Winter Time – La preparazione secondo Andrea Tiberi: Ep. 2

    Secondo appuntamento della serie di video con la quale Andrea Tiberi, sulla sua pagina Facebook, descrive la propria preparazione in vista della nuova stagione. Ma sentiamo prima le sue parole:

    Quante cose ci sono da tenere in considerazione durante una preparazione… quando partire, quanto allenarsi, come allenarsi, dove allenarsi, che lavori fare adesso, che lavori fare tra un po’, come mangiare, quanto mangiare… e il fisico, sarà in quadro? Come sarà uscito dal periodo di riposo? Ci saranno forse tensioni da sistemare prima di ripartire oppure i primi carichi importanti ci avranno generato qualche sbilanciamento… un sacco di cose a cui pensare. 
    Nel bilancio di una preparazione non è facile gestire tutte le voci che entrano in gioco.. ma un buon punto di partenza è tenere sotto controllo, periodicamente, tutto ciò che è “misurabile”. Non è “tutto”. Ma è “molto”. Perchè le sensazioni contano e conteranno sempre ma i “dati certi” sono quelli su cui ci si può basare con fiducia per mettere dei paletti nel lungo percorso invernale. 
    Le cose da tenere sotto controllo sono essenzialmente quattro:
    – equilibrio dell’apparato muscolo-scheletrico
    – composizione corporea
    – stato di attivazione dei sistemi nervosi simpatico/parasimpatico
    – capacità funzionali.
    L’equilibrio dell’apparato muscolo-scheletrico è valutato con metodica osteopatica per individuare e correggere eventuali situazioni di disequilibrio. Essere “in quadro” è un punto di partenza fondamentale.
    La composizione corporea viene valutata attraverso il test BIA (bioimpedenziometria), che dà diversi dati sullo stato della composizione corporea (massa magra, massa grassa, densità ossea, ecc….) dello stato di idratazione intra/extra cellulare e su eventuali stati di infiammazione sistemica.
    Il bilanciamento tra i sistemi nervoso simpatico e parasimpatico ci fa capire quanto in quel momento il nostro corpo è “attivo”, pronto “alla lotta”, quindi alle gare, oppure ancora un po’ intorpidito dal periodo di riposo dell’off-season. Dovrebbe infatti esserci durante il periodo invernale una “crescita” dello stato di attivazione nervosa che va di pari passo alla preparazione fisica, che ci porti a trovarci “pronti” a livello nervoso per quelle che saranno le nostre prime gare stagionali, stato che poi tendenzialmente dovremmo mantenere per tutto il periodo delle gare se rimaniamo focalizzati sui nostri obbiettivi e teniamo il giusto assetto psico fisico. Ovviamente su questo aspetto influiscono tantissimo lo stress e gli stati emotivi che viviamo nella vita di tutti i giorni, è un parametro che torna utile soprattutto in prossimità delle gare per avere la certezza di essere pronti o se ci sia bisogno di lavorare su una maggiore attivazione. È anche indicatore, questo, di eventuali sconfinamenti in stati di sovrallenamento e conseguente necessità di recupero.
    Il test di valutazione funzionale, e più volgarmente chiamato “test di soglia”, è la valutazione che mi dà un’indicazione del mio stato di forma, ovvero i watt che in quel momento sono in grado di esprimere, e, rapportati al peso di quel momento, la potenza erogata dal mio “motore”. Da qui, oltre a ricavare il valore assoluto, si ricavano le varie fasce di riferimento per svolgere gli allenamenti: soglia aerobica e soglia anaerobica. Ma non solo, in base all’andamento delle varie fasi del test, saprò se dovrò lavorare più su una qualità piuttosto che un’altra, in base ai valori riscontrati e al periodo di riferimento.

    Inutile dire che per queste valutazioni è fondamentale scegliere qualcuno altamente preparato e ripetere possibilmente le valutazioni periodiche con le stesse persone, gli stessi apparecchi e gli stessi protocolli, in modo da ricavare parametri confrontabili tra loro e che possano costruire nel tempo uno “storico” dei propri valori, anche su più stagioni.
    Con il Dottor Massarini (il “Doc”) e Mattia (osteopata, chinesiologo e mio collega in Scienze Motorie), del Team di “Vitalia Salute”, il lavoro che svolgiamo è proprio questo.. 
    Si svolgono le varie valutazioni, si raccolgono i dati e si fa un piccolo “brain storming” per analizzare la situazione del momento e indirizzare al meglio il lavoro del periodo successivo. 
    Una cosa importante che ho imparato in carriera è che bisogna riuscire a costruirsi intorno a sè un team di persone che ci aiutino a gestire la mole di variabili che un atleta deve tenere in considerazione.. l’occhio e il parere “esterni” sono di grande importanza, in tutte le fasi della carriera, da quando si è giovani e immaturi a quando si è nell’età della maturità agonistica.”