In test: Felt Decree 3




La nascita di Felt risale ai primi anni ’80 in California, quando la stella del motocross Johnny O’Mara chiese al suo meccanico Jim Felt di costruirgli una bici da allenamento per il triathlon. Ma è stato alcuni anni più tardi che è nata Felt Bicycles, con l’ingresso di Bill Duehring, un veterano del settore moto, e Michael Mullmann, titolare di una società di distribuzione in Europa. Da quei giorni lontani il marchio Felt è cresciuto ben oltre le proprie aspettative e oggi comprende una linea completa biciclette che coinvolge tutte le varie discipline del ciclismo. Lo scorso anno Felt ha presentato la Decree, proponendola come una trail bike aggressiva, e noi l’abbiamo provata.

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Descrizione

La Decree si presenta come una trail bike caratterizzata da geometrie moderne, ovvero con un orizzontale lungo, uno sterzo aperto e un carro compatto. La Decree 3 avuta in test va a collocarsi sul penultimo gradino della gamma, rappresentando la versione in carbonio più economica della gamma.

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Un telaio in carbonio, quindi, UHC (Ultra Hybrid Carbon) Performance per la precisione, basato sulla combinazione di fibre strutturali unidirezionali con un tessuto protettivo che, secondo il produttore, rende l’insieme più forte del titanio, più rigido dell’alluminio 6061 e meno di un quarto più inferiore della densità dell’acciaio. Grazie, inoltre, alla tecnologia di stampa 3D si è riuscito a colmare il divario tra i disegni CAD e la realtà, permettendo così agli ingegneri di scoprire eventuali problemi di integrazione tra le varie parti del telaio.

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Il tubo sterzo sfrutta una calotta inferiore di tipo esterno invece di una soluzione integrata o semi-integrata, che semplifica la realizzazione del nodo sterzo ma che può andare potenzialmente a discapito della sua rigidità.

Il telaio è predisposto, secondo gli ormai più moderni dettami, per il passaggio interno di cavi e guaine di trasmissione, della tubazione del freno posteriore e del cavo del comando remoto del reggisella telescopico, decisamente un must per questa tipologia di mountain bike. E’ prevista anche la compatibilità con la trasmissione elettronica Shimano XTR Di2.

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Stupisce, nella Decree, l’adozione di uno schema di sospensione completamente diverso dal consueto Equilink. Abbiamo qui una sospensione denominata FAST (Felt Active Stay Technology) che consiste in sostanza in un monopivot privo dello snodo tra foderi superiori ed inferiori, eliminato grazie alla presenza di foderi che flettono in maniera controllata. Una scelta orientata quindi alla semplicità, visto la conseguente riduzione delle parti in movimento e dei cuscinetti in uso, ma anche all’ottenimento di una maggiore rigidità strutturale dello schema e ad una più efficiente risposta alla spinta sui pedali.

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L’attuazione avviene tramite uno swing link, dove Felt ha aggiunto dei Flip Chips, ovvero due eccentrici, in corrispondenza dei perni superiori dei foderi, che consentono, tramite una semplice chiave a brugola, di scegliere una modalità High o Low per la geometria, variando così l’angolo di sterzo di +/- 0,8° e l’altezza del movimento centrale di +/- 1 cm, con sostanziali ripercussioni anche sul carattere del mezzo.

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Per le sospensioni della Decree 3, Felt si è servito in casa RockShox. All’anteriore troviamo la forcella Pike RC Solo Air con 150 mm di escursione.

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I 140 mm di escursione posteriore sono gestiti invece dal Monarch RT3 DebonAir, dotato quindi di camera pneumatica più voluminosa per offrire una maggiore sensibilità nella prima parte della sua corsa, con tuning personalizzato per questo schema di sospensione.

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Le ruote prescelte per questa piattaforma trail riding sono le AlexRims MD21, aventi un cerchio con canale da 21 mm di larghezza interna, che secondo noi castigano un po’ l’indole aggressiva della Decree 3; condiviso, invece, il numero dei raggi, 32, adottati. Le coperture sono le Nobby Nic di casa Schwalbe, delle gomme discrete per questo tipo di utilizzo se non si desidera qualcosa di più aggressivo, peccato però che la versione adottata non sia convertibile in tubeless, a differenza dei cerchi che sono invece pienamente compatibili, per cui sarà opportuno valutare, in fase di acquisto, l’eventuale sostituzione delle coperture di serie con una versione tubeless ready.

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La trasmissione adottata è a doppia corona e a marchio Shimano. Troviamo una guarnitura Deore 38/26T la cui corona a 26 denti potrà risultare un po’ troppo grande per affrontare le pendenze più estreme, considerato anche che il pignone più grande è il 36T. Il cambio è il Deore XT di tipo Shadow Plus a 10 velocità, con deragliatore anteriore Deore.

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Anche i freni sono a marchio Shimano, seppure i Deore di fascia economica, con dischi da 180 mm all’anteriore e 160 mm al posteriore.

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Nel posto di guida troviamo l’accoppiata manubrio/attacco a marchio Felt, con manopole dello stesso marchio e di tipo lock-on.

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La sella è una WTB Volt Race e poggia sul reggisella telescopico KS Lev Integra DX. Da evidenziare che per l’attacco manubrio è stata prevista una differenziazione di lunghezza tra le taglie del telaio, trovando infatti quello da 60 mm nelle due taglie inferiori e quello da 70 mm nelle rimanenti taglie. Lo stesso discorso è stato affrontato per il reggisella telescopico, avente un’escursione di 100 mm per le due taglie inferiori e di 125 mm per le altre due taglie, una scelta apprezzabile adeguata alle differenti misure del telaio.

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Specifiche tecniche

Telaio: UHC Performance carbon fiber
Escursione ant.: 150 mm
Escursione post.: 140 mm
Forcella: RockShox Pike RC Solo Air – 15x100mm
Ammortizzatore: RockShox Monarch RT3 DebonAir
Comandi: Shimano Deore 10v
Cambio: Shimano Deore XT Shadow Plus
Deragliatore: Shimano Deore
Guarnitura: Shimano Deore 38/26T
Cassetta pignoni: Shimano Deore XT 11-36T 10v
Catena: Shimano HG54
Freni: Shimano Deore M615 180/160 mm
Ruote: AlexRims MD21 – 21c – 32 raggi 2.0/1.8 mm – 15×100 mm/12×142 mm
Coperture: Schwalbe Nobby Nic Evo LiteSkin 27.5 x 2.25″
Manubrio: Felt MTB Flat 760 mm, manopole Felt Wing lock-on
Attacco manubrio: Felt MTB 3D 60 mm
Serie sterzo: FSA NO.42ACB-A
Reggisella: KS Lev Integra DX 100mm
Sella: WTB Volt Race
Peso: 12,6 kg
PREZZO: € 4.999,00

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Geometrie

Taglie disponibili: 39,5/43/48,5/54 cm
Angolo sterzo: 66,5° (low), 67,3° (high)
Angolo piantone: 73° (low), 73,8° (high)
Orizzontale virtuale: 56,5/59,5/62,5/65,5 cm
Altezza movimento centrale: 34 cm (low), 35 cm (high)
Tubo sterzo: 9/10,5/12,5/14,5 cm
Carro posteriore: 43 cm
Standover: 69,4/72,5/77,4/82,2 cm
Passo: 110,7/113,9/117,1/120,3 cm

Info: www.feltbicycles.com

Distributore per l’Italia: www.larm.it

Il test

In sella

Gli spazi in sella ci appaiono subito adeguati. Generosa la larghezza del manubrio, che noi abbiamo trovato adeguata per simili destinazioni d’uso, ma che comunque può essere accorciata se si desidera. Guardando il catalogo, si avverte comunque la mancanza di un’ulteriore taglia, vista l’enorme differenza che passa tra le 2 misure più grandi, sarà quindi opportuno valutarne bene la scelta in fase di acquisto.

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Occorre prestare attenzione, inoltre, nella regolazione dell’arretramento sella, dal momento che il tubo piantone non seguendo una linea retta ma risultando inclinato potrebbe far sedere un po’ troppo indietro, con la conseguenza di scaricare troppo l’avantreno e far perdere aderenza alla ruota anteriore; per fortuna ci viene incontro la presenza di un reggisella a morsetto centrale. Abbiamo trovato comunque la seduta molto comoda, ma conoscevamo già bene la sella WTB Volt e ne abbiamo già apprezzato, oltre al comfort, anche la specifica lavorazione antiscivolamento sulla seduta. La regolazione del SAG per forcella e ammortizzatore è semplificata dalla presenza, oltre che del consueto O-ring sugli steli, anche della scala graduata che facilita non poco questa operazione.

Un piccolo appunto dobbiamo farlo sul reggisella telescopico, in quanto il KS Lev Integra DX in alcune occasioni ha mostrato qualche tentennamento in fase di rialzo della sella. Sulla versione in test manca, inoltre, la protezione per il fodero inferiore destro, che troviamo invece sulle altre versioni salendo di gamma.

In pianura

La risposta alla spinta sui pedali è molto reattiva e gratificante, anche senza attivare la piattaforma stabile di pedalata. La sospensione appare molto stabile al punto che non si ha quasi mai la necessità di agire sulla leva dell’ammortizzatore, tra l’altro facilmente raggiungibile restando seduti, per attivare la modalità Pedal del Monarch, tranne quando si desiderano prestazioni esaltanti o si cercano continui rilanci nei tratti di leggera salita. Il carro spiana bene il fondo arrivando quasi a non far percepire le asperità più piccole.

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In curva

Il telaio è molto stabile nell’insieme e aiuta a mantenere bene la traiettoria in curva, grazie anche al carro compatto. In modalità Low l’angolo di sterzo più aperto impigrisce un po’ la Decree, per fortuna però che il basso movimento centrale aiuta a mantenere una risposta rapida ai comandi del biker. Viceversa, sfruttando la modalità High si ottiene invece uno sterzo più reattivo ma anche un movimento centrale più alto. Nel contesto specifico noi l’abbiamo preferita in modalità Low.

In salita

Pur non sfoggiando un peso piuma, la Decree 3 se la cava bene in salita attivando la modalità Pedal dell’ammortizzatore, anche se in quelle caratterizzate da pendenze più estreme si sente la mancanza di una corona più piccola. La rigidezza strutturale comunque aiuta molto, anche quella delle ruote dotate di 32 raggi montate di serie, consentendo al mezzo di salire a ritmi inaspettati.

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Anche in questo contesto abbiamo preferito la Decree 3 in modalità Low; pur avendo, così, un angolo di sterzo che non gradisce le basse velocità, abbiamo però usufruito di un baricentro più basso, utile ad affrontare i passaggi più tecnici in salita senza avere particolari doti di equilibrismo.

In discesa

Angoli così decisi rendono la discesa in sella alla Decree un vero e proprio divertimento. La sospensione assorbe bene le asperità anche più marcate e la bici mantiene molto stabilmente le alte velocità regalando una sicurezza extra. Non si ha, in sostanza, mai la sensazione che la corsa inferiore del carro non sia all’altezza di quella superiore della forcella. L’utilizzo del Monarch RT3 DebonAir aiuta a sfruttare l’intera corsa anche con valori elevati di pressione e senza particolari rischi di raggiungere il finecorsa.

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Nelle sezioni più ripide e guidate abbiamo avvertito il limite delle ruote dal canale di larghezza ridotta, percependo una certa indecisione negli appoggi più critici a causa dell’elevata deriva dei fianchi delle gomme. Chi, inoltre, è abituato ad un approccio più irruento in ambito all mountain, sarà propenso a sostituire le coperture con un modello più aggressivo, come potrebbero essere le Hans Dampf restando in casa Schwalbe.

A questo livello di prezzo ci saremmo forse aspettati un impianto frenante di fascia adeguata, ad ogni modo gli Shimano Deore, pur non brillando particolarmente, hanno dimostrato un buon feedback alle sollecitazioni, lasciando pienamente attiva la sospensione in fase di frenata

Conclusioni

Staccandosi dallo schema di sospensione Equilink, che pur continua a caratterizzare le altre sue full suspension, Felt propone con la Decree una mountain bike che secondo noi rappresenta l’anello di congiunzione tra il mondo trailride e quello enduro. I risultati ottenuti sono molto soddisfacenti e la collocano di diritto in una fascia di mercato tra le più agguerrite, dove il biker è alla ricerca di un mezzo ancora in grado di far divertire in salita, oltre che in discesa.

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