In test: Magura MT5




Sono passati ormai tre anni dalla presentazione della nuova gamma di freni Magura, con la quale il produttore tedesco ha rinnovato radicalmente quelli che ormai erano i suoi modelli storici. Per fare ciò aveva proposto delle realizzazioni completamente nuove e un po’ per tutti gli ambiti di utilizzo, oltre che per tutte le tasche. Tra di essi gli MT5 si pongono come obiettivo quello di offrire la massima potenza frenante ad un costo ancora abbordabile.

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Descrizione

Gli MT5 rientrano nella gamma di freni Magura orientati al gravity, per un utilizzo quindi dall’enduro al downhill, grazie alla presenza dei 4 pistoni nella pinza.

Il pompante sfoggia una costruzione in un caratteristico materiale proprietario denominato Carbotecture, costituito da un materiale plastico caricato di fibra di carbonio mediante una procedura di stampaggio ad iniezione.

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Sia il collarino di fissaggio al manubrio che la leva sono invece in alluminio. Una leva dalla forma molto ergonomica e che offre la regolazione del reach, ovvero della distanza dal manubrio, mediante l’utilizzo di una chiave Torx T25.

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Anche la pinza è in alluminio e, seppure realizzata in pezzo unico a favore della massima rigidezza, è caratterizzata dalla presenza di un ponticello posto tra le due coppie di pistoni. Ciò ha costretto Magura ad utilizzare quattro pastiglie separate, a mescola organica, due per ogni coppia di pistoni, il cui caricamento avviene dal basso invece che dall’alto come per il modello MT7 di gamma superiore, costringendo così a rimuovere la ruota o la pinza in caso di sostituzione delle stesse.

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L’attacco della tubazione alla pinza è dotato di un raccordo banjo grazie al quale è possibile personalizzare l’angolazione della stessa tubazione in ingresso alla pinza.

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I dischi che abbiamo trovato in abbinamento agli MT5 sono gli Storm HC, in acciaio e con attacco a 6 fori. Sono disponibili nei diametri da 160, 180 e 203 mm. Per il test abbiamo utilizzato all’anteriore un disco da 203 mm e al posteriore uno da 180 mm.

Il peso da noi rilevato del singolo impianto, comprensivo di disco da 180 mm di diametro, è stato di 400 grammi. Il singolo impianto comprensivo di disco è in vendita al prezzo di € 149,90.

Info: www.magura.com

Il test

L’installazione dei Magura MT5 non presenta particolari difficoltà. Il collarino a due viti completamente apribile consente un montaggio immediato e la presenza del raccordo banjo in ingresso alla pinza aiuta a trovare la migliore angolazione per la tubazione entrante nella pinza stessa, anche in presenza di un telaio dal disegno particolare. Per l’eventuale taglio della tubazione, invece, occorre solo avere le nuove spine ed ogive, oltre ad un po’ dell’olio minerale originale nel caso sia necessario aggiungerne.

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E’ possibile effettuare la regolazione della distanza della leva dal manubrio agendo sulla vite posta sulla leva stessa mediante una chiave Torx T25, una scelta dovuta alla necessità di limare il peso laddove possibile oltre che il prezzo finale. Un motivo che probabilmente è alla base anche della scelta del caricamento dal basso delle pastiglie, per cui quando le si dovrà sostituire sarà necessario rimuovere la ruota oppure smontare la pinza dal telaio o forcella. In quest’ultimo caso si dovrà provvedere poi ad un nuovo riallineamento della pinza sul disco per evitare fastidiosi sfregamenti e in questa operazione viene in aiuto la presenza di ampi fori per i bulloni di fissaggio della pinza, poiché consentono un ampio spazio per la regolazione laterale e, quindi, l’allineamento della pinza al disco.

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L’aspetto estetico degli MT5 è di grande impatto, grazie all’imponente pinza a 4 pistoni, ma abbiamo apprezzato anche l’ergonomia della leva, in grado di poter essere afferrata e tirata in maniera comoda e stabile in ogni situazione. E’ possibile utilizzarla anche con due dita, vista la forma, ma sinceramente non ci è mai capitata tale necessità.



Non è stato necessario un lungo periodo di rodaggio per apprezzare subito la potenza frenante di questi freni. Gli MT5 sfoggiano, infatti, già dalle prime pinzate una risposta esuberante dal punto di vista della potenza, al punto che all’anteriore pensiamo sia più che sufficiente un disco da 180 mm, a meno che non si utilizzino questi freni per il downhill. Anche la modulabilità si è fatta apprezzare, anche se essendo a quattro pistoni richiedono un po’ di sensibilità in più rispetto ad un impianto a 2 pistoni, sensibilità che comunque si acquista già nel corso della prima vera discesa.

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I fenomeni di vibrazioni o rumorosità sono stati pressoché inesistenti e ci hanno fatto apprezzare la costruzione estremamente rigida della pinza, alla quale va sicuramente imputata la totale assenza di risposte elastiche. Nel corso delle lunghe discese, inoltre, la resistenza al calore si è dimostrata molto buona, così come la risposta in presenza di fango e pioggia, con il punto di frenata che rimane sempre molto ben definito anche in presenza di elevati carichi termici.

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Gli MT5 si sono dimostrati nel complesso come degli ottimi freni dall’impressionante rapporto prezzo/prestazioni. Se dobbiamo proprio trovare un difetto diremmo che si potrebbe prevedere la regolazione del reach senza l’utilizzo di una chiave, ma è pur vero che a questo prezzo è una mancanza che si può certamente accettare. Sicuramente un modo economico per entrare nel mondo dei freni a 4 pistoni senza per questo rinunciare alla potenza frenante e alle prestazioni che ci si aspetta da questo tipo di freni.

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