GoPro ha annunciato la nuova linea Mission 1, una famiglia di tre modelli (Mission 1, Mission 1 Pro e Mission 1 Pro ILS) che segna il più grande cambio di direzione nella storia dell’azienda. Dopo aver inventato e dominato il mondo delle action cam compatte, GoPro abbandona parzialmente quel formato per spingersi verso il cinema professionale con una fotocamera compatta, modulare e di altissima qualità.

Al centro della novità c’è un sensore da 1 pollice da 50 MP abbinato al nuovo processore GP3 (architettura a 5 nm), che permette di registrare fino a 8K a 60 fps (sui modelli Pro), 4K a 240 fps, slow-motion estremo fino a 960 fps in 1080p e la modalità Open Gate in formato 4:3 per sfruttare l’intera superficie del sensore e rielaborare il frame in post-produzione. Il range dinamico arriva a 14 stop, l’audio è gestito da quattro microfoni con registrazione a 32-bit float, e la resistenza all’acqua raggiunge i 20 metri senza custodia.

La versione Mission 1 Pro ILS introduce poi la montatura intercambiabile Micro Four Thirds, permettendo l’uso di obiettivi esterni per un controllo creativo ancora maggiore. La batteria Enduro 2 garantisce oltre 5 ore di registrazione in 1080p e una gestione termica ottimizzata per sessioni prolungate.

Con questa mossa GoPro entra di diritto nel segmento delle compact cinema camera, mantenendo però lo spirito rugged e l’ecosistema di accessori che l’hanno resa famosa. La Mission 1 non è più solo “l’action cam”, ma una vera macchina da filmmaking compatta e versatile, pronta a conquistare filmmaker, creator e appassionati esigenti.

I preordini della prima ondata (Mission 1 Pro e Mission 1) partiranno il 21 maggio 2026, con disponibilità dal 28 maggio. Le varianti più avanzate arriveranno nel terzo trimestre dell’anno. Un annuncio che ridefinisce il futuro di GoPro.


