Nel mondo della mountain bike, i manubri hanno da tempo oscillato tra due filosofie opposte. Da una parte lo standard classico da 31,8 mm, amato per la sua capacità di assorbire vibrazioni e impatti dal terreno, regalando maggiore comfort su percorsi lunghi e accidentati. Dall’altra il più moderno diametro da 35 mm, preferito per la sua superiore rigidità laterale e la precisione nella direzione, ideale per chi cerca controllo aggressivo e reattività immediata.

Oggi un’azienda svizzera, FAIR Bicycle, propone una soluzione che sembra superare questa storica dicotomia. Si chiama sistema “67” (un nome che gioca matematicamente con la combinazione ideale tra i due diametri) ed è un concetto brevettato che promette di unire il meglio di entrambi i mondi: un assorbimento delle vibrazioni fino al 50% superiore rispetto ai migliori manubri da 31,8 mm, senza sacrificare la rigidità e la precisione tipiche dei 35 mm.

Il segreto sta in un’architettura intelligente della struttura in carbonio. La zona centrale del manubrio presenta una geometria appiattita e appositamente studiata, che funziona come una sorta di “molla” o ballesta. Questa sezione flessibile filtra efficacemente gli impatti verticali provenienti dal terreno – quelli che rappresentano la maggior parte delle sollecitazioni durante la guida – migliorando il comfort e riducendo l’affaticamento del ciclista. Al contrario, le zone esterne e le aree di attacco alle leve rimangono rigide, garantendo una trasmissione precisa delle forze laterali necessarie per curve strette, discese tecniche o sprint potenti.

Un elemento fondamentale del sistema è il Flex Central, un’interfaccia apposita che si posiziona tra il manubrio e l’attacco. Questo componente non solo assicura una compatibilità totale con tutti gli attacchi standard da 35 mm oggi in commercio, ma ottimizza anche la distribuzione delle forze di serraggio, elimina rumori fastidiosi e prolunga la zona di flessione utile, massimizzando l’effetto ammortizzante senza introdurre instabilità.

Grazie a un orientamento differenziato delle fibre di carbonio nella parte superiore e inferiore della sezione centrale, il manubrio risponde in modo mirato ai diversi tipi di carico: più cedevole verticalmente per assorbire urti, ma estremamente rigido orizzontalmente per non disperdere potenza durante la pedalata.

Il grande vantaggio di questa innovazione è che non costringe il mercato a un nuovo standard incompatibile. Il sistema “67” si integra perfettamente con l’ecosistema attuale: basta montare un’attacco manubrio da 35 mm e il gioco è fatto. FAIR Bicycle ha scelto inoltre di rendere la tecnologia disponibile gratuitamente sotto licenza ad altri produttori, con l’obiettivo di favorirne una rapida adozione senza frammentare ulteriormente il settore.

Le prime versioni del manubrio “67” sono previste per il 2027 e includeranno modelli specifici per MTB (flat, rise medio e alto), gravel e strada, disponibili in diverse larghezze e calibrate anche in base al peso del ciclista (da under 60 kg fino a oltre 100 kg). Il design punta a un equilibrio perfetto tra prestazioni, comfort e durata. Per quanto riguarda i prezzi, i riferimenti iniziali indicano cifre tipiche dei componenti di alta gamma: tra i 150 e i 200 €.

Questo concetto dimostra che, anche in un componente apparentemente “maturo” come il manubrio, c’è ancora spazio per l’innovazione intelligente. Non si tratta di rivoluzionare tutto da zero, ma di ripensare con astuzia la distribuzione delle proprietà meccaniche per offrire al ciclista un’esperienza di guida più piacevole, meno stancante e allo stesso tempo più precisa.

fairbicycle.com