In test: Corratec Inside Link 10Hz 140 X




Corratec è un marchio tedesco da oltre venti anni rimasto fedele alle proprie radici, visto che la ricerca, lo sviluppo, la progettazione e la maggior parte della produzione avviene presso la sua sede situata nelle Alpi Bavaresi, un territorio che offre sicuramente una location ideale per testare accuratamente le sue mountain bike prima di offrirle al cliente finale. Abbiamo avuto recentemente la possibilità di testare una delle sue ultime creazioni, di cui vi descriveremo adesso le nostre impressioni.

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Descrizione

La gamma Inside Link 10Hz 140 va ad inserirsi nel segmento delle mountain bike del marchio tedesco votate all’all mountain. Basata sulla piattaforma Inside Link in combinazione con la tecnologia 10Hz, il modello 140 è declinato in tre allestimenti, di cui la versione X rappresenta il top di gamma.

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La costruzione del telaio, in alluminio, si basa sulla tecnologia HCT (Hollow Core Technology). Corratec non ne parla molto sul proprio sito, limitandosi ad evidenziarne l’impiego per il carro, il movimento centrale e l’attacco dell’ammortizzatore in sostituzione delle consuete fazzolettature di rinforzo per questi ambiti, con l’obiettivo, a detta del produttore, di ridurre i pesi ed incrementare la stabilità. Il passaggio di cavi, guaine e tubazioni è esterno al telaio, ad eccezione del cavo del comando remoto di un eventuale reggisella telescopico, per il quale è stato previsto l’instradamento interno al piantone tramite una porta di accesso in prossimità del movimento centrale.

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Lo schema di sospensione adottato è l’Inside Link di proprietà del marchio tedesco. Si basa in sostanza su un virtual pivot che in questo modello viene combinato con il sistema 10Hz che due anni fa vedemmo in anteprima ad Eurobike 2014 e che prevede l’adozione di un elastomero posto alla base dello stelo dell’ammortizzatore, in corrispondenza del suo attacco al tubo orizzontale. Secondo Corratec, questo elemento supplementare avrebbe l’obiettivo di ridurre le vibrazioni esterne, come quelle causate dall’azione sui pedali, prima che queste arrivino all’ammortizzatore.

Il sistema deriva da uno studio durato circa quattro anni e portato avanti anche con l’ausilio della telemetria, che secondo Corratec avrebbe dimostrato che gli ammortizzatori ad aria, a causa dei loro attriti interni, perdono sensibilità quando le sollecitazioni esterne sono in numero superiore o uguale a 10 al secondo (da cui il termine 10Hz) e queste sollecitazioni si tramutano in vibrazioni che si scaricano sul biker attraverso il telaio e il manubrio. L’elastomero dovrebbe farsi quindi carico di gestire tutte le sollecitazioni rientranti in quest’ordine.

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Per le sospensioni, Corratec ha scelto in casa RockShox, dotando la Inside Link 10Hz 140 X di una forcella Revelation RLT con comando remoto al manubrio per il bloccaggio.

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L’ammortizzatore invece è il Monarch RT DebonAir, dotato quindi di una costruzione più voluminosa della parte pneumatica per favorire una maggiore sensibilità nella prima parte della sua corsa. E’ provvisto di regolazione della frenatura in compressione sulla posizione “Aperta” o “Chiusa”, tramite l’apposita leva, oltre che del ritorno.

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Le ruote sono a marchio ZZYZX. Troviamo il modello Cross Attack con 28 raggi ciascuna e canale interno da 23 millimetri. Le coperture di serie sono le Continental X-King mentre noi abbiamo trovato montate le Mountain King, orientate sicuramente ad un utilizzo più aggressivo. Sia ruote che gomme sono tubeless ready, quindi immediatamente convertibili per un utilizzo senza camera d’aria.

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La trasmissione è a doppia corona. Una Shimano Deore XT completa a 11 velocità con guarnitura 36/26T e cassetta 11-40T.

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Anche i freni sono Shimano Deore XT, con dischi da 180 millimetri su entrambe le ruote.

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Posto guida ancora a marchio ZZYZX per il manubrio da 740 millimetri, l’attacco estremamente corto ed il reggisella, purtroppo non di tipo telescopico. La sella, infine, è a marchio Corratec.

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Specifiche (tra parentesi i componenti trovati per il test)

Telaio: Alluminio HCT triple butted
Escursione ant.: 140 mm
Escursione post.: 140 mm
Forcella: RockShox Revelation RLT
Ammortizzatore: RockShox Monarch RT DebonAir
Comandi: Shimano Deore XT M8000, 11v
Cambio: Shimano Deore XT M8000
Guarnitura/movimento centrale: Shimano Deore XT M8000, 36/26T / Press fit
Cassetta pignoni: Shimano Deore XT M8000, 11-40T, 11v
Catena: Shimano HG 700
Freni: Shimano Deore XT M8000, 180/180 mm
Ruote: ZZYZX Cross Attack, 23c, 15×100 mm/12×142 mm, 28 x 2 mm
Coperture: Continental X-King 27.5 x 2.4″ (Continental Mountain King 27.5 x 2.4″)
Manubrio: ZZYZX 6 Series, 740 mm width, 15 mm rise
Attacco manubrio: ZZYZX AM 6 Series, 50 mm
Serie sterzo: semi integrata, tapered
Reggisella: ZZYZX SP-619
Sella: Corratec Cro-Mo
Peso: 13,1 kg
PREZZO: € 3.999,00

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Geometrie

Taglie disponibili: 42/47/52 cm
Orizzontale virtuale: 58,1/59,4/61,5 cm
Angolo sterzo: 67°
Angolo piantone: 74,5°
Tubo sterzo: 11,5/12/13 cm
Carro posteriore: 44 cm
Passo: 113,3/115,2/117,4 cm

Info: www.corratec.com

Il test

In sella

Pur essendo il telaio privo di instradamenti interni per guaine e tubazioni, Corratec ha fatto il possibile per dare una parvenza di ordine all’insieme, e in effetti ci è riuscita bene realizzando il passaggio al di sotto del tubo obliquo, tra l’altro ben supportato dai fermaguaine di buona qualità. Vista la presenza del passaggio interno al piantone, avremmo apprezzato la dotazione di un reggisella telescopico, quantomeno per questa versione top di gamma. In ogni caso sarà opportuno valutarne l’upgrade in fase di acquisto. Manca anche il batticatena.

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Non condividiamo neanche la scelta della misura per le corone adottate, visto che il peso non trascurabile del mezzo secondo noi poco si abbina alla corona “piccola” da 26 denti per quei biker non particolarmente allenati. Abbiamo invece apprezzato la presenza dell’attacco per un tendicatena così come la possibilità di rimuovere il supporto del deragliatore nel caso in cui ci si senta in vena di monocorona.

Come di consueto per le sospensioni RockShox, per la regolazione dei SAG siamo supportati dalla presenza della scala graduata sullo stelo di forcella ed ammortizzatore. La forcella, inoltre, reca una pratica etichetta adesiva che fornisce i primi riferimenti dei valori di pressione in funzione del peso del biker, in modo da avere una buona base di partenza. Sull’ammortizzatore, infine, sono facilmente accessibili i registri di regolazione della compressione e del ritorno.

In pianura

Sul piano l’Inside Link 10Hz 140 X risponde alla spinta sui pedali in maniera a dir poco gratificante. Non si sente la mancanza di una piattaforma stabile di pedalata e se ci fosse non l’avremmo comunque attivata, visto che la sospensione risponde in maniera pronta anche alle piccole asperità sul fondo, mentre se si impattano quelle più rilevanti non ci si scompone, continuando indisturbati l’azione di pedalata.

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In curva

Nell’affrontare le curve la Inside Link 10Hz 140 X sembra patire un po’ l’angolo di sterzo aperto ed il passo non dei più contenuti, per questo motivo nei sottoboschi più tortuosi a volte non appare molto pronta alle basse velocità. Anche il peso gioca un po’ a sfavore per cui bisogna poter accelerare per ritrovare l’agilità che occorre. In aiuto arriva l’attacco manubrio estremamente corto e la rigidità del telaio che agevolano nel districarsi nei tratti più guidati.

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In salita

Abbiamo già detto la nostra opinione sulla rapportatura disponibile. In effetti chi non è abbastanza allenato sentirà la mancanza di una corona più piccola della 26T nell’affrontare i tratti più ripidi. In ogni caso nei tratti in salita dal fondo più dissestato, dove conviene spingere sui pedali rimanendo in sella, non si è mai avvertita la mancanza di una frenatura in compressione per l’ammortizzatore.

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Con l’ammortizzatore completamente aperto si sale che è un piacere. La bici non tende a sedersi su se stessa e invoglia a continui rilanci nascondendo in gran parte il proprio peso, con la sospensione che copia bene il fondo restando aperta sotto la spinta sui pedali e l’ammortizzatore che continua a lavorare nella zona di SAG senza far avvertire sgradite oscillazioni. Oscillazioni che invece si avvertono lievemente se ci si alza sui pedali nell’affrontare salite su asfalto o dal fondo compatto, laddove sarà forse il caso di bloccare l’ammortizzatore. Con le gomme previste di serie, comunque, si guadagna ancora qualcosa vista la scorrevolezza.

In discesa

L’Inside Link 10Hz 140 X affronta le velocità più elevate con una stabilità esemplare, grazie all’angolo di sterzo aperto e al passo rilevante. Il mezzo si scompone molto difficilmente, con le sospensioni che mantengono sempre un’elevata sensibilità nell’assorbimento degli urti. Il Monarch RT DebonAir favorisce lo sfruttamento dell’intera corsa anche con valori elevati di pressione ed è molto difficile raggiungere il finecorsa.

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Il mezzo invoglia ad aggredire le discese più tecniche e in caso di errori nella guida il telaio non ha mai mostrato sgradite reazioni elastiche. E’ pur vero che sulla bici in test abbiamo trovato come coperture le Continental Mountain King invece delle X-King previste di serie e dal piglio meno gravity, per cui in fase di acquisto sarà il caso di valutare se mantenere le gomme previste nell’allestimento, a favore quindi di una maggiore scorrevolezza, o preferire qualcosa di più aggressivo come quelle da noi utilizzate in test.

Anche in fase di frenata la bici non si scompone, con la sospensione che non si irrigidisce. Avremmo solo apprezzato in alcune situazioni un disco di diametro maggiore all’anteriore.

Conclusioni

L’Inside Link 10Hz 140 x si è dimostrata sul campo un mezzo da all mountain dal carattere determinato e polivalente, dotato di una sospensione eccellente dal punto di vista funzionale. Una bici di cui si può ancora godere in salita pur offrendo in discesa tutto il divertimento che ci si aspetta, tenendo bene in mente comunque le escursioni in gioco.

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