In test: Alpina Mythos 3.0




Alpina è sinonimo di 33 anni di forte innovazione made in Germany, da sempre attenta ai dettagli, alla ricerca di nuove tecnologie e all’avanguardia in sicurezza e qualità. I suoi settori produttivi abbracciano sia il ciclismo che lo sci e riguardano caschi, occhiali, maschere e protezioni per la schiena. L’offerta caschi è notevole, sia in ambito strada che mountain bike, e per le ruote grasse spazia dall’XC al downhill. Tra di essi abbiamo testato il Mythos 3.0, un modello che si propone per un utilizzo dal trailride all’enduro.

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Descrizione

Il Mythos 3.0 si basa sulle tecnologie già sviluppate per i modelli Mythos 2.0 e Mythos 2.0 LE. Con esso, però, Alpina ha rivisto il disegno, donandogli una forma un po’ più spigolosa e più stretta, in linea con quelle che sono le attuali tendenze in ambito enduro.

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Un disegno, inoltre, che avvolge maggiormente la nuca, offrendo il 10% in più di protezione rispetto al suo predecessore, ma lasciando pressoché inalterato il peso finale. L’assenza di spigoli vivi, invece, garantisce una maggior sicurezza in caso di urti laterali.

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Il guscio interno è realizzato in Hi-EPS (Highly Expanded Polystyrene), un elevato numero di micro camere d’aria che hanno lo scopo di assorbire gli impatti. Il guscio esterno, in policarbonato, viene riscaldato ad alta temperatura ed impresso ad alta pressione direttamente sul corpo in Hi-EPS del casco, mediante tecnologia InMold. Il rivestimento esterno in ceramica, inoltre, garantisce la protezione dai graffi oltre che dai raggi UV.

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La calzata è garantita dal sistema Run System Ergo+, che utilizza due alette ai lati della rotella posteriore per la microregolazione.

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La chiusura Ergomatic avviene invece con un pulsante a sgancio rapido, azionabile con una sola mano.

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Per la ventilazione il Mythos 3.0 è dotato di ben 25 aperture mentre la visiera è fissa.

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Sul lato anteriore, inoltre, è posizionata una rete a protezione dagli insetti.

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Le imbottiture interne sono, infine, dotate di trattamento antibatterico e sono lavabili.

Il peso da noi rilevato, in taglia 52-57, è stato di 256 grammi. Il Mythos 3.0 è disponibile nelle taglie 52-57, 55-59 e 57-62 ed è offerto nei colori black-white-red, neon green-blue, white-silver, white-purple-titanium, black-blue, black-anthracite. E’ in vendita al prezzo di € 94,00.

Info: www.alpina-sports.com

Distributore per l’Italia: www.socrep.it

Il test

Per essere un casco pensato anche per l’enduro, il Mythos 3.0 si presenta con un peso abbastanza contenuto. Una leggerezza che si avverte non solo tenendolo tra le mani ma anche quando lo si indossa. Il casco avvolge bene la testa fino a scendere dietro la nuca e ci è piaciuto molto il suo look dalle linee morbide e avvolgenti e dalla forma non ingombrante rispetto ad altri simili caschi.

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Anche il Mythos 3.0, come molti altri caschi in commercio, presenta la caratteristica rotella in corrispondenza della nuca, utilizzata per regolare micrometricamente la larghezza della calzata, mentre per il corretto posizionamento in altezza si può sfruttare il posizionamento delle due alette sulla nuca. E’ regolabile anche la cinghia sottomento, dove troviamo un morbido sottogola che avvolge le parti eccedenti della cinghia evitando che arrechino quindi fastidio a contatto con la gola.

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Come di consueto per i caschi Alpina, la chiusura è affidata ad un sistema a cricchetto in combinazione con un pulsante di sgancio rapido, azionabile con una sola mano. Il sistema consente, inoltre, di regolare la chiusura su diverse posizioni, caratteristica sfruttabile ad esempio quando, nel corso di una lunga salita, si desideri allentare un po’ la chiusura oppure quando d’inverno si indossa un sottocasco che, andando a creare uno spessore tra casco e testa, necessita di mantenere la chiusura leggermente allentata, seppure in posizione sicura visto che finché non si preme il pulsante la chiusura rimane bloccata.

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Una volta ben regolato e chiuso, il Mythos 3.0 offre ottimi livelli di comfort senza far rilevare alcun punto di pressione. Allo stesso tempo sfoggia una buona stabilità anche nei tratti maggiormente sconnessi e percorsi ad alta velocità. Anche la ventilazione rimane su buoni livelli, nonostante l’ampia superficie di copertura offerta da questo casco; in effetti troviamo un buon numero di aperture al quale non siamo abituati per una tale destinazione d’uso e appare efficace il sistema studiato per il passaggio dell’aria.

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La visiera non è regolabile, tuttavia ci è sembrata correttamente collocata in una posizione neutra. Abbiamo apprezzato, inoltre, anche la presenza della piccola rete frontale per schermare dagli insetti.

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Il Mythos 3.0 rappresenta un’evoluzione del suo modello predecessore, Mythos 2.0. Modello che noi non abbiamo avuto occasione di provare per cui non siamo in grado di decantarne i miglioramenti, tuttavia siamo sicuramente in grado di confermare la notevole valenza del Mythos 3.0 che per alcuni potrà sembrare troppo leggero per un utilizzo in ambito enduro, ma che noi ci sentiamo di consigliare sicuramente per un uso dal trailride all’all mountain più aggressivo.

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