In test: Mavic Crossride 27.5




Mavic ha oltre un secolo di esperienza alle spalle, visto che è stata fondata nel 1889 dai due francesi Charles Idoux e Lucien Chanel, inizialmente come fabbricazione e vendita di pezzi di ricambio per biciclette, con la denominazione “Manufacture d’Articles Vélocipédiques Idoux et Chanel”, da cui il nome dell’azienda francese. Da tempo ormai un riferimento nella produzione di ruote di elevata qualità, Mavic è rimasta per un po’ indietro per quanto concerne la realizzazione di cerchi in carbonio, arrivando a presentare il primo modello solo quest’anno, con l’obiettivo quindi di riprendere la leadership avuta per anni nel settore. Per una volta, però, ci siamo voluti interessare di un modello entry level, che secondo noi ha tutte le carte in regola per confrontarsi con modelli attualmente sul mercato contraddistinti da un prezzo nettamente superiore.

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Descrizione

Nel catalogo Mavic ormai da diverso tempo, le Crossride hanno subito negli anni una serie di aggiornamenti che le hanno portate con il tempo a consolidare le proprie caratteristiche di un set di ruote da trailriding dal buon rapporto qualità/prezzo.

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I cerchi sono realizzati in alluminio S6000 con giunzione sovrapposta e foratura di tipo tradizionale. La larghezza interna del canale è stata aumentata a 21 mm mentre il profilo del cerchio nasce per un utilizzo di tipo tradizionale, quindi non progettato per una conversione in tubeless.

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I raggi, in acciaio e profilati, sono 24 sia all’anteriore che al posteriore, con incrocio in 2^ e a testa dritta. Anche i nipple sono in acciaio.

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I mozzi sono in alluminio, con cuscinetti a cartuccia sigillata. Il corpo ruota libera si basa sulla tecnologia TS-2 (Transfer System 2), ed è dotato di 2 cricchetti che lavorano simultaneamente e con un perno monoblocco in lega. Gli assi sono da 15 x 100 mm all’anteriore e da 12 x 142 mm al posteriore, convertibili rispettivamente in 9 x 100 mm e 12 x 135 mm, tramite degli adattatori in dotazione, per l’utilizzo con sganci rapidi, anch’essi in dotazione. Prevista in opzione la possibilità di avere i mozzi di tipo Boost e il corpo ruota libera compatibile SRAM XD e Shimano 11v. L’attacco disco è previsto solo a 6 fori.

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Le Crossride sono disponibili nei diametri 26″, 27.5″ e 29″ e nel solo colore nero. Il peso da noi rilevato della coppia di ruote, nel diametro 27.5″, è stato di 1940 grammi, comprensivo dei nastri paranipples e senza sganci e adattatori. Sono in vendita al prezzo di € 250,00 la coppia comprensivo di adattatori per sgancio rapido, sganci rapidi e flap paranipple.

Info: www.mavic.it

Il test

Da tempo ormai le Crossride sono proposte da Mavic come un set di ruote entry-level e con il passare degli anni anche questo modello, come quelli di punta, ha subito una serie di affinamenti per andare incontro alle esigenze dei biker alla ricerca di performance e sicurezza anche con un prodotto di fascia bassa.

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L’installazione delle coperture con camera d’aria avviene senza alcun problema, ma non ci siamo fermati a questo, volendo provare le Crossride anche in modalità tubeless, nonostante il produttore non preveda un simile utilizzo. In ogni caso sostituendo il flap di serie con uno dei flap autoadesivi in commercio ed utilizzando coperture tubeless ready con liquido sigillante la conversione è avvenuta con successo. I talloni delle gomme aderiscono bene al fianco del cerchio, con una tenuta che si è dimostrata eccellente sin dalle prime uscite. Un’ottima soluzione, quindi, per recuperare qualcosa in termini di peso, viste le masse in gioco.

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Il canale con larghezza interna da 21 mm a nostro parere non consente l’utilizzo ottimale di coperture di ampia sezione, parlando, ad esempio, di valori superiori a 2.2″, a meno che non si vogliano accettare fenomeni di deriva laterale delle gomme. Fenomeni che tuttavia è possibile ridurre adottando coperture dal fianco rigido. Noi abbiamo utilizzato, comunque, le Crossride con gomme da 2.25″ di sezione, senza riscontrare particolari imprecisioni nella guida. Le ruote appaiono molto ben costruite, anche per quanto concerne la tensionatura dei raggi, sulla quale non è stato necessario intervenire dopo gli otto mesi di utilizzo, a dimostrazione di un assemblaggio effettuato a regola d’arte.

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In rapporto ai pesi in gioco, le Crossride hanno dimostrato una buona scorrevolezza e reattività, giovandoci di una pronta risposta ai comandi anche nelle sezioni più guidate e nei tratti dal fondo maggiormente sconnesso. Per un utilizzo trailride 24 raggi potrebbero non risultare sufficienti in numero, ma il cerchio estremamente rigido e la scelta di raggi a testa dritta, che consentono tensionamenti più elevati senza subire distensioni critiche del materiale, fanno sì che queste ruote forniscano una risposta in pedalata al livello di prodotti di media gamma. Anche i cuscinetti dei mozzi hanno risposto molto bene in termini di scorrevolezza e dimostrando un’ottima tenuta sul lungo termine.

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La robustezza e scorrevolezza mantenute nel tempo hanno confermato l’ottima qualità costruttiva di queste ruote che in un contesto trailride sono in grado di regalare grandi soddisfazioni al biker che, pur rinunciando a pesi più contenuti, non sia disposto a spendere cifre rilevanti per avere un prodotto affidabile nel tempo.

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