In test: BH Lynx Race Alu Fox

BH (Beistegui Hermanos – I fratelli Beistegui) è un’azienda spagnola che affonda le proprie radici nel lontano 1909, quando fu fondata ad Eibar per la produzione di pistole. A seguito della prima guerra mondiale, nel 1919 l’azienda passò alla produzione di biciclette. Produzione che poi negli anni si è estesa un po’ a tutte le discipline delle due ruote a pedali, compresa ovviamente la mountain bike, nel cui catalogo spazia dai modelli da cross country a quelli da enduro. Lo scorso autunno ha presentato la nuova Lynx Race, per un uso XC/marathon, che recentemente abbiamo avuto modo di testare in maniera approfondita.

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Descrizione

Come anticipato in apertura, la Lynx Race è pensata per un utilizzo XC/marathon, con i suoi 100 mm di escursione ad entrambi gli assi, rivolgendosi quindi all’agonista, sia esso del cross country che delle granfondo/marathon, ma anche al semplice appassionato che desidera giovarsi del comfort e della sicurezza in più offerta da una full suspension rispetto ad una front, nell’affrontare i tracciati non particolarmente gravity ma comunque tecnici ed impegnativi. Nella gamma Lynx Race, la versione che abbiamo avuto in test va a collocarsi al top della gamma offerta con telaio in alluminio. Previste, ovviamente, anche delle versioni con telaio in carbonio.

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Per la realizzazione della Lynx Race, i progettisti di BH hanno lavorato a stretto contatto con gli atleti del team BH Suntour KMC di Coppa del Mondo, Maxime Marotte, Victor Koretzky e Jordan Sarrou,  per riuscire a trovare un buon compromesso tra la Ultimate 29, front da XC, e la Lynx 4.8, ovvero la trailbike da 120 mm del marchio spagnolo. Il risultato di questa collaborazione è stato appunto la Lynx Race, con la quale BH vuole quindi offrire una piattaforma full in grado di coniugare la reattività propria di una front con il comfort e l’aggressività di una full.

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Un telaio, quindi, in alluminio che si fregia del passaggio di cavi, guaine e tubazione freno interno al triangolo principale. La Lynx Race sfrutta, inoltre, per l’asse posteriore il mozzo Boost, oltre che per una maggiore rigidezza della ruota, anche per creare maggior spazio a coperture di più ampia sezione e garantire anche la compatibilità con ruote 27.5+. E’ previsto l’attacco di tipo Direct Mount per un deragliatore anteriore, così come quello per un eventuale guidacatena. Presente, infine, anche il passaggio interno per il cavo di attuazione di un eventuale reggisella telescopico.

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Per il suo schema di sospensione, la Lynx Race prende spunto dalla piattaforma della Lynx 4.8. Sfrutta, quindi, uno Split Pivot posizionato tra foderi alti e bassi e coassiale al mozzo posteriore con l’aggiunta di un fulcro principale fondamentalmente allineato al movimento centrale. In tal modo lo Split Pivot riesce a svincolare il lavoro della sospensione dall’azione frenante mentre il fulcro principale riduce l’influenza della pedalata sulla sospensione.

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La forcella è una Fox 32 Step Cast Performance Elite, presentata recentemente da Fox, con cartuccia FIT4 e regolazioni esterne per il ritorno e per la compressione, in quest’ultimo caso su tre posizioni: FIRM (bloccaggio totale), MEDIUM (piattaforma stabile di pedalata, con la sospensione pronta comunque ad assorbire gli urti di maggiore entità), OPEN (idraulica completamente aperta).

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L’ammortizzatore è invece il Fox Float Performance, dotato delle stesse regolazioni esterne della forcella.

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Al manubrio è presente un comando remoto per l’impostazione simultanea per forcella ed ammortizzatore della regolazione della frenatura in compressione.

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Le ruote sono realizzate in casa BH. Troviamo le Evo Alu Tubeless, con cerchio in alluminio e 28 raggi a spessore differenziato e profilo piatto. Le gomme sono le Michelin Wild Racer Advanced Gum-X Tubeless Ready, nel formato 29 x 2.10″.

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La trasmissione è quasi interamente Shimano Deore XT a 11 velocità e con cassetta pignoni 11-40T. Solo la guarnitura è una Rotor Rex 30, monocorona da 30T.

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Anche i freni sono Shimano Deore XT, con rotori da 180 mm anteriore e 160 mm posteriore.

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Il posto guida è quasi completamente realizzato in casa BH. Troviamo, infatti, il manubrio S-Lite Riser da 740 mm di larghezza, l’attacco S-Lite da 80 mm di lunghezza, con reggisella e manopole anch’esse del produttore spagnolo, queste ultime di tipo lock-on. Solo la sella è dell’italiana Prologo, troviamo infatti la Scratch X8.

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Specifiche

Telaio: Alluminio
Escursione ant.: 100 mm
Escursione post.: 100 mm
Forcella: Fox 32 SC Performance Elite
Ammortizzatore: Fox Float Performance
Comandi: Shimano Deore XT
Cambio: Shimano Deore XT
Guarnitura/Movimento centrale: Rotor Rex 30, 30T, PF 92
Cassetta pignoni: Shimano Deore XT, 11-40T, 11v
Catena: FSA
Freni: Shimano Deore XT, 180/160 mm
Ruote: BH Evo Alu Tubeless, 15×100 mm/12×148 mm, 28 raggi x 2/1.8/2 mm
Coperture: Michelin Wild Racer Advanced Gum-X TL-Ready, 29 x 2.10″
Manubrio: BH S-Lite Riser, 740 mm width, 15 mm rise
Attacco manubrio: BH S-Lite, 80 mm
Manopole: BH Lock On
Serie sterzo: BH Super Lite
Reggisella: BH Super Lite
Sella: Prologo Scratch X8
Peso: 12,7 kg (taglia M, senza pedali)
Colori disponibili:
PREZZO: € 2.999,90

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Geometrie

Taglie disponibili: S-M-L-XL
Orizzontale virtuale: 571-599-622-644 mm
Angolo sterzo: 68,5°
Angolo piantone: 73,5°
Tubo sterzo: 100-110-125-140 mm
Carro posteriore: 425 mm
Reach: 398-423-442-460 mm
Passo: 1.096-1.124-1.149-1.172 mm

Info: www.bhbikes.com



Il test

In sella

Per la regolazione del SAG di entrambe le unità ammortizzanti è possibile fare riferimento alla guida, seppure in lingua inglese, presente sul sito Fox, dove sono indicati i valori di pressione consigliati in funzione del range di peso del biker. Peso che, ci teniamo a ribadire, deve tener conto di ciò che si indossa, quindi oltre all’abbigliamento anche il casco, le scarpe e l’eventuale zaino. Sfruttando queste indicazioni come valori di base ci siamo trovati bene fin dalla prima uscita, applicando poi opportuni affinamenti sul campo in funzione del percorso.

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Il posizionamento in sella è perfetto, con la seduta che abbiamo trovato comoda per l’ambito di utilizzo. Si apprezza la presenza del morsetto stringisella a leva, del quale però ci si potrà disfare nel caso in cui si voglia adottare un reggisella telescopico.

Per un utilizzo race il manubrio potrebbe forse essere un po’ più stretto, ma dipende anche dalle preferenze personali. Per un utilizzo non agonistico noi lo lasceremmo così com’è, valutando anche l’eventuale uso di un reggisella telescopico, vista la predisposizione del telaio per il passaggio interno del suo cavo di attuazione.

In pianura

Nonostante il peso non sia particolarmente contenuto, la risposta alla spinta sui pedali è davvero esaltante. La Lynx Race sfoggia un telaio estremamente rigido che consente delle accelerazioni entusiasmanti, pur continuando a mantenere il controllo del mezzo dal momento che le forze indotte alla sospensione dall’energia impressa sui pedali sono davvero minime. Di questo si avvantaggia la sospensione, che assorbe bene anche le piccole asperità giovandosi così di un buon comfort di marcia.

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Si apprezza molto la presenza del comando remoto che agisce simultaneamente su forcella ed ammortizzatore. Una soluzione molto sfruttabile soprattutto quando si desidera rilanciare continuamente il mezzo con il supporto della piattaforma stabile di pedalata. In questi casi, inoltre, si è ben assistiti dalla notevole rigidità dimostrata dalle ruote nonché dalle gomme dotate di battistrada scorrevole.

In curva

Grazie al carro estremamente compatto, sui sentieri stretti e tortuosi con continui cambi di direzione c’è davvero da divertirsi, per come risponde bene la Lynx Race ai comandi. Grazie alla rigidezza dell’insieme e al funzionamento della sospensione, la bici offre validi compromessi, non facendo quindi avvertire né la tipica nervosità di un mezzo XC racing né la pigrizia di una full da alte velocità.

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L’angolo di sterzo non molto verticale, inoltre, aiuta a gestire la Lynx Race all’aumentare della velocità. Sorprende non poco, infatti, l’agilità dell’avantreno per come consente di cambiare rapidamente la direzione all’occorrenza.

In salita

Nonostante il peso non trascurabile, il rendimento in pedalata della Lynx Race le consente di arrampicare a ritmi elevati, lasciandosi anche rilanciare in piedi sui pedali. Ciò anche in virtù del fatto che è possibile attivare la frenatura in compressione simultaneamente per entrambe le sospensioni, agendo semplicemente sul comando remoto al manubrio.

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Per le rampe più ripide la corona da 30 denti, seppure abbinata al pignone da 40, potrebbe non essere alla portata dei meno allenati. Chi non l’avesse ancora fatto, quindi, per guadagnare qualcosa potrà provvedere alla conversione in tubeless delle coperture, con conseguente alleggerimento delle masse rotanti.

In discesa

Con la Lynx Race i limiti del formato cross country si avvertono decisamente meno del solito, grazie ad un eccellente bilanciamento, a geometrie non troppo votate all’XC e ad una rigidezza strutturale che consente di poterla guidare senza incertezze o ostacoli nel mantenimento della traiettoria voluta. E’ una bici che ispira, infatti, una grande padronanza nella guida e il limite dato dall’escursione posteriore di tipo XC risulta meno avvertibile di quanto ci si aspetta.

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Viene quasi da pensare in certi momenti di essere alla guida di una trailbike, tanto il mezzo si fa condurre in scioltezza un po’ ovunque, chiaramente se non si esagera e si rimane rilassati nell’affrontare i tratti più impegnativi. All’occorrenza, inoltre, si riesce a rallentare con assoluta sicurezza, grazie all’efficiente Split Pivot e agli ottimi freni Deore XT.

Conclusioni

La Lynx Race Alu Fox è una moderna piattaforma XC/marathon che si fa apprezzare per un assemblaggio che non lascia niente a desiderare e che si presta a soddisfare le esigenze del biker che cerca nel mezzo la massima scorrevolezza, una buona capacità di arrampicata ed il comfort e la sicurezza nell’affrontare le discese, senza necessariamente doversi dotare di escursioni più elevate. Tutto questo, chiaramente, con i suoi dovuti limiti riguardanti le discese più tecniche, entro i quali la si potrà però sicuramente sfruttare con soddisfazione anche come trailbike.

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