In test: RockShox Deluxe RT3




L’ammortizzatore ad aria Deluxe, introdotto lo scorso anno, rappresenta lo sviluppo del modello Monarch e con esso RockShox ha introdotto nella sua gamma il concetto di sistema metrico. Un sistema che ha dato vita ad una profonda razionalizzazione sia nelle misure degli ammortizzatori che nell’hardware di montaggio, andando a realizzare uno standard atteso ormai da tempo e che finalmente ha visto l’adesione dei principali produttori di ammortizzatori. Ma RockShox è andata oltre, proponendo con il Deluxe i concetti di performance ed integrazione che andremo ad analizzare con questo test.

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Descrizione

Come detto in apertura, il nuovo Deluxe deriva dal precedente modello Monarch, da noi già testato in passato, con il quale condivide ancora l’idraulica ma RockShox è riuscita a raggiungere maggior livelli di performance con alcuni cambiamenti interni resi possibili proprio dall’adozione del sistema metrico, che ha consentito, a parità di corsa, di sfruttare un interasse maggiore per l’ammortizzatore e quindi maggior spazio interno. Proprio questo spazio ha permesso di aumentare la sovrapposizione delle boccole tra gli elementi in movimento all’interno dell’ammortizzatore (nell’immagine sottostante vediamo le differenze tra i modelli Monarch Plus e Super Deluxe – frecce blu, serbatoio aria – frecce verdi, pistone idraulico), riducendo in tal modo l’attrito del sistema sotto carico e consentendo una migliore trazione, una migliore risposta della sospensione e un incremento della durata.

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Introdotta nel 2013 sui modelli Vivid e Vivid Air, la molla Counter Measure è presente adesso anche nel Deluxe e lavora per contrastare l’effetto della pressione IFP (Internal Floating Piston), abbassando il carico di stacco.

Il sistema DebonAir è stato nel 2014 il trampolino di lancio per migliorare le prestazioni e la sensibilità degli ammortizzatori ad aria. Anche il Deluxe incorpora questa tecnologia senza alcuna aggiunta di peso o complessità. E’ posizionata all’interno del serbatoio principale dell’aria, dove è possibile inserire anche i Bottomless Token per modificare la curva di compressione della parte terminale della corsa dell’ammortizzatore. Questo ha consentito di non dover utilizzare necessariamente una seconda camera, con un conseguente risparmio di peso.

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In termini di integrazione, RockShox introduce con il Deluxe un sistema di interfacciamento al telaio basato su cuscinetti sigillati, in grado di eliminare una buona parte dell’attrito generato dalle classiche boccole DU, a tutto vantaggio di un funzionamento più fluido della sospensione. In aggiunta, il Deluxe è offerto anche con attacco Trunnion (come nel modello da noi testato), con il quale il perno dell’attacco superiore dell’ammortizzatore attraversa il corpo dello stesso ammortizzatore, consentendo, così, a parità di corsa, di utilizzare un interasse inferiore di ben 25 mm, soluzione efficace per quei telai che presentano poco spazio per il montaggio dell’ammortizzatore, soprattutto per le taglie più piccole. Sia i cuscinetti sigillati che il Trunnion sono offerti in opzione con il nuovo Deluxe.

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Il Deluxe, pensato per un utilizzo dall’XC al trailride, sfrutta come il Monarch una cartuccia Solo Air con Rapid Recovery, una funzione con la quale l’ammortizzatore, anche durante gli impatti in rapida successione, riesce a gestire in maniera autonoma la velocità di riestensione per garantire un immediato ritorno alla parte iniziale dell’escursione.

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La versione RT3 da noi testata presenta la ghiera rossa per la regolazione del ritorno mentre per la frenatura in compressione troviamo la classica leva blu con le tre posizioni Open/Pedal/Lock.

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Sia il corpo che lo stelo sono realizzati in alluminio 7075, con il corpo che misura 28,5 mm nel diametro mentre lo stelo ha un diametro di 10 mm. Il peso da noi rilevato, nelle misure di 205 mm di interasse e 60 mm di corsa, è stato pari a 386 grammi.  Il Deluxe RT3 è in vendita al prezzo di € 447,00.

Info: www.sram.com/rockshox

Il test

Per la regolazione del SAG, RockShox è da tempo abituata ad andare incontro al biker per semplificargli la vita, visto che oltre all’o-ring, ormai presente su tutte le unità ammortizzanti, prevede anche la consueta scala graduata sullo stelo con le comode indicazioni delle percentuali di affondamento che forniscono un valido aiuto nell’impostazione del SAG senza costringere a misurare manualmente l’affondamento e poi calcolarne la percentuale. L’accessibilità ai registri per le regolazioni del ritorno e della frenatura in compressione è rimasta la stessa del Monarch, quindi nessun problema per agire sulle regolazioni anche in corsa e con l’utilizzo di guanti.

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Rispetto al Monarch RT3 DebonAir abbiamo riscontrato effettivamente delle differenze marcate in diverse situazioni. In salita si riesce ad avvertire con il Deluxe una maggiore stabilità nell’assorbimento degli impatti, dando l’impressione di salire con un cingolato, tanto si percepisce il mezzo più attaccato al suolo. Abbiamo avvertito, inoltre, una maggiore sensibilità ai piccoli urti, cosa che già si percepiva con il Monarch DebonAir ma che ora con il Deluxe è secondo noi leggermente migliorata, con la ruota posteriore che copia efficacemente le asperità meno marcate, sulle quali in precedenza perdeva un po’ di aderenza, mostrando ora una risposta più lineare nell’arco di tutta l’escursione, dando a tratti l’impressione di avere un ammortizzatore a molla.

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Anche qui, come nel Monarch, impostando la leva su Lock non si ha un vero e proprio blocco totale della sospensione, che rimane comunque attiva nel caso debba assorbire un urto violento, tuttavia la si può sfruttare per affrontare i trasferimenti in salita su asfalto. Per le lunghe salite su sterrato oppure su quei tratti pianeggianti in cui ci si vuole divertire in continui rilanci, è conveniente adottare la frenatura sulla posizione Pedal, che garantisce ancora l’assorbimento delle asperità mantenendo comunque una piattaforma stabile di pedalata.

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Nell’affrontare le discese, lasciando ovviamente la frenatura completamente disattivata, ad ogni piega si avverte che la sospensione non spreca alcun pompaggio dell’ammortizzatore, che viene trasferito al suolo senza percepire alcuna pigrizia da parte del carro.

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Con il nuovo Deluxe si avverte senza ombra di dubbio un deciso miglioramento delle performance del già valido predecessore Monarch. Un miglioramento in parte dovuto al nuovo standard del sistema metrico? Noi crediamo di sì, visti i cambiamenti interni che sono stati resi possibili dal nuovo standard e siamo proprio curiosi di vedere adesso come si evolverà il mercato degli ammortizzatori.

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