di alluminio estrusa a freddo e rinforzata in diversi punti per ottenere una riduzione di peso ed allo stesso tempo una buona resistenza. Con l’Alpha Platinum le tubazioni vengono sottoposte a idroformatura mentre la finitura avviene con saldature il cui aspetto visivo è ridotto al minimo. Il telaio è inoltre predisposto per il passaggio interno dei cavi della trasmissione e del reggisella telescopico ed è dotato di attacco ISCG per guidacatena.

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    Lo schema di sospensione è l’ABP (Active Braking Pivot), costituito da un quadrilatero il cui fulcro è situato tra foderi superiori ed inferiori, coassiale al mozzo posteriore, progettato per evitare l’irrigidimento della sospensione durante l’azione frenante. Il bilanciere integra, inoltre, il Mino Link, un accoppiatore di regolazione che consente di modificare l’angolo di sterzo (67,5°  -Posizione Low, 68° – Posizione High). Di conseguenza si è in grado di cambiare le geometrie del mezzo girando semplicemente un dado.

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    La forcella è una Fox Float CTD FIT con steli da 34 millimetri mentre per l’ammortizzatore Trek ha collaborato con Fox per sviluppare un modello che si basa sulla tecnologia RE:Aktiv, una valvola di smorzamento regressivo per i cui dettagli vi rimandiamo alla lettura di questo articolo. L’ammortizzatore, inoltre, è dotato di camera pneumatica secondaria (DRCV) ad apertura ritardata che ha l’obiettivo di assistere la sospensione nelle fasi intermedie della compressione.

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    In ambito ruote la Remedy 9 monta le Rhythm Comp a marchio Bontrager (brand di proprietà Trek) con canale interno da 22,5 millimetri, 28 raggi a spessore variabile e mozzi che accolgono perni rispettivamente da 15 x 100 mm e 12 x 142 mm. Sono inoltre tubeless ready, quindi facilmente convertibili per l’uso senza camera d’aria.

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    Come coperture si resta in ambito Bontrager, con una XR4 Expert da 2.35″ all’anteriore e una XR3 Expert da 2.20″ al posteriore, entrambe tubeless ready, anche se noi per il test abbiamo trovato montata al posteriore la XR3 Team Issue, sempre tubeless ready, ma con sezione da 2.35″.

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    Per la trasmissione Trek ha adottato per la Remedy 9 una SRAM a 11 velocità. Quindi all’anteriore troviamo la singola corona 32D, con guarnitura X1 1400 X-Sync, mentre la cassetta pignoni è una 10-42D. Il cambio è l’X1 Type 2. Non troviamo, ovviamente, il deragliatore, ma il telaio è comunque predisposto per l’eventuale utilizzo di uno di tipo direct mount.

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    Il sistema frenante adotta gli Shimano Deore XT con dischi di diametro 180 mm su entrambe le ruote.

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    Posto di guida completamente di casa Bontrager, se si esclude il reggisella telescopico RockShox Reverb Stealth da 125 mm di escursione. Il manubrio, infatti, è il Race Lite Riser da 750 mm di larghezza, con relative manopole a doppio collarino di bloccaggio, l’attacco manubrio è il Rhythm Pro da 70 mm di lunghezza e la sella è la Evoke 2.

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    Specifiche tecniche

    Telaio: Alluminio Alpha Platinum
    Escursione ant.: 140 mm
    Escursione post.: 140 mm
    Forcella: Fox 34 Float CTD – 15mm QR
    Ammortizzatore: Fox Float CTD
    Comandi: SRAM X1 11v
    Cambio: SRAM X1 Type 2
    Guarnitura: SRAM X1 1400 X-Sync 32D
    Cassetta pignoni: SRAM XG-1180 10-42D 11v
    Catena: SRAM PC-1130
    Freni: Shimano Deore XT 180/180 mm
    Ruote: Bontrager Rhythm Comp TL-Ready – 15 x 100 mm / 12 x 142 mm
    Coperture: Bontrager XR4 Expert TL-Ready 27.5 x 2.35″ / Bontrager XR3 Expert TL-Ready 27.5 x 2.20″ (in test al posteriore Bontrager XR3 Team Issue TL-Ready 27.5 x 2.35″)
    Manubrio: Bontrager Race Lite Riser 750 mm, manopole Bontrager Rhythm doppio lock-on
    Attacco manubrio: Bontrager Rhythm Pro, 70 mm
    Serie sterzo: FSA IS-2, E2
    Reggisella: RockShox Reverb Stealth – 125 mm
    Sella: Bontrager Evoke 2
    Peso: 13,4 kg
    PREZZO: € 4.299,00

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    Geometrie

    Taglie disponibili: 39,4/41,9/44,5/47/50,8 cm
    Angolo sterzo: 67,5° (Posizione Low), 68° (Posizione High)
    Angolo piantone: 67,5° (Posizione Low), 68° (Posizione High)
    Orizzontale virtuale: 54,9/58,2/60,1/61,8/64,6 cm (Posizione Low), 54,6/57,9/59,8/61,5/64,3 cm (Posizione High)
    Altezza movimento centrale: 33,8 cm (Posizione Low), 34,6 cm (Posizione High)
    Tubo sterzo: 10/10/10,5/11/12,5 cm
    Carro posteriore: 43,5 cm (Posizione Low), 43,3 cm (Posizione High)
    Standover: 77,6/75,8/74,4/74/74,5 cm (Posizione Low), 78,2/76,5/75,1/74,7/75,3 cm (Posizione High)
    Passo: 109,8/113,1/115,1/116,7/119,6 cm (Posizione Low), 109,7/113/114,9/116,6/119,3 cm (Posizione High)

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    Info: www.trekbikes.com

     

    Il test

    In sella

    Le quote appaiono molto regolari ed in sella ci si sente subito a proprio agio. Il manubrio ha la giusta larghezza per un utilizzo all-mountain, all’occorrenza può essere accorciato ma in questi casi si entra anche nei gusti personali. Anche guaine e tubazioni presentano la giusta lunghezza.

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    Per il calcolo dei SAG, Trek mette a disposizione sul proprio sito internet una pratica calcolatrice. Una volta selezionato anno e modello della bici ed il proprio peso, la calcolatrice fornisce il valore di pressione consigliato sia per la forcella che per l’ammortizzatore, nonchè il numero di click, per entrambe le unità ammortizzanti, relativo alla regolazione della loro frenatura in estensione. Un aiuto sicuramente molto apprezzato per impostare le regolazioni di partenza, che poi andranno affinate sul campo in funzione del percorso e delle proprie preferenze.

    In pianura

    Ottima la risposta alla spinta sui pedali, la Remedy è molto reattiva nonostante il peso non sia trascurabile. Oltre al peso complessivo del mezzo, infatti, anche ruote e coperture non sono tra le più leggere ma la Remedy sembra non accorgersene e reagisce molto bene anche ad idrauliche tutte aperte. La sospensione spiana bene il percorso e se proprio si desidera la massima performance basta attivare la piattaforma stabile dell’ammortizzatore, selezionando la modalità Trail del CTD. La Remedy 9 si è dimostrata anche molto scorrevole.

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    In curva

    In curva si inserisce senza incertezze, grazie alle geometrie molto ben bilanciate e alle sospensioni che incollano le coperture al terreno, anche quando caratterizzato da un fondo non molto consistente. Nella modalità Low del Mino Link il baricentro basso aiuta molto in tale contesto anche se lo sterzo si impigrisce un po’ rispetto alla modalità High. Aiuta anche il carro compatto e la presenza di ruote con un canale interno da 22,5 millimetri.

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    In salita

    Si arrampica di buon passo e dimostra una trazione impressionante anche se si frena l’ammortizzatore. La Remedy 9 ha sicuramente un peso complessivo nella media per tale ambito di utilizzo, inoltre l’adozione di una corona 32D invece di una più castigante 34D, come si potrebbe trovare su un mezzo di tale ambito, combinata con la presenza di un pignone 42D rende molto meno difficili da superare anche le pendenze estremamente ripide.

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    Abbiamo apprezzato poi la presenza di un attacco manubrio da 70 mm che aiuta a caricare il peso all’anteriore favorendo una buona aderenza nelle salite più ripide.

    In discesa

    La Remedy 9 si esprime ottimamente anche in discesa. Garantisce una sicurezza strabiliante anche ai ritmi più elevati con un comfort esemplare. Il telaio denota un’ottima rigidità torsionale che fa sembrare di correre su due binari, tanto riesce a mantenere la traiettoria anche alle alte velocità. Agendo inoltre sul Mino Link in modo da ridurre di mezzo grado l’angolo di sterzo e di conseguenza l’altezza del movimento centrale, si attribuisce alla bici un’indole più discesistica, che farà molto piacere a quei biker che cercano il massimo divertimento in discesa.

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    Il lavoro svolto da Trek in collaborazione con Fox concernente la tecnologia RE:Aktiv ha dato secondo noi i suoi frutti. Rende infatti la sospensione molto controllata anche sulle asperità più marcate, ottimizzando la curva di risposta, ed in alcuni casi si ha la sensazione di avere più dei 140 mm di escursione a disposizione e si ha più voglia di staccare le ruote da terra.

    Le costruzioni denotano poi una grande robustezza ed ispirano molta confidenza e sicurezza nel mezzo, sicurezza coadiuvata anche dalla presenza di un buon impianto frenante quale si dimostra ormai di essere lo Shimano Deore XT, che fornisce un’ottima modulabilità della sua potenza frenante e che grazie al fulcro ABP coassiale al mozzo non inibisce, in fase di frenata, l’assorbimento delle asperità da parte della sospensione.

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    Conclusioni

    La qualità costruttiva della Remedy è sempre stata senza discussioni, ma adesso Trek ha compiuto un lavoro eccellente nello sviluppo dell’ammortizzatore, rendendo la Remedy 9 27.5″ un perfetto mezzo da all-mountain: giocoso, sicuro da guidare e performante.

    La cura dei dettagli, come lo scudo di protezione del tubo obliquo ed il batticatena ricercato, rappresentano poi un vero e proprio valore aggiunto a quanto già espresso sul campo.

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