Il bilancio di fine stagione di Michele Pittacolo

Comunicato stampa

Michele Pittacolo chiude il suo 2016 agonistico tracciando un bilancio positivo alla stagione, con un solo, importante aspetto negativo: la mancata chiamata per vestire l’azzurro alle Paralimpiadi di Rio de Janeiro.

Sono molto contento per i risultati ottenuti quest’anno – dice il portacolori della Alè Cipollini -: ho vinto molto, anche in discipline diverse, tra strada e mountain bike, mi sono confermato in Coppa del Mondo su strada a Bilbao. Ho un solo, importante cruccio, che mi porterò dietro: non sono stato convocato per Rio de Janeiro, per le Paralimpiadi 2016, dove sarei arrivato con la medaglia di bronzo conquistata a Londra nel 2012 e dove avrei voluto cimentarmi per provare a centrare un altro risultato di rilievo. Il 17 luglio, la vittoria a Bilbao è stato il momento più alto della stagione, ma poche ore dopo, il Commissario Tecnico azzurro Mario Valentini mi ha detto che non sarei partito per il Brasile. Nel giro di un giorno, sono racchiusi il picco e la mia massima delusione del 2016. Valentini ha spiegato la sua scelta col fatto che il percorso Olimpico non era adatto alle mie caratteristiche: dopo quel momento, ho vinto dappertutto: corse con i normodotati, su strada e in mountain bike, dentro una stagione in cui ho messo assieme due titoli italiani, su mountain bike e ciclocross, ho battuto normodotati e sono contento, seppur mancasse l’esperienza olimpica, per la quale avevo lavorato a fondo e mi ero impegnato, allenandomi sempre con grande impegno. La delusione non è solo mia, ma anche di tutti coloro che mi hanno supportato e seguito, in primis la famiglia Zecchetto, con il patron Federico della Alè Cipollini, con il quale avevo definito l’accordo fino a Rio de Janeiro, evento che rappresentava un’opportunità notevole anche per l’Azienda. Per non parlare di tutti gli altri sponsor: ho passato momenti difficili”.

Tra gli innumerevoli successi centrati nell’anno solare che va concludendosi, Michele annovera le vittorie in Coppa Europa a Massa nella “Due giorni del mare”, a Verola Nuova, al Brixia Paralympic e a Belgrado, la medaglia d’oro nella tappa di Coppa del Mondo a Bilbao, il titolo di Campione Italiano Mtb a Scorzè e l’alloro tricolore nel ciclocross conquistato a Buja all’inizio di ottobre. Peccato che tutto ciò non sia bastato per meritare l’inclusione nella squadra azzurra impegnata in Brasile.

“Anche se non è andata come si sperava – continua Michele -, ci tengo a ringraziare tutti i tantissimi che mi hanno seguito con simpatia e supportato nel corso della stagione, sia nelle vittorie, sia quando le cose non andavano per il verso giusto, per causa di forza maggiore”.

Archiviato il 2016, il campione di Bertiolo guarda comunque avanti, proponendosi con rinnovato entusiasmo per le prossime avventure e per un 2017 che si preannuncia scoppiettante.

“Stiamo verificando le nuove opportunità che comunque si stanno creando – conferma Michele -: speriamo, a breve, di poter annunciare i programmi per la prossima stagione. Ho sentito Mario Valentini che mi ha confermato che faccio sempre parte del gruppo della Nazionale Paralimpica: se a lui dispiace non avermi chiamato a Rio perché il percorso olimpico non era adatto alle mie caratteristiche, bisogna dire che i percorsi dei prossimi quattro Campionati Mondiali sono tutti perfetti per me, pianeggianti e adatti a corse in progressione. Mi piacerebbe arrivare a competere per l’appuntamento a Maniago del 2018, quando il Campionato del Mondo si correrà praticamente a casa mia, in Friuli”.

L’obiettivo è dunque già puntato addirittura sul 2018, ma nel 2017 Michele vuole continuare a prendersi le migliori soddisfazioni.

“Nel 2017 punterò  sulla Coppa del Mondo, che farà comunque tappa a Maniago, il 13 e 14 maggio. Poi, correremo in Belgio la settimana dopo e, a fine luglio a Olanda sui percorso dei mondiali 2019. Il 3 settembre 2017 sono a calendario i Mondiali in Sudafrica e mi piacerebbe riportare in Friuli una medaglia: nelle ultime gare corse quest’anno, con i normodotati, mi sono stupito dei miei risultati, la voglia di soffrire c’è ancora e conto di avere sempre al mio fianco, come supporto, Aziende e persone importanti, che credano in me e nelle mie possibilità di centrare risultati prestigiosi. Sono sicuro che, lavorando nelle migliori condizioni, come ho sempre fatto, saprò ritagliarmi ancora soddisfazioni, seppur la carta d’identità sia uno dei miei avversari più ostici. Ho però sconfitto avversari fortissimi e non mi arrenderò all’età, dato che mi sento ancora benissimo”.