Nino Schurter, il più grande interprete di sempre del cross-country, affronta questo fine settimana uno dei appuntamenti più affascinanti del suo 2026: il The Rift Gravel in Islanda, considerata una delle gare gravel più selvagge e autentiche al mondo.

Dopo una carriera leggendaria in MTB, il campione svizzero ha costruito un calendario misto tra gravel e mountain bike. Il suo percorso nel nuovo terreno è già convincente: quinto a The Hills, secondo all’Utopia Gravel di Granada, quinto alla prestigiosa The Traka 200 e vittoria alla BC Bike Race in Canada.
Un percorso epico
Il The Rift si svolge a Hvolsvöllur, nel sud dell’Islanda. Il tracciato attraversa campi di lava, piste vulcaniche, sabbia nera, fiumi da guadare e vasti altopiani esposti al vento, proprio sulla faglia tra le placche tettoniche americana ed eurasiatica. Le condizioni meteo variabili rendono la gara imprevedibile e estremamente dura.
Per il 2026 sono previste quattro percorsi:
- The Abyss: 330 km – 4.600 m+
- The Rift: 200 km – 2.600 m+ (prova regina)
- The Crevasse: 140 km – 1.700 m+
- The Crack: 60 km – 520 m+

Schurter dovrebbe correre sulla distanza più lunga, di 200 km, confermando l’alto livello raggiunto dalla manifestazione, che attira specialisti gravel e rider da altre discipline.
In un evento dove resistenza, adattabilità e gestione dell’imprevisto contano quanto la forma fisica, Schurter porta la sua enorme esperienza di fuoristrada. Un’occasione unica per pedalare in uno dei paesaggi più spettacolari e primordiali del pianeta.


