In test: Trek Fuel EX 9.8 29




Il 2015 è stato per Trek un anno caratterizzato da molti rinnovamenti, che hanno interessato diversi segmenti. Dopo aver presentato, infatti, le nuove Procaliber e Top Fuel, l’azienda del Wisconsin ha tolto i veli anche alla nuova Fuel Ex, la trail bike destinata ad essere l’anello di congiunzione tra la Top Fuel e la Remedy. Offerta sia nel formato 27.5″ che 29″, le novità per la Fuel EX hanno però riguardato soprattutto il formato con ruote più grandi, che Trek ci ha poi inviato per un test nella versione 9.8.

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Descrizione

La Fuel EX esiste ormai da molto tempo nel catalogo Trek ed ha subito molti rinnovamenti nel corso degli anni. Presente nel catalogo in diversi allestimenti, sia in carbonio che in alluminio, oltre che nei formati ruota da 29″ e 27.5″, per il 2016 la gamma medio/alta con ruote da 29″ riceve una serie di significativi aggiornamenti.

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Partiamo dall’adozione dei mozzi Boost, ovvero con asse anteriore da 15×110 mm e posteriore da 12×148 mm. Questo cambiamento è stato adottato per consentire sia una riduzione della lunghezza dei foderi dai 452 mm della precedente versione agli attuali 436 mm, che una costruzione più rigida delle ruote, a tutto vantaggio, quindi, di una maggiore reattività del mezzo.

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Le novità ovviamente non si fermano qui e riguardano anche il telaio. La versione 9.8 avuta in test si pone un gradino al di sotto del top di gamma. Sia il triangolo principale che i foderi obliqui sono in carbonio OCLV Mountain, una specifica fibra che Trek realizza per le mountain bike, utilizzando materiali e procedure di stratificazione, successivamente sottoposti a ben 21 test di affaticamento, carico, resistenza ed energia, con i quali viene simulato l’impatto con una roccia nelle aree sensibili della struttura.

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Il telaio è predisposto per il passaggio interno di cavi e guaine della trasmissione, della tubazione del freno posteriore e del cavo del comando remoto del reggisella telescopico. Tutti ordinatamente cablati all’interno grazie al noto sistema Control Freak di Trek, che consente numerose opzioni di cablaggio accedendo attraverso le porte in gomma poste sia su entrambi i lati del tubo sterzo che sul tubo obliquo. Il sistema prevede inoltre la compatibilità con la trasmissione elettronica Shimano Di2. Sempre presente la geometria G2 con rake personalizzato di 51 mm per la forcella. Presente anche l’attacco ISCG 05 per l’installazione di un eventuale guidacatena.

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Lo schema di sospensione adottato è l’ormai collaudato ABP (Active Braking Pivot), un sistema brevettato da Trek che si compone di un quadrilatero il cui fulcro principale è coassiale all’asse del mozzo posteriore, sviluppato per svincolare la sospensione dall’azione frenante e garantire, così, un miglior controllo del mezzo in queste situazioni. Lo schema, inoltre, è di tipo Full Floater, in quanto l’ammortizzatore non è collegato ad un punto fisso del telaio ma ha i suoi punti di ancoraggio collegati ai foderi orizzontali e al bilanciere superiore, quindi entrambi mobili permettendo così una sorta di galleggiamento per fornire una risposta migliore nei saliscendi.

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Anche nella Fuel EX troviamo, nel punto di collegamento dei foderi obliqui con il bilanciere, il Mino Link, già visto nella Remedy. Si tratta di un accoppiatore di regolazione che dà la possibilità di modificare l’angolo di sterzo (68,8°  – Posizione Low, 69,4° – Posizione High). In tal modo si è in grado di variare le geometrie del mezzo girando semplicemente un dado.

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Continuando a parlare di novità per la Fuel EX, arriviamo all’unità ammortizzante anteriore. Trek ha scelto infatti la nuova forcella Fox Performance 34 Float, più robusta della 32 ma più leggera del precedente modello e con la nuova cartuccia idraulica Fit4 giunta ormai alla sua quarta generazione.

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L’ammortizzatore, restando sempre in casa Fox, è il Performance Float EVOL RE:aktiv. Si noti l’assenza della camera secondaria DRCV, già vista sulla Remedy, quel prolungamento nero nella parte superiore che aveva lo scopo di assistere la sospensione nelle fasi intermedie della compressione. Nella Fuel EX viene sostituito dal manicotto EVOL (Extra Volume) che determina un aumento del volume d’aria negativa a favore di una corsa iniziale più morbida, un maggiore sostegno a metà corsa e, di conseguenza, una curva di compressione più lineare. L’ammortizzatore include anche la nuova tecnologia RE:aktiv, derivante da una collaborazione tra Fox, Trek e Penske, progettata per migliorare le prestazioni in pedalata senza diminuire la capacità di assorbire gli urti e per i cui dettagli vi rimandiamo alla lettura di questo articolo.

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Per le ruote Trek si è servita della svizzera DT Swiss, adottando le M 1900 Spline aventi un cerchio con canale interno da 22,5 mm, 28 raggi incrociati in terza e, ovviamente, mozzi di tipo Boost. Le coperture sono a marchio Bontrager, storico brand di proprietà Trek che per la Fuel EX fornisce le XR3 Team Issue TLR con 2.3″ di sezione. Ruote e coperture già tubeless ready, quindi facilmente convertibili per un utilizzo senza camera d’aria.

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La trasmissione è una doppia corona a 11 velocità e per questo ambito di utilizzo ne siamo lieti. Anche nella scelta di marca e modello Trek trova il nostro apprezzamento, visto che Shimano Deore XT rappresenta sicuramente il miglior rapporto qualità/prezzo sul mercato. Troviamo quindi una doppia corona 36/26T, dove la corona più piccola fa però storcere un po’ il naso ai meno allenati, una cassetta 11-40T , il deragliatore ed il cambio di tipo Shadow Plus.

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Anche per i freni Trek si è affidata a Shimano, scegliendo anche qui gli ottimi Deore XT, con rotori da 180 mm all’anteriore e 160 mm al posteriore.

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Ad esclusione del reggisella telescopico, l’ottimo RockShox Reverb Stealth, il cockpit è interamente a marchio Bontrager, con manubrio in carbonio Rythm Pro da 750 mm di larghezza, manopole a singolo collarino di bloccaggio, attacco Rythm Pro da 70 mm e sella Evoke 3.

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Specifiche tecniche

Telaio: triangolo principale e foderi obliqui in carbonio OCLV Mountain, foderi orizzontali in alluminio
Escursione ant.: 120 mm
Escursione post.: 120 mm
Forcella: Fox Performance 34 Float Fit4 – 15x110mm Boost
Ammortizzatore: Fox Performance Float EVOL RE:aktiv
Comandi: Shimano Deore XT 11v
Cambio: Shimano Deore XT Shadow Plus
Deragliatore: Shimano Deore XT
Guarnitura: Shimano Deore XT 36/26T
Cassetta pignoni: Shimano Deore XT 11-40T 11v
Catena: Shimano Deore XT
Freni: Shimano Deore XT 180/160 mm
Ruote: DT Swiss M 1900 Spline, canale interno 22,5 mm, 28 raggi, 15×110 mm / 12×148 mm
Coperture: Bontrager XR3 Team Issue TLR 29 x 2.3″
Manubrio: Bontrager Rhythm Pro 750 mm, manopole Bontrager Race Lite
Attacco manubrio: Bontrager Rhythm Pro 70 mm
Serie sterzo: FSA IS-2 carbonio
Reggisella: RockShox Reverb Stealth 125 mm
Sella: Bontrager Evoke 3
Peso: 12,4 kg
PREZZO: € 5.149,00

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Geometrie

Taglie disponibili: 39,4/42/44,5/47/50,8/55,9 cm
Angolo sterzo: 68,8° (Posizione Low), 69,4° (Posizione High)
Angolo piantone: 67° (Posizione Low, 73,6° effettivo), 67,7° (Posizione High, 74,3° effettivo)
Orizzontale virtuale: 57,2/60,3/61,7/63,2/65,5/66,8 cm (Posizione Low), 57/60,1/61,5/63/65,3/66,6 cm (Posizione High)
Altezza movimento centrale: 33,4 cm (Posizione Low), 34,2 cm (Posizione High)
Tubo sterzo: 10,5/10,5/11,5/11,5/13/14,5 cm
Carro posteriore: 43,6 cm (Posizione Low), 43,4 cm (Posizione High)
Standover: 78/76,6/78/77,3/78,3/78,4 cm (Posizione Low), 78,7/77,3/78,7/78/79/79,2 cm (Posizione High)
Passo: 110,5/113,6/115,1/116,6/119/120,5 cm (Posizione Low), 110,4/113,5/115/116,5/118,9/120,4 cm (Posizione High)

Info: www.trekbikes.com

Il test

In sella

La Fuel EX appare con un look molto pulito, grazie all’ottimo cablaggio interno di guaine e tubazione freno. La leggera curvatura del tubo superiore va a creare comunque una buona quota di standover ma nonostante ciò Trek è riuscita a conservare abbastanza spazio da poter ricavare l’attacco per il portaborraccia all’interno del triangolo principale.

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Si apprezza molto la presenza del solido batticatena e del robusto scudo di protezione posto al di sotto del tubo obliquo, quest’ultimo ormai sempre più presente sulle mountain bike di questo livello.

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Condivisa la scelta della larghezza del manubrio e delle manopole a singolo collarino di bloccaggio posto sul lato più interno, visto il comfort che assicurano quando si impugna il manubrio più verso l’esterno. Apprezzabile anche la scelta da parte di Trek di prevedere ben sei taglie, aiutando così il biker nella scelta della misura più adeguata. Nella taglia ottenuta le quote sono apparse comunque subito regolari ed hanno fatto sentire subito a proprio agio.

Per il calcolo del SAG delle sospensioni, siamo ormai abituati ai pochi aiuti che ci vengono da quelle a marchio Fox. Per fortuna Trek mette a disposizione sul proprio sito internet una pratica calcolatrice. Una volta selezionato anno e modello della bici ed il proprio peso, la calcolatrice fornisce il valore di pressione consigliato sia per la forcella che per l’ammortizzatore, nonchè il numero di click, per entrambe le unità ammortizzanti, relativo alla regolazione della loro frenatura in estensione. Valori che possono essere presi come valido riferimento, per poi eventualmente affinarli sul campo in base alle proprie preferenze e stile di guida.

In pianura

Il peso della Fuel EX 9.8 non è tra i più bassi per una trail bike da 29″, tuttavia la bici fornisce una buona risposta alla spinta sui pedali. Secondo quanto dichiarato da Trek, la rigidità del telaio è aumentata del 14% rispetto alla precedente versione. Noi non siamo chiaramente in grado di verificare ciò, ma possiamo dire di aver avvertito una notevole rigidità del telaio, anche nel momento in cui ci si alza sui pedali per un eventuale rilancio.

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Lasciando l’idraulica dell’ammortizzatore completamente aperta si avverte un po’ di affondamento del carro solo quando si spinge con energia mentre ci si alza sui pedali, ma la cosa sparisce del tutto selezionando la posizione intermedia della leva per la frenatura in compressione. In questo caso La Fuel EX spiana letteralmente il percorso. Volendo si può anche chiudere del tutto l’idraulica posizionando la leva dell’ammortizzatore sul blocco. In realtà non si avrà mai un blocco totale in quanto grazie al RE:aktiv la sospensione assorbirà ancora gli urti più rilevanti, garantendo così una maggiore trazione rispetto ad un ammortizzatore con il classico blocco.

In curva

Un buon contributo alla rigidità dell’insieme viene anche dalle ruote, con l’arrivo delle battute maggiorate che hanno reso meno verticale la raggiatura in modo da consentire un maggior sostenimento dei carichi laterali. C’è anche da dire che il formato da 29″ spesso può riservare sgradite sorprese in termini di rigidità se le ruote non sono assemblate a dovere. La Fuel EX 9.8 si giova della presenza delle ottime DT Swiss M 1900 Spline, i cui raggi incrociati in terza contribuiscono a fornire la rigidità che serve anche nelle curve più impegnative, dove la Fuel EX si inserisce con fluidità e decisione grazie anche alle sospensioni che mantengono il mezzo incollato al terreno e al carro e all’interasse incredibilmente compatti per una 29″.

Impostando il Mino Link in modalità Low il baricentro più basso fornisce poi un ulteriore contributo positivo in questo contesto, mentre l’angolo di sterzo continua a rimanere su valori accettabili dal punto di vista della reattività.

In salita

La Fuel EX 9.8 aggredisce bene le salite più ripide, anche se in quelle dalla pendenza più estrema si potrà sentire la mancanza di una corona più piccola rispetto alla 26T installata. In ogni caso ancora una volta entra in gioco l’ottima rigidità del telaio e delle ruote, e per sfruttarla appieno si può anche chiudere completamente l’idraulica dell’ammortizzatore, come abbiamo già accennato, visto che agli impatti più rilevanti ci penserà il RE:aktiv.

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Anche l’attacco manubrio da 70 mm di lunghezza aiuta a caricare l’avantreno con il proprio peso mentre si affrontano le pendenze più estreme, per cui non abbiate fretta nel caso si desideri sostituirlo con uno più corto.

In discesa

In tale contesto non si hanno sicuramente a disposizione le escursioni e le geometrie delle sorelle maggiori come la Remedy, tuttavia la Fuel EX se la cava ancora egregiamente. La sospensione si lascia sfruttare in tutta la sua corsa senza arrivare subito ad esaurirsi, anche sui fondi più sconnessi. Con le idrauliche completamente aperte ci si sente “galleggiare” con piacere, ma senza mai perdere il controllo della situazione.

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Gli ottimi freni Shimano Deore XT li conosciamo ormai molto bene. Garantiscono sempre una buona potenza e modulabilità e coadiuvati dal fulcro ABP coassiale al mozzo non ostacolano il lavoro della sospensione nell’assorbire gli impatti. Il mezzo nel complesso appare molto ben bilanciato e solo nei tratti più veloci e particolarmente impegnativi abbiamo sentito la mancanza di coperture più aggressive di quelle montate di serie, anche se poi comporterebbero un aumento di peso delle masse rotanti.

Conclusioni

Con la Fuel EX versione 2016 si assiste ad una rinnovata opera di affinamento sia delle geometrie che del funzionamento delle sospensioni, il che dimostra quanto Trek ci tenga a questo modello di mountain bike sul quale ha investito molto negli anni e dal quale ha poi ottenuto tanto in termini di successo. Si tratta di una trail bike che difficilmente farà sentire la mancanza di piattaforme più spinte, vista la sicurezza che infonde sui tracciati più impegnativi. Una piattaforma dall’elevato potenziale tecnico da non considerare poi tanto inaccessibile dal punto di vista del prezzo, viste le diverse versioni in cui viene declinata.

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