Nino Schurter ha passato oltre vent’anni a evitare lesioni serie in una disciplina piena di rischi. Dieci titoli mondiali XCO e un’Olimpiade d’oro non gli avevano mai riservato un incidente grave. La ferita più importante della carriera gli è arrivata dopo il ritiro dalla Copa del Mondo, lontano dalla bici da gara.

Durante una giornata in famiglia in montagna, a raccogliere mirtilli con la compagna e la figlia maggiore, ha usato un monopattino da montagna per la discesa. Una caduta violenta gli ha causato una lussazione e una frattura al braccio sinistro, nella zona della spalla. Il dolore, ha raccontato, era il più forte che avesse mai provato. È stato evacuato in elicottero.

Uscito dall’ospedale già la stessa sera, ha commentato con il suo solito umorismo: «A quanto pare la pensione è pericolosa». Restano diverse settimane di stop. Schurter ha ringraziato famiglia, soccorsi e medici, dichiarandosi grato che non sia andata peggio.

La contraddizione è evidente: dopo due decenni di regolarità sui percorsi più tecnici del mondo, l’infortunio più serio arriva fuori dalle gare. La “pensione”, del resto, non ha significato smettere di pedalare: nel 2026 ha già vinto la BC Bike Race. Ora il ritorno in sella dipenderà dall’evoluzione della frattura.