[su_label]Comunicato stampa[/su_label]
Una giornata campale quella di oggi, sabato 26 , agli Europei MTB e TRIALS di Alpago, perché oltre al già folto programma previsto nella schedula oraria (con l’assegnazione di ben sette titoli) si sono dovute inserire in via straordinaria le due tornate finali dell’Eliminator maschile e femminile, prove che erano state sospese di tutta fretta ieri sera per colpa di un violento nubifragio abbattutosi su Lamosano. Ma l’organizzazione ha saputo reggere molto bene l’impatto e tutto per fortuna si è svolto nella maniera più lineare e regolare, nonostante che la pioggia abbia continuato a disturbare più volte l’evolversi delle gare.
Oggi erano in programma le prime tre prove del cross-country olimpico, specialità per la quale la piccola località bellunese si sente particolarmente predisposta per aver saputo proporre già da alcuni anni sul palcoscenico mondiale del ciclismo fuoristrada un tracciato di gara sicuramente tra i migliori in assoluto. Le categorie impegnate sono state la Junior Donne, la Junior Uomini e la Under 23 femminile, tre competizioni che hanno messo in risalto l’elevato livello tecnico ormai raggiunto in quasi tutti i Paesi del Vecchio Continente in questa specialità definita “olimpica” perché dal 1996 fa parte integrante del programma delle Olimpiadi.
La svizzera Sina Frei si è aggiudicata in modo imperioso la vittoria nella categoria femminile junior. Al via ventisei biker, la gara si è svolta sotto una pioggia sempre più intensa, con la svizzera che ha preso subito le redini del comando, conquistando man mano un vantaggio crescente sulle dirette inseguitrici, tra le quali la connazionale Nicole Koller, che alla fine si è piazzata seconda. Terza la svedese Ida Jansson. Per i colori azzurri ottimo il quarto posto di Martina Berta, giunta con 2’48” di ritardo. Gli altri piazzamenti delle italiane sono stati di Alessia Verrando 8a , con 5′ e 25″ di ritardo, Greta Seiwald 10a ad oltre sei minuti ed infine il 20 posto della valdostana Eleonore Barmaveran ad 11′ e 19″.
In campo maschile tra gli junior supremazia assoluta del danese Simon Andreassen che ha preso la testa della corsa subito dopo il colpo di pistola dello starter, e sebbene lo attendessero ben 22 km di gara non ha mai mollato la prima posizione, ma anzi cercando, riuscendoci, di fare quanto prima possibile il vuoto alle sue spalle.
Lo sforzo maggiore lo ha fatto nei primi tre giri del circuito, quando il vantaggio sui diretti avversari, il francese Philipp Antonie ed il tedesco Brandl, è arrivato a superare ampiamente il minuto e mezzo sul primo ed i due minuti e mezzo sul secondo, con tutti gli altri dietro, distanziati di parecchi minuti. Solo nella quarta ed ultima tornata, ormai certo di non essere raggiunto, il danese ha rallentato la sua azione, concedendo agli inseguitori di recuperare non più di una quarantina di secondi. Simon Andreassen ha così potuto tagliare a braccia alzate la linea d’arrivo, con il tempo finale di 1h 22′ 10″. Medaglia d’argento al francese Antoine Philipp, giunto con 53″ di distacco mentre 3° si è classificato il tedesco Brandl, con 1′ 33″ di ritardo. Il primo degli italiani, Francesco Bonetto, solo 13°, con 6′ e 4″ di ritardo dal vincitore. Alla gara hanno preso il via 73 concorrenti ma sono stati in 66 quelli che l’hanno portata a termine.
Podio francese per la prima e la seconda posizione nel XCO under 23 donne con l’oro alla Perrine Clauzel ed argento alla Margot Moschetti. Bronzo per la polacca Monika Zur. Bravissime le italiane Serena Tasca e Lisa Rabensteiner rispettivamente quarta e quinta.
Anche la gara della Perrine è stata improntata tutta all’attacco, dal via fino all’arrivo, distanziando sempre di più, giro per giro le sue avversarie. Questi i suoi passaggi cronometrici: 45″ di vantaggio alla prima tornata, 1′ e 26″ al secondo giro, 1′ e 44 al terzo, ed infine 1′ e 42″ all’arrivo. E se davanti la francese ha fatto gara a se, dietro si è svolta “una corsa nella corsa” per salire sugli altri due gradini del podio. Lo spettacolo non è mancato, soprattutto per merito di tre biker: l’altra francese Margot Moschetti, la polacca Monika Zur e l’italiana Serena Tasca. Una lotta sul filo dei secondi tra le prime due, che si sono avvicendate come prime inseguitrici della Perrine, mentre per l’azzurra ha optato strategicamente per una andatura “diesel”, pur sempre comunque ad alta frequenza, nella speranza che davanti una, o entrambe le inseguitrici della leader, potessero saltare. La Zur e la Moschetti, si sono date battaglia senza paura ma poi la francese ha avuto la meglio riuscendo a conquistare il secondo gradino del podio, con un vantaggio addirittura di 53 secondi sulla Zur.
Serena Tasca è riuscita a mantenere la quarta posizione che si era conquistata con grinta alla fine del secondo giro, e sul traguardo ha preceduto di 27″ un’altra biker italiana, Lisa Rabensteiner, protagonista di un finale davvero in crescendo. A completare la bella prestazione delle giovani under23 azzurre il decimo posto di Chiara Teocchi.
Infine la stenuante giornata si è conclusa con le finali Eliminator, altamente spettacolari, e che, nel settore femminile, hanno regalato, finalmente, due medaglie all’Italia, d’argento con Anna Oberparleiter e di bronzo con Chiara Teocchi, un risultato tutt’altro che deludente, visto che a batterle è stata l’iridata Kathrin Stirnemann, svizzera, che tra l’altro si aggiudicò il titolo europeo anche lo scorso anno.
Meno positiva la prestazione azzurra in campo maschile, con Martino Fruet, Fabian Rabensteiner, Matteo Berta, Michele Casagrande e Lorenzo Samparisi che non sono riusciti a superare il turno semifinale. La vittoria per il titolo è andata all’olandese Jeroen Van Eck sul tedesco Heiko Hog.
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