In test: Orbea Oiz M20 27.5″

    Fondata nel lontano 1840 come azienda familiare per la produzione di pistole, il marchio spagnolo Orbea ha dovuto attendere fino al 1930 per vedere il cambio di direzione con l’avvio della progettazione e produzione di biciclette. Oggi Orbea è tra i leader a livello mondiale nella produzione di bici. Un catalogo che spazia dalle bici da strada a quelle da mountain bike, dai modelli da triathlon a quelli da città, per finire a quelle specifiche per bambini. Il modello da noi provato è la Oiz M20 27.5″.

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    Descrizione

    La nuova Oiz è stata presentata ad Eurobike 2014 ed insieme alla Alma rappresenta la novità della gamma Orbea 2015. Si tratta di una rivisitazione del modello 2013, una full con escursione alla ruota posteriore da 100 mm e nata per un utilizzo cross-country/marathon.

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    Il concetto alla base dell’aggiornamento consiste nel poter offrire sei telai per ruote di due misure diverse: telai Small, Medium e Large per ruote da 27.5″ e telai Medium, Large ed Extra-Large per ruote da 29″. Un concetto denominato BWC (Big Wheels Concept – Concetto Grandi Ruote) che si propone di offrire ruote grandi con misure in scala adattabili a biker di qualsiasi altezza piuttosto che comprimere tutti su una bici con una singola misura di ruote. Misure di stack e reach, quindi, diverse a seconda della taglia e del formato ruote, come mostra il seguente schema.

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    La Oiz è declinata in ben 6 versioni, tutte come detto disponibili sia nel formato da 27.5″ che in quello da 29″. La versione che abbiamo avuto in test è la M20 con ruote da 27.5″.

    Il telaio è monoscocca in fibra di carbonio, realizzato con tecnologia OMP CARBON (Orbea Monocoque Performance) e costituito da fibre ad alto modulo di elasticità per fornire maggiore rigidità, combinate con fibre a basso modulo di elasticità per migliorare l’assorbimento delle vibrazioni. Non sono previste versioni in alluminio.

    Lo schema di sospensione che sfrutta la Oiz è quello già utilizzato dal suo modello predecessore e denominato UFO (U-Flexion by Orbea) di proprietà del marchio spagnolo, ma rivisto in alcuni aspetti. E’ stato eliminato il perno dall’asse posteriore e sono stati adottati foderi obliqui flessibili in aggiunta a quelli orizzontali già flessibili nel vecchio modello. L’obiettivo è quello di ridurre i pesi e gli interventi di manutenzione ma anche di ottenere una bici più reattiva in fase di accelerazione.

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    In sostanza, partendo dal presupposto che il carbonio se lavorato in maniera appropriata può essere piegato, le fibre sono state dunque posizionate in maniera tale che, una volta sagomati i foderi, gli stessi tendono a flettersi anche in assenza di un perno, senza comunque raggiungere mai il punto critico. Si tratta di una tecnologia, già da tempo in uso sulle monoposto da Formula 1,  che consente di avere un buon equilibrio tra peso e rigidità.

    La sospensione, caratterizzata da cuscinetti a sfere sigillati, fa uso di un braccetto in pezzo unico interamente in carbonio. Orbea ha aggiunto, inoltre, un piccolo tirante in acciaio, denominato Tensegrity, nei pressi della giunzione tra il braccetto e i foderi obliqui, con l’obiettivo di bilanciare le forze laterali e fornire una maggiore rigidità.

    Il telaio è caratterizzato dall’ormai sempre più consueto passaggio interno dei cavi, in questo caso realizzato con uno specifico sistema di cablaggio denominato DCR, in cui ciascun cavo è sigillato in tutta la lunghezza, a favore di un minor rischio di contaminazione dei cavi. E’ garantita, inoltre, la completa compatibilità con il gruppo elettronico Shimano XTR Di2.

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    Le sospensioni sono a marchio Fox. Troviamo, infatti, una forcella Fox 32 Factory Float 100 FIT CTD Tapered QR15 e un ammortizzatore Fox Factory Float CTD, entrambi con trattamento Kashima e con comando remoto al manubrio che agisce contemporaneamente su entrambe le unità ammortizzanti.

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    Ottima la scelta di Orbea, per quanto riguarda le ruote. Le DT Swiss Spline X-1700 sono, infatti, tubeless ready così come le coperture abbinate Maxxis Ikon da 2.20″. In questo modo si evita al biker l’operazione di conversione in tubeless. All’anteriore è presente l’ormai consueto perno passante da 15 mm mentre al posteriore Orbea ha preferito tenere ancora il classico sgancio rapido.

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    Nel gruppo trasmissione, a 10 velocità, troviamo un misto Shimano XTR/XT/SLX, con il cambio XTR Shadow Plus, il deragliatore SLX Direct Mount e la guarnitura XT 38/24D.

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    Anche i freni sono Shimano SLX con attacco della pinza posteriore di tipo post mount posizionato tra i due foderi.

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    Nel posto di guida troviamo l’ottimo marchio canadese Race Face per quanto riguarda manubrio, attacco e reggisella ma non per la sella, a marchio Selle Italia.

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    Ulteriori caratteristiche sono rappresentate dalla scatola del movimento centrale di tipo Press Fit e tubo sterzo conico.

    Orbea fornisce la garanzia a vita su tutti i telai, inoltre dà la possibilità, all’atto dell’acquisto, di poter scegliere le misure di alcuni componenti come il manubrio, l’attacco e le pedivelle nonchè, con una spesa aggiuntiva, il montaggio di componentistica diversa da quella proposta a catalogo.

    La Oiz M20 è disponibile nelle due colorazioni nero o bianco/nero.

    Specifiche tecniche

    Telaio: Carbonio monoscocca OMP
    Escursione ant.: 100 mm
    Escursione post.: 100 mm
    Forcella: Fox 32 Factory Float 100 FIT CTD Remote Tapered QR15 Kashima
    Ammortizzatore: Fox Factory Float CTD Remote Kashima
    Comandi: Shimano SLX 10v
    Cambio: Shimano XTR Shadow Plus
    Deragliatore: Shimano SLX, Direct Mount
    Guarnitura: Shimano Deore XT 38/24D
    Cassetta pignoni: Shimano HG81 11-36D 10v
    Catena: Shimano HG75
    Freni: Shimano SLX 180/160 mm
    Ruote: DT Swiss Spline X-1700
    Coperture: Maxxis Ikon 120 TPI 3C Exo TLR 27.5 x 2.20″
    Manubrio: Race Face Ride Flat 710mm
    Attacco manubrio: Race Face Ride
    Serie sterzo: FSA integrata, tapered
    Reggisella: Race Face Ride
    Sella: Selle Italia SL XC Flow
    Peso: 11,6 kg
    PREZZO: € 3.999,00

    Geometrie

    Taglie disponibili: S: 40,6/M: 43,2/L: 47 cm
    Angolo sterzo: 70°
    Angolo piantone: 74°
    Orizzontale virtuale: 55,2/58/60,7 cm
    Tubo sterzo: 10/11/12 cm
    Carro posteriore: 42,5 cm
    Passo: 105,7/108,5/111,3 cm

    Info: www.orbea.com

    Il test

    In sella

    Il manubrio forse è leggermente troppo largo per un uso XC racing e considerata la misura delle ruote. All’occorrenza si potrebbe ovviare accorciandolo, anche se potrebbe tornare utile lasciare la misura originale nel caso si volesse sfruttare la Oiz anche come trailbike. Per il resto le lunghezze e gli angoli sono perfetti per una mountain bike destinata alle gare XC. Le regolazioni dei SAG purtroppo non sono supportate da alcuna rilevazione diretta, a parte la presenza dell’o-ring sugli steli di forcella e ammortizzatore.

    Si nota sul manubrio la presenza del cavo aggiuntivo relativo al comando remoto dell’ammortizzatore. A vantaggio di un ridotto affollamento sul manubrio, vi è la presenza del controllo remoto CTD che permette di gestire contemporaneamente sia la forcella che l’ammortizzatore, cosa che si rivela molto utile in gara e che avviene grazie all’utilizzo di un cavo splitter. Fox ha svolto un ottimo lavoro di aggiornamento della leva, che rispetto allo scorso anno è molto meno ingombrante ed il suo azionamento avviene in verticale.

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    In pianura

    La risposta alla spinta sui pedali è eccellente. La Oiz denota una rigidità e reattività esemplari, grazie anche alla scelta delle coperture molto scorrevoli. Non si avvertono sgradite oscillazioni del carro e si può godere appieno di un’accelerazione fulminea grazie ad un incredibile mix di rigidità strutturale, leggerezza e vantaggi del formato ruote da 27.5″ rispetto a quello da 29″.

    In curva

    In curva il livello di reattività permane in maniera consistente, grazie anche allo sterzo molto verticale, come si addice ai modelli più votati all’agonismo, e ad un carro di lunghezza estremamente ridotta. Dà quasi l’impressione di essere in sella ad una 26″ per quanto si dimostra agile. Non si è mai avvertita, inoltre, la mancanza del perno passante all’asse posteriore.

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    In salita

    E’ una ottima scalatrice. Più la salita è ripida e più la Oiz esalta il biker che la conduce, pur non essendo, la versione in prova, tra le più leggere per il suo ambito di utilizzo. Ci si può lasciare andare a repentini cambi di ritmo e se c’è da rilanciare la Oiz non si tira affatto indietro, grazie anche allo schema di sospensione UFO che abbinato alla modalità Climb dell’ammortizzatore le consente di spianare i tracciati anche dei più rovinati o ricchi di radici.

    Anche in fuorisella la Oiz non si scompone, a patto però di ricordarsi di distribuire bene i pesi dato il ridotto mordente che offrono le coperture Ikon, più votate alla scorrevolezza.

    In discesa

    E’ evidente che le geometrie della Oiz siano state progettate per garantire la massima performance nella reattività e nello scatto. L’estrema agilità dimostrata la Oiz la paga in discesa con una risposta che costringe a scegliere bene la traiettoria, a causa del ridotto interasse e dell’angolo di sterzo in stile XC racing. Pur non essendoci lunghe escursioni da sfruttare, quelle che ci sono vengono utilizzate a fondo e con un senso di appagamento. Il carro non si scompone ed assorbe bene le asperità, anche le meno contenute, mentre la guidabilità si giova della precisione dell’avantreno e della presenza di un manubrio di larghezza superiore alla norma in questo ambito. Per un utilizzo più trailride si potrebbe desiderare di montare delle coperture con tassellatura più mordente allo scopo di elevare i margini di sicurezza. Chi saprà apprezzarla anche in questo ambito non puramente racing scoprirà comunque una bici molto divertente da guidare.

    La frenata è all’altezza della situazione, condividiamo l’utilizzo di dischi di diametro differenziato tra anteriore e posteriore, ormai una scelta condivisa da sempre più marchi.

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    Conclusioni

    L’Orbea Oiz M20 27.5″ ci ha impressionato per la sua rigidità e l’efficienza della sospensione, due fattori fondamentali per un XC racer. Il comando remoto Fox CTD è l’ideale per un mezzo da gara come questo, consentendo un’attivazione rapida e simultanea per avantreno e retrotreno, ad esempio per bloccare entrambe le sospensioni per una volata finale verso il traguardo.

    Questo mezzo si dimostra l’arma perfetta per l’agonista del cross-country che non si sente a suo agio in sella ad una 29″, soprattutto nel caso abbia necessità delle taglie più piccole, ma anche per colui che voglia semplicemente divertirsi sui percorsi di tutti i giorni a patto che non siano estremamente tecnici.