Non è da tutti trovarsi catapultati nell’olimpo dei grandi della downhill. E’ quello che è accaduto a Davide Palazzari nell’ultimo anno ma il rider sardo ha mantenuto la testa sulle spalle e i risultati sono arrivati. E ancora giovane, però, e siamo convinti che di risultati ne arriveranno senz’altro degli altri.

Età: 24.

Vive a: Carbonia (CI) in inverno, Bludenz (Austria) in estate.

Musica preferita: prevalentemente HipHop, ma varia tantissimo in base all’umore e alle situazioni.

Hobby: motocross, skateboard, videomaking.

Percorso preferito: Schladming (Austria).

MTB-VCO: Ciao Davide, ci dici quando e perché hai cominciato ad andare in mountain bike?

Davide Palazzari: Ciao a tutti. Wow, tanto tempo fa, probabilmente da quando ho imparato ad andare in bici, dato che sono cresciuto guardando mio padre che è stato uno dei pionieri della downhill in Sardegna nei primi anni ’90. Quindi per rispondere velocemente direi più o meno 20 anni fa. Il perché… perché a vederlo fare sembrava fighissimo e da quando ho iniziato a stare su senza rotelle ho iniziato a provarci ed infatti era così!

MBV: Ti ricordi qual è stata la tua prima gara e com’è andata?

DP: Mah… sinceramente no… anche perché probabilmente è stata quando avevo circa 6-7 anni e alle gare regionali creavano delle categorie finte per farci correre su percorsi accorciati e facilitati ahahahahah. La prima “vera” gara è stata quando ho compiuto 13 anni e per la Federazione sono entrato in categoria Esordienti, non ricordo esattamente dove, ma dev’essere stato da qualche parte in Sardegna e probabilmente devo aver vinto o finito secondo, dato che eravamo massimo 3 o 4 che partecipavamo ahahahahaha.

Ricordo però la mia prima gara Nazionale a Pila nel 2008, ero talmente contento di poter girare con una seggiovia e non con i furgoni che il venerdì feci tipo 15-20 giri e il giorno della gara faticavo a reggermi in piedi! Chiusi 7° a un minuto e mezzo da Francesco Colombo che vinse il titolo Esordienti.

MBV: Il 2019 è stato un anno ricco di soddisfazioni per te. Sia a livello nazionale che internazionale, infatti, ti sei messo in evidenza portando a casa ottimi risultati. Partiamo dagli Europei in Portogallo a maggio, dove hai concluso nella top 20 chiudendo al 18° posto. Si poteva ottenere qualcosa di più?

DP: Sì, decisamente. Ma non ho grossi rimpianti per quella gara. Ho ricevuto la convocazione un’ora dopo la mia qualifica a Maribor e per me è stata la prima volta in trasferta con la Nazionale Italiana. Penso di aver patito un po’ il peso della maglia e di aver avuto così tante persone che erano lì per me a lavorare ed investire dei soldi. Inoltre anche io arrivando direttamente da Maribor avevo grosse aspettative. Ma è stato un risultato che mi ha aperto gli occhi e fatto capire quanti atleti forti ci siano e da non sottovalutare. Sicuramente mi è servito per il resto della stagione, e spero di essere riconvocato per il 2020.

MBV: Il mese successivo per un soffio non hai conquistato il titolo italiano a Sestola. 

DP: Quella l’ho sofferta. Sestola è sempre stata una pista su cui mi trovo bene e vado bene, ha anche una certa importanza dato che ho parecchi parenti nella zona che vengono a vedermi quasi sempre. La maglia Tricolore è un sogno che ho sempre avuto e che non ero neanche sicuro di poter raggiungere. Ma venendo dalle gare precedenti sapevo di avere una bella chance e sapevo anche con chi avrei dovuto giocarmela. Ho provato a fare un po’ di tattica il sabato scendendo tranquillo, ma lo stesso ha fatto anche lui, e Domenica ho dato tutto. Ho commesso un piccolo errore, ma comunque il gap finale è stato importante. Semplicemente Loris (Revelli – ndr) è stato più forte e l’ha meritato. E’ stato il primo titolo anche per lui e sono contento che sia stato premiato per essere stato il più forte in questi ultimi anni. Sicuramente ci riproverò l’anno prossimo!

MBV: Posto d’onore anche nella classifica finale del Circuito Nazionale Gravitalia, con 2 vittorie, e nell’iXS European Downhill Cup, con una vittoria all’Abetone.

DP: Molto contento di entrambe. La vittoria all’Abetone è stata speciale, in quanto è stata la mia prima vittoria al di fuori delle gare regionali. Poi… vincere la prima, ad un Europeo, in Italia, con tutti i miei amici lì di fianco alla hot seat è stato davvero unico. Una gran liberazione. Anche la prima vittoria in Gravitalia è stata molto bella. La pista era fantastica e mi sentivo molto veloce ed in un’ottima posizione per provare a vincere, ma quando te la giochi con Loris non sei mai sicuro. Inoltre a circa 10 minuti dalla nostra partenza ha iniziato a piovere, e dopo la partenza di Loris ha iniziato ancora più forte, e mentre guardavo la pista che si bagnava sempre di più ho pensato “fai finta di nulla, è questo il momento!”. Perciò sono molto contento di essere riuscito a vincere con un buon tempo, anche perché non sono mai stato né un grosso fan, né un mago del bagnato. Peccato non essere riuscito a prendere parte a tutti gli appuntamenti di entrambi i campionati, ma ci sono state davvero troppe concomitanze questa stagione. In ogni caso, onore a Simone (Medici – ndr) per una stagione di una costanza incredibile, ed a Constantin (Ruetsch – ndr) per dei risultati notevoli.

MBV: Nella Coppa del Mondo della Val di Sole hai dimostrato ottime prestazioni, segnando il miglior tempo nelle qualifiche bagnate e chiudendo al 12° posto finale, davanti a gente come Finn Iles, Gee Atherton e Luca Shaw. Ci racconti la tua gara?

DP: Oddio Val di Sole… Inizio dicendo che non mi assumo nessun valore o merito per quanto riguarda la qualifica. Ha iniziato a piovere 5 minuti prima dell’inizio delle qualifiche e sono stato il primo pilota a partire. Ho centrato un albero fortissimo con la spalla destra, senza cadere fortunatamente, ma l’impatto mi ha lasciato senza fiato per circa 20 secondi. Subito appena ripreso fiato mi sono accorto di avere la gomma posteriore a terra, ed ero appena passato dal primo split! Come sono arrivato ero arrabbiatissimo e me ne sono andato subito. Solo dopo circa un ora ho scoperto che ero secondo, ma solo perché la pista era diventata un inferno. Sono stato sfortunato, e fortunato. Il giorno dopo ero stranamente rilassatissimo, la pista la mattina scivolava tanto, ma sapevo che si sarebbe asciugata al momento della mia run. La mia partenza non arrivava più, i tempi televisivi per gli ultimi rider sono immensi e quando ero convinto che toccasse a me mancava ancora più di mezz’ora! Sono stato dietro al cancelletto per quasi 4 minuti e ho pensato tanto e alla fine mi sono detto: “l’anno scorso avresti fatto carte false anche solo per qualificarti, ora sei qui, penultimo a partire, in Val di Sole, la pista che hai sempre temuto, in Diretta TV. GODITELA“. Sono partito malissimo, ma sapevo che su quella pista conta prima di tutto arrivare in fondo, ho cercato di spingere il più possibile mantenendo un po’ di energie per la fine, ma non ci sono riuscito ahahhahah. A un minuto e mezzo dalla fine ero veramente finito, tant’è che ho iniziato ad andare più forte perché non riuscivo più a frenare quanto volessi. Il tifo giù in fondo è stato assurdo e come mi sono girato e ho letto 12° volevo solo piangere. Una top 20 in Coppa del Mondo era un sogno che speravo si avverasse, ma non sicuramente quest’anno.

MBV: Ai Mondiali di Mont-Sainte-Anne meritavi sicuramente più del 46° posto finale, visto come hai iniziato la tua run. Cosa è successo lì?

DP: Quello è un altro grande rammarico. Prima convocazione ai Mondiali, prima volta in Canada, un sogno per me riuscire a mettere le ruote sulla pista di Mont-Sainte-Anne. Ho faticato davvero tanto i primi due giorni, un po’ per i postumi di un piccolo infortunio alla spalla subito 3 settimane prima a Lenzerheide, e poi perché la pista è veramente infinita di una velocità spaventosa, e più vai verso la fine e più diventa scassata. Come dicevo i primi due giorni facevo tanta fatica, anche secondo i report a bordo pista ero decisamente il più lento dei nostri. Poi sabato e domenica qualcosa è cambiato ed ho iniziato a sentirmi benissimo. Ho capito un sacco di linee e riuscivo a dosare meglio le energie. Sono partito tranquillo di poter fare bene e senza enormi aspettative. Purtroppo a due terzi di pista, dopo una run non eccellente ma della quale sarei comunque stato felice, sono incappato in uno stupido errore nel rock garden, ho provato a tenere la bici in piedi, ma l’ho finita a faccia nelle rocce. Come mi sono alzato il casco si era completamente spostato e una fascetta che teneva il parafango si era rotta, facendo piegare e incastrare nella gomma. Decisamente un peccato visti gli split, ma sono tutti errori che spero di non rifare più.

MBV: Qual è in generale la gara del calendario nazionale che ti piace di più?

DP: Decisamente quest’anno Sestola entrambe le tappe e S.Martino di Castrozza. 

MBV: Hai un tuo idolo nel mondo del downhill?

DP: Impossibile non ammirarli tutti.

MBV: Normalmente quanto tempo dedichi all’allenamento?

DP: Non quanto vorrei, ma ho intenzione di cambiare registro per la prossima stagione.

MBV: Ci descrivi la bici che hai utilizzato in questa stagione?

DP: E’ una Nukeproof Dissent 27.5 taglia M fornita dal team Scoutbike.com con forcella Ohlins DH38 e ammortizzatore Ohlins TTX22 forniti da Andreanigroup. Da Val di Sole in poi ho iniziato ad utilizzare la ruota da 29″ all’anteriore, mantenendo la 27.5″ al posteriore su ruote Formula Linea G e gomme Maxxis. I freni sono Formula Cura 4 con dischi da 200 mm. Trasmissione SRAM DH a 7 velocità, manubrio e attacco Renthal. Utilizzo un inserto tubeless al posteriore Panzer e pedali Crankbrothers Mallet DH. Penso di aver detto tutto, una bici che ho veramente adorato e spero di usare anche per la prossima stagione.

MBV: Quali obiettivi ti poni per il prossimo anno?

DP: In realtà non mi piace dire i miei obiettivi, perché a volte potrebbe sembrare arrogante. Ad esempio se l’anno scorso avessi detto che l’obbiettivo era fare una top 20 in Coppa, tutti mi avrebbero preso per arrogante e spaccone, giustamente. Ma non si può mai sapere come gireranno le cose quindi posso dirti solo che ho come obiettivo di arrivare ad un punto della mia carriera e rendermi conto di essere al mio apice, e ancora non mi ci sento affatto. Per il prossimo anno posso dirti che mi piacerebbe essere Campione Italiano almeno una volta.

MBV: Grazie dell’intervista Davide ed in bocca al lupo per la tua prossima stagione agonistica!

DP: Lunga vita al lupo, e grazie a voi per avere manifestato interesse per la mia stagione. Ciao a tutti!