La Cape Epic 2026 ha confermato ancora una volta di essere il banco di prova più duro e innovativo del panorama mountain bike. Tra le tante novità tecniche emerse nei primi giorni di gara, una in particolare ha catturato l’attenzione degli addetti ai lavori: il debutto competitivo della sospensione elettronica RockShox Flight Attendant su una bicicletta equipaggiata con ruote da 32 pollici.

Il protagonista di questa evoluzione è stato il rider svizzero Felix Stehli, in gara con il team Honeycomb 226ERS a bordo di una Stoll P32. La bici, inizialmente presentata con una forcella Intend Samurai XC dall’aspetto convenzionale (escursione 130/120 mm), ha mostrato nei giorni successivi un setup completo con il sistema Flight Attendant, con ammortizzatore RockShox SID Luxe Flight Attendant.

Si tratta del primo caso documentato in cui l’elettronica automatica di RockShox ha funzionato senza problemi su un mezzo con ruote di diametro maggiorato. Fino a poco tempo fa, il Flight Attendant era associato principalmente a biciclette da 29”, mentre le ruote da 32” rappresentavano un filone di sviluppo ancora relativamente giovane e spesso legato a setup meccanici tradizionali.

La combinazione si è rivelata vincente. Il duo di Stehli ha conquistato una vittoria di tappa durante la settimana di gara, restando costantemente tra le coppie più competitive dell’evento. Anche se il team non ha portato a casa la classifica generale, la presenza costante nelle posizioni di vertice ha reso Stehli e il suo compagno una delle coppie più osservate e fotografate dell’edizione 2026.

Dal punto di vista tecnico, l’integrazione non sembra essere stata semplice. La forcella Intend è stata probabilmente aggiornata grazie ai nuovi kit Charger Race Day 2 Flight Attendant introdotti da RockShox nel 2026, che permettono di convertire forcelle SID e SID SL di generazioni precedenti (2021-2024) al sistema elettronico, aggiungendo anche la funzione Launch Control. Questo upgrade ha reso possibile adattare l’intelligenza artificiale del Flight Attendant a una geometria e a un diametro ruota non ancora “ufficialmente” supportato.

La Cape Epic, con i suoi percorsi estenuanti, dislivelli impegnativi e condizioni variabili, ha offerto il terreno ideale per dimostrare che l’elettronica può gestire con efficacia anche setup con ruote più grandi. Il Flight Attendant, capace di regolare in tempo reale l’idraulica in base al terreno, alla pedalata e alla posizione del rider, ha mostrato di poter convivere con i vantaggi offerti dalle 32”: maggiore scorrevolezza, migliore assorbimento delle irregolarità del terreno e stabilità aumentata, senza sacrificare l’agilità necessaria nelle sezioni più tecniche.

Questa combinazione rappresenta un segnale chiaro per il futuro del cross-country marathon: le due grandi rivoluzioni degli ultimi anni – l’aumento del diametro delle ruote e l’automazione delle sospensioni – non sono più su binari paralleli, ma stanno convergendo sulla stessa bicicletta.

Per il momento RockShox non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali sull’omologazione del Flight Attendant per le 32”, ma la prestazione di Felix Stehli alla Cape Epic parla da sola. La tecnologia c’è, funziona e, soprattutto, vince.