La stagione dell’XCE si apre senza attese: sabato 18 aprile, nel cuore di Barcellona, la collina di Montjuïc assegna subito la maglia iridata del Campionato Mondiale Eliminator 2026. Un appuntamento che riporta la disciplina in una sede ormai di riferimento: la città catalana ha già ospitato la finale della Coppa del Mondo 2025 e il Mondiale 2022, quando a imporsi furono il francese Titouan Perrin-Ganier e l’azzurra Gaia Tormena. Il ritorno a Barcellona promette ancora una volta uno spettacolo ad alta intensità, nel segno della velocità e del ciclismo urbano.

Tra i protagonisti più attesi c’è proprio Tormena, che torna a giocarsi il titolo dopo aver saltato l’edizione 2025 per infortunio. Il suo palmarès nell’eliminator è netto: cinque titoli mondiali consecutivi e ben sette titoli europei, numeri che raccontano un dominio costruito su potenza, tecnica e gestione impeccabile delle batterie.

Il contesto, però, resta apertissimo. Essendo la prima uscita stagionale con tutti gli specialisti al via, le incognite sono molte e il livello di incertezza alto: condizione atletica, ritmo gara e nuovi equilibri possono cambiare tutto nel giro di poche manche. L’XCE è una disciplina tanto spettacolare quanto spietata: si parte con un giro di qualificazione a cronometro che definisce il tabellone, poi via alle batterie a quattro atleti, dagli ottavi (per gli uomini) e dai quarti (per le donne) fino alle Small e Big Final che assegnano le medaglie. Gare brevi, intense, dove ogni errore si paga immediatamente.

Il formato, nato nel 2012 all’interno dei Mondiali MTB & Trials, ha trovato negli anni una sua identità sempre più urbana: dopo il passaggio negli Urban Cycling World Championships nel 2017 e 2018, dal 2019 è tornato ad avere un Mondiale dedicato, diventando uno degli eventi più dinamici e televisivi del calendario. Su un tracciato nervoso come quello di Montjuïc, fatto di rilanci continui e margini ridotti, serviranno gambe ma soprattutto lucidità. L’Italia si affida alla sua atleta simbolo per provare a tornare sul gradino più alto del podio.