In test: Hutchinson Python 2 Hard Skin RR TL-Ready 26 x 2.1″




Hutchinson ha una lunga storia alle spalle, iniziata nel lontano 1853. L’azienda francese ha cominciato poi nel 1890 con la produzione di pneumatici per biciclette, ricoprendo ben presto le ruote di svariati vincitori delle edizioni del Tour de France. Anche in ambito mountain bike, Hutchinson vanta prodotti di tutto rispetto, come la copertura Python che quest’anno si appresta a compiere 20 anni. Anche qui una lunga storia, caratterizzata da 5 Coppe del Mondo, 4 titoli mondiali e 3 titoli olimpici. Era ormai tempo che questa storica gomma lasciasse comunque il posto ad un degno successore, e non poteva essere che la Python 2, gomma che Hutchinson ci ha inviato, subito dopo la presentazione dello scorso Ottobre, per un test.

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Descrizione

La Python 2 è una copertura destinata ad un utilizzo in ambito cross country/marathon. Rappresenta l’evoluzione dello storico modello Python e nasce, quindi, con l’obiettivo di mantenere le qualità già riconosciute a questo pneumatico, con l’aggiunta della più recente tecnologia sviluppata dagli ingegneri di casa Hutchinson.

Il battistrada è costituito da tasselli di basso profilo, a favore di una minore resistenza al rotolamento e, di conseguenza, di una maggiore scorrevolezza.

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Come il predecessore Python, anche la Python 2 ha nella parte centrale e laterale i tasselli con la caratteristica forma a pistola, una forma quindi allungata per favorire la transizione dal centro verso l’esterno. Una delle novità della Python 2 è rappresentata dal fatto che i tasselli centrali sono supportati da una terza mescola per conferire loro una maggiore elasticità e risultano inoltre smussati per garantire un’efficienza di frenata anche sui fondi più critici.

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La Python 2 è stata realizzata con tre tipi di mescole: una dura (94 ShoreA) anti deformante per la struttura, una intermedia (70 ShoreA) sul battistrada per aumentare l’efficienza e una morbida (50 ShoreA) sui fianchi per una maggiore aderenza.

La versione in prova, Hard Skin RR TL-Ready, è costituita da una carcassa da 66 TPI, quindi abbastanza rigida, allo scopo di proteggere la copertura dalle forature. La sigla TL-Ready, come ormai noto, indica che si tratta di una copertura tubeless ready, quindi pronta ad essere utilizzata senza camera d’aria e con liquido sigillante.

Il peso da noi rilevato è stato di 755 grammi, in linea con quanto dichiarato dal marchio (751 grammi). E’ in vendita al prezzo di € 55,90.

 

Info: www.hutchinsontires.com

Distributore per l’Italia: www.charlie-srl.it

 

Il test

Il disegno a basso profilo dei tasselli identifica inequivocabilmente la destinazione di queste coperture, un utilizzo nel cross-country/marathon.

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L’installazione non ha comportato particolari problemi, considerato che si ha a che fare con una gomma dalla carcassa abbastanza rigida. Questo, comunque, ha favorito una ottimale conversione in tubeless, vista l’assoluta mancanza di porosità di questa gomma.

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La Python 2 ha dimostrato subito una scorrevolezza record. E’ una copertura che corre velocissima sui fondi scorrevoli e non si tira indietro su quelli più avari di grip. La morbidezza dei fianchi, inoltre, fa sì che la gomma segua bene le asperità del terreno.

Abbiamo avuto la sensazione che la forma dei tasselli non sia stata lasciata al caso ma sia stata curata nei minimi particolari. I tasselli, infatti, favoriscono un’ottima transizione dal centro del battistrada ai fianchi. I tasselli laterali, inoltre, sostengono bene il biker in fase di percorrenza delle curve, probabilmente grazie anche al tassello laterale a forma di pistola, presente per ogni coppia di tasselli laterali, che permette di mantenere una buona aderenza anche nelle pieghe più accentuate.

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Tenendo conto dell’ottima scorrevolezza di queste gomme, siamo rimasti molto sorpresi dalla loro tenuta in curva e dalla frenata che non scompone il mezzo. L’unico limite lo si può trovare sui fondi molto bagnati ed ovviamente sul fango, ma da gomme di questo tipo ce lo si può aspettare. Anche la resistenza alle forature si è dimostrata efficace.

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Con questa nuova generazione della Python, Hutchinson ha cercato di conservare le qualità consolidate del precedente modello, ma si è avvertito il passo avanti tecnologico mirato al mantenimento della massima scorrevolezza senza andare a discapito dell’aderenza. Secondo noi la casa francese ci è riuscita, al punto che ci sentiamo di consigliare queste coperture oltre che per un utilizzo XC/marathon, anche per un ambito più trailriding.

 

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