In test: Alpina Carapax




E’ davvero impressionante come sia vasta la gamma di caschi presente nel catalogo Alpina. L’azienda tedesca ha pensato proprio a tutte le discipline del ciclismo, con un focus particolare per la mountain bike. Tra le ultime novità si presenta il Carapax, un casco pensato per l’enduro che Alpina ci ha inviato per lo svolgimento di un test.

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Descrizione

Il Carapax presenta il disegno tipico dei caschi da enduro, con una più estesa zona protettiva per la nuca nella parte posteriore. Il guscio interno è realizzato in Hi EPS (Highly Expanded Polystyrene), un elevato numero di micro camere d’aria che hanno lo scopo di assorbire gli impatti. Il guscio esterno invece è in policarbonato, per garantire un’alta resistenza agli impatti e ai graffi. Il policarbonato viene riscaldato ad alta temperatura ed impresso ad alta pressione direttamente sul corpo in Hi EPS del casco.

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Sono presenti 17 ampie aperture per la ventilazione mentre frontalmente troviamo una retina di protezione dagli insetti. La visiera è regolabile in altezza su tre posizioni.

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Il sistema di ritenzione Run System Ergo Pro è stato progettato per garantire una regolazione millimetrica della calzata con la possibilità di regolare in altezza la parte posteriore, dotata di sistema di regolazione con la classica rotella. Il supporto posteriore del collo può essere, inoltre, regolato ulteriormente per quanto concerne l’angolazione, tramite il sistema Custom Fit, che consente di scegliere appunto diversi angoli di inclinazione. Per la regolazione delle cinghie, invece, il Carapax si giova del sistema Y-Clip. La chiusura avviene tramite il pulsante di blocco Ergomatic a sgancio rapido azionabile con una sola mano.

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Le imbottiture interne sono ovviamente rimovibili e con trattamento antibatterico. Il peso da noi rilevato è stato di 286 grammi.

Il Carapax è disponibile nei colori black-green, black-white-red, green, blue-pink-white, blue-white-yellow, blue-orange, black-red-darksilver, black-brown e nelle taglie 53-57 e 57-62. In vendita al prezzo di € 129,95.

Info: www.alpina-sports.com

Il test

Ispirato, nel disegno, ad un guscio di tartaruga, il casco Carapax di Alpina si presenta con un look aggressivo e si pone in evidenza per la profonda protezione offerta per la nuca, le ampie prese d’aria e la visiera regolabile.

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La regolazione del sottogola non è stata un’operazione difficile ma neanche molto rapida, vale la pena comunque prendersi tutto il tempo per arrivare ad avere una misura perfetta delle cinghie, che una volta regolate garantiscono un’ottima stabilità del casco anche nei tratti più veloci o in fase di salto. Una stabilità favorita anche dalla possibilità di regolare il supporto dietro al collo.

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Il comfort del Carapax è notevole. La struttura interna ci è apparsa meno rigida di altri caschi, con il vantaggio di avere un casco che si adatta meglio alla propria testa. Le imbottiture sono morbide nei punti più critici e le ampie prese d’aria favoriscono molto la ventilazione nel corso delle lunghe salite. Purtroppo proprio a causa di queste prese d’aria molto ampie abbiamo avuto qualche piccola difficoltà nell’installare una helmet camera o un faretto, visto che il Carapax manca anche di una specifica predisposizione a tale scopo.

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Abbiamo particolarmente apprezzato la presenza del pulsante di chiusura Ergomatic, trovandolo molto comodo soprattutto in questo periodo quando può capitare di dover indossare un sottocasco, ad esempio durante un lungo trasferimento su asfalto. In questi casi il sottocasco, seppure di spessore minimo, richiede solitamente una variazione della regolazione delle cinghie per evitare che le stesse risultino troppo strette. Con il Carapax non è necessario, basta infatti allentare di uno o due scatti il pulsante Ergomatic per avere una calzata più confortevole ed allo stesso tempo continuare a garantirsi una ritenzione efficace.

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Abbiamo apprezzato molto la possibilità di regolare la visiera in altezza su tre posizioni semplicemente spostandola con una mano, cosa che può tornare utile in base alle condizioni di luminosità. Ottima anche la scelta di utilizzare una retina frontale interna di protezione dagli insetti.

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Considerate le sue funzionalità ed anche il peso estremamente ridotto per la destinazione d’uso, il Carapax si rivela sicuramente un’ottima scelta per un utilizzo che va dal trail riding all’enduro.

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