E’ incredibilmente vasta la gamma che BH propone per l’XC/Marathon, costituita da ben 21 modelli tra front e full. La proposta full suspended si chiama Lynx Race, che abbiamo già avuto modo di testare in passato in una versione in alluminio. L’azienda spagnola ci ha poi inviato anche una versione in carbonio che abbiamo prontamente sottoposto ad un nuovo test.

Descrizione

Come già anticipato in apertura, la Lynx Race rappresenta la proposta del brand spagnolo per il Cross Crountry/Marathon, offrendo 100 mm di corsa ad entrambe le ruote ma con delle quote geometriche che strizzano l’occhio anche al semplice appassionato di escursionismo alla ricerca della sicurezza che solo una biammortizzata è in grado di offrire nell’affrontare percorsi anche di un certo livello di impegno. Nella gamma Lynx Race, la versione RC Carbon Fox Rhythm rappresenta la proposta più economica tra le quattro in carbonio. Sono previste comunque anche tre versioni con telaio in alluminio.

Il team KMC EKOÏ SR Suntour di Coppa del Mondo ha svolto un fondamentale lavoro di collaborazione con BH per arrivare alla realizzazione della Lynx Race, con l’obiettivo di proporre una piattaforma full suspended in grado di essere un valido compromesso tra la reattività racing della Ultimate 29, front da XC, ed il comfort e l’aggressività della Lynx 4.8 da trailride.

La versione in test si fregia di un telaio in carbonio monoscocca che sfrutta una tecnologia di stampaggio al carbonio HCIM che BH già utilizza sui telai top di gamma da strada, con il controllo e l’ottimizzazione degli spessori nelle varie parti del telaio.

Il passaggio di cavi e guaine è interno al telaio, ad eccezione della parte terminale della tubazione del freno posteriore, esterna al carro. Oltre ai mozzi Boost è previsto anche l’attacco di tipo Direct Mount per un deragliatore anteriore, così come quello per un eventuale guidacatena. BH ha previsto, infine, anche il passaggio interno per il cavo di attuazione di un eventuale reggisella telescopico e la compatibilità con la trasmissione elettronica Shimano Di2.

Lo schema di sospensione si basa sul classico Split Pivot derivato dai modelli da trailride del marchio spagnolo e posizionato tra foderi superiori ed inferiori, coassialmente al mozzo posteriore, con l’aggiunta di un fulcro principale fondamentalmente allineato al movimento centrale. L’obiettivo di questo schema è quello di svincolare il lavoro della sospensione dall’azione frenante e ridurre l’influenza della pedalata sul lavoro della sospensione.

La Lynx Race RC Carbon Fox Rhythm adotta una forcella Fox 32 Rhythm Grip Lock, con cartuccia Grip e regolazioni esterne per il ritorno e per la compressione, in quest’ultimo caso su due posizioni: FIRM (bloccaggio totale) e OPEN (idraulica completamente aperta).

L’ammortizzatore è invece di casa RockShox. Troviamo il Monarch RT, con regolazioni esterne per il ritorno e per il blocco.

Le ruote sono realizzate direttamente da BH. Troviamo le Lite con cerchio in alluminio tubeless ready, 28 raggi a spessore costante e mozzi Boost. Coperture a marchio Michelin, con le Wild Race’R nel formato 29 x 2.25″ ed anch’esse tubeless ready, quindi pronte per un utilizzo senza camera d’aria.

La trasmissione è una 2×11 ed è un misto tra Shimano e FSA. Del brand giapponese troviamo un cambio Deore XT con comandi, deragliatore e cassetta pignoni SLX, quest’ultima avente pignoni 11-42T. La guarnitura invece è una FSA Comet con corone 36/26T.

Come impianto frenante abbiamo un entry level Shimano Deore con dischi differenziati da 180/160 mm.

Posto guida quasi interamente a marchio BH. Troviamo, infatti, un manubrio BH Lite da 740 mm di larghezza in accoppiata ad un attacco BH Lite da 80 mm di lunghezza e con manopole a singolo collare di bloccaggio.

Anche il reggisella è a marchio BH e poggia sulla sella Kappa dell’italiana Prologo.

Specifiche

Telaio: Carbonio monoscocca
Escursione ant.: 100 mm
Escursione post.: 100 mm
Forcella: Fox 32 Rhythm Grip Lock
Ammortizzatore: RockShox Monarch RT
Comandi cambio: Shimano SLX M7000, 11v
Deragliatore: Shimano SLX M7000
Cambio: Shimano Deore XT M8000
Guarnitura/Movimento centrale: FSA Comet, 36/26T / Press-fit
Cassetta pignoni: Shimano SLX M7000, 11-42T, 11v
Catena: FSA Team Issue
Freni: Shimano Deore M6000, 180/160 mm
Ruote: BH Lite, 15×110 mm/12×148 mm, 28 raggi da 2 mm
Coperture: Michelin Wild Race’R, 29 x 2.25″
Manubrio: BH Lite Flat, 740 mm larghezza
Attacco manubrio: BH Lite, 80 mm lunghezza
Manopole: BH Lock-on
Serie sterzo: BH SL
Reggisella: BH Lite
Sella: Prologo Kappa
Peso: 13,3 kg (taglia M, senza pedali)
PREZZO: € 3.499,90

Geometrie

Taglie disponibili: S-M-L-XL
Tubo sella: 410-440-480-530 mm
Orizzontale virtuale: 571-599-622-644 mm
Angolo sterzo: 68,5°
Angolo piantone: 73,5°
Tubo sterzo: 100-110-125-140 mm
Carro posteriore: 425 mm
Reach: 398-423-442-460 mm
Stack: 585-594-6008-622 mm
Passo: 1.096-1.124-1.149-1.172 mm

Info: www.bhbikes.com

Il test

In sella

Il posizionamento in sella non è prettamente XC ma a noi non è dispiaciuto. Chi vorrà, comunque, sfruttare la Lynx Race esclusivamente in tale ambito forse troverà il manubrio leggermente largo. Si apprezza il generoso batticatena e la presenza del morsetto stringisella a leva, del quale però ci si può sbarazzare se si decide di adottare un reggisella telescopico, vista la compatibilità offerta da BH.

Per la regolazione del SAG della forcella si può fare riferimento alla guida, seppure in lingua inglese, presente sul sito Fox, dove sono indicati i valori di pressione consigliati in funzione del range di peso del biker. Utilizzando queste indicazioni di partenza ci siamo trovati bene fin dalla prima uscita, applicando poi opportuni affinamenti sul campo in funzione del percorso. Per il SAG dell’ammortizzatore, invece, ci si può avvalere esclusivamente della scala graduata presente sul suo stelo, vista l’assenza di ulteriori supporti.

In pianura

Pur non trovandoci in sella ad un mezzo dal peso particolarmente contenuto, la risposta alla spinta sui pedali rimane entusiasmante, in forza di un telaio rigido e di coperture molto scorrevoli.

In questo contesto anche la sospensione svolge bene la sua parte, non subendo particolari influenze dalla pedalata, per questo non ci ha fatto sentire la mancanza di una frenatura in compressione per l’ammortizzatore, regalandoci così un comfort elevato.

In curva

Pur avendo un angolo di sterzo non prettamente XC la Lynx Race risponde con prontezza ai cambi di direzione, sfruttando il carro estremamente compatto e ancora una volta l’ottima rigidità torsionale del telaio.

All’aumentare della velocità l’angolo di sterzo abbastanza aperto per la categoria consente di affrontare in sicurezza le curve più ostiche, in questi casi si fa solo un po’ sentire la mancanza di una copertura dal battistrada più aggressivo, sebbene le Wild Race’R sfruttino un disegno rotondo che facilita nei cambi di direzione.

In salita

Il notevole rendimento in pedalata cancella parte del peso della Lynx Race, che non è particolarmente contenuto per un mezzo da XC/Marathon. Si può guadagnare ancora qualcosa operando una conversione in tubeless delle coperture, visto che sia queste ultime che le ruote la supportano.

Grazie, inoltre, alla corona da 26 denti ci si arrampica praticamente dappertutto ma viene in aiuto anche il carro robusto e la sospensione che assorbe bene le asperità, anche le più marcate, senza mai farci sentire l’esigenza di una frenatura della compressione dell’ammortizzatore.

In discesa

Se è vero che le gare si vincono in salita, è altrettanto vero che si possano poi buttare via in discesa. La Lynx Race in questi frangenti non fa avvertire i consueti limiti di una piattaforma Cross Country, questo grazie a quote geometriche non troppo votate all’XC che insieme all’ottimo lavoro svolto dalla sospensione consentono di elevare non poco i margini di sicurezza, con un comfort al di sopra delle aspettative, trovando i propri limiti nelle gomme non particolarmente votate alle discese più impegnative, per cui a seconda dell’uso che si farà della Lynx Race si potrà valutare se mantenerle o sostituirle con coperture dalla tassellatura più aggressiva.

I freni non brillano particolarmente per potenza portandoli al limite, tuttavia non hanno mai inficiato il lavoro della sospensione.

Conclusioni

La Lynx Race è una realizzazione di notevole qualità che offre quello che il biker medio può desiderare da una full, ovvero una piattaforma né troppo leggera e nervosa nelle geometrie, né troppo gravity e pigra in salita e nei singletrack. Un’interpretazione del segmento XC in grado di dare libero sfogo in uno sconfinamento trailride mantenendo elevati margini di sicurezza e di divertimento.