In test: 6D Helmets ATB-1T




6D Helmets è un’azienda californiana che produce caschi sia per moto che per biciclette. La particolarità di questi caschi, però, sta nell’utilizzare un sistema, brevettato dalla stessa azienda e denominato ODS (Omni Directional Suspension), che prevede la presenza di una duplice calotta, due elementi tenuti insiemi da una serie di elastomeri dedicati all’assorbimento dell’urto, in modo da ridurre in modo significativo l’accelerazione angolare e l’energia che subisce la testa durante un impatto. Recentemente 6D Helmets ha realizzato un casco per un utilizzo dal trailride all’enduro che sfrutta questa tecnologia e che abbiamo avuto la possibilità di testare, seppure per un breve periodo.

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Descrizione

Un’innovazione tecnologica senza dubbio interessante quella che propone 6D Helmets, che va ad aggiungersi al sistema MIPS già utilizzato da diversi produttori ma che promette risultati migliori, come descritto nel seguente video:

Un sistema progettato, quindi, per meglio gestire l’energia cinetica che si sviluppa sulla testa e costituito da due rivestimenti in EPS separati da una serie di piccoli elastomeri in grado di deformarsi in qualunque direzione, consentendo quindi al sistema delle piccole deviazioni tridimensionali quando sottoposto ad un impatto. Queste capacità di spostamento in tutte le direzioni garantiscono un sistema a 6 gradi di libertà, condizione che si presenta quando si ha la possibilità di muoversi liberamente avanti/indietro, su/giù, sinistra/destra, in combinazione con la rotazione lungo i tre assi perpendicolari. E’ proprio a questa caratteristica che il produttore si è ispirato per la denominazione del marchio, appunto 6D Helmets.

Immagine

La differenza fondamentale rispetto ad un comune casco in EPS sta nel fatto che quest’ultimo è dotato di una calotta necessariamente rigida al fine di garantire la protezione dagli impatti di elevata intensità. Il rovescio della medaglia, però, è che in caso di impatti di media entità tale rigidità non è in grado di ridurre le sollecitazioni a carico della massa cerebrale, con conseguenti rischi per il biker.

Dopo aver introdotto il sistema ODS per un suo modello di casco integrale da downhill, 6D Helmets ha poi fatto lo stesso anche per le discipline meno gravity, presentando il modello ATB-1T, un casco pensato per un utilizzo dal trailride all’enduro.

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Il guscio dell’ATB-1T è realizzato in policarbonato, mentre i due rivestimenti in EPS sono sostituibili. Le imbottiture sono sottoposte a trattamento antibatterico e sono rimovibili per la pulizia.

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Le aperture per la ventilazione sono 15. La visiera è sia regolabile che rimovibile.

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La chiusura è affidata ad un sistema a clip magnetica, con la possibilità di regolare la lunghezza del sottomento e l’altezza della chiusura in corrispondenza della nuca.

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L’ATB-1T è compatibile con i vari tipi di maschere in commercio. Il peso da noi rilevato, in taglia 55-59, è stato di 497 grammi.

E’ disponibile nelle taglie 53-56, 55-59 e 59-62, ed è offerto nei colori bianco, arancio/grigio, blu/grigio, nero opaco, grigio/bianco, nero/giallo. E’ in vendita al prezzo di € 299,00.

Info: www.6dhelmets.com

Distributore per l’Italia: www.actionpower.it

Il test

Il casco ATB-1T presenta delle dimensioni leggermente al di sopra della media, questo per la presenza del doppio rivestimento in EPS, che rende il casco un po’ più ingombrante e più pesante rispetto agli altri modelli sul mercato.

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Il disegno del casco, con la sua generosa protezione in corrispondenza della nuca, tradisce la sua destinazione d’uso, prevista per un ambito dal trailriding aggressivo all’enduro. Ha una forma molto compatta ed avvolgente, senza la presenza di spigoli che possano risultare rischiosi in caso di impatto.

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La calzata ci è apparsa confortevole fin da subito, grazie alle generose imbottiture, che non generano fastidiosi punti di pressione, e alla regolazione micrometrica della chiusura in corrispondenza della nuca, che può essere personalizzata anche in altezza. A proposito di questo, è opportuno prendersi tutto il tempo necessario per personalizzare bene le varie regolazioni, visto che non ci sono apparse così intuitive. Anche la fascia sottomento ovviamente è regolabile, ma qui troviamo anche una pratica e funzionale clip magnetica di chiusura, facile da azionare anche con i guanti. Abbiamo avuto, invece, qualche difficoltà per quanto concerne la compatibilità con qualche modello di occhiale, mentre non abbiamo rilevato alcun problema con l’utilizzo di una maschera. In corsa si è dimostrato comunque molto stabile anche alle alte velocità ed abbiamo apprezzato la possibilità di variare la posizione della visiera.

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Da questo tipo di casco non ci si può certo aspettare il livello di ventilazione offerto da un casco da cross country, visto il maggior livello di protezione offerto in questo caso anche dalla presenza delle aperture di dimensione ridotta, che sul campo ci hanno fatto riscontrare comunque una ventilazione sufficiente, sebbene non abbiamo avuto modo di provarlo nelle giornate più calde, avendolo avuto in test per un periodo limitato.

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Al di là dei livelli di sicurezza più elevati che l’ATB-1T è sicuramente in grado di garantire e del relativo prezzo elevato, i limiti che noi abbiamo riscontrato nei pochi giorni che lo abbiamo avuto in test sono stati il peso e l’incompatibilità con alcuni modelli di occhiali. Per il primo può essere una semplice questione di abitudine, che però non abbiamo avuto il tempo di appurare, mentre per il secondo consigliamo, prima dell’eventuale acquisto, di poterlo provare con gli occhiali che di solito si utilizzano.

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