Trek ha rivelato i dettagli sullo sviluppo di una straordinaria bicicletta prototipo da XC che il team Trek-Unbroken sta utilizzando in questa stagione. Si tratta di un modello creato da zero per rispondere alle esigenze dei circuiti moderni di Coppa del Mondo, che probabilmente non arriverà mai nei negozi, ma servirà da base per le future biciclette della marca.

Qualche tempo fa avevamo già mostrato una bicicletta XC dall’aspetto insolito utilizzata dal team Trek-Unbroken XC in alcune gare e allenamenti di preseason. Il suo design, con l’ammortizzatore posizionato sul tubo orizzontale, l’uso di flessione sui foderi alti e forme molto diverse da quelle della Supercaliber o della Top Fuel, rendeva evidente che non si trattava di un semplice modello di produzione. Era un prototipo completamente nuovo.

Ora Trek ha deciso di spiegare il motivo della sua esistenza e il processo che ha portato alla sua creazione. Il motivo è chiaro: progettare la bicicletta XC più veloce possibile per il livello attuale della Coppa del Mondo, anche se questo modello specifico non arriverà mai sul mercato e servirà solo come parte dell’evoluzione dei futuri modelli commerciali XC della marca.

L’XC di Coppa del Mondo è cambiato

Secondo la Trek, il punto di partenza di tutto il progetto è stato un cambiamento evidente nell’evoluzione dell’XC moderno. Quando Jolanda Neff ed Evie Richards conquistarono l’oro olimpico e il titolo mondiale nel 2021 sulla Supercaliber, i percorsi erano diversi. Negli ultimi anni, però, il livello tecnico è aumentato notevolmente.

I tracciati attuali includono più rock garden, salti con gap e sezioni molto più aggressive. In questo contesto, gli 80 mm di escursione della Supercaliber hanno iniziato a risultare insufficienti per il massimo livello.

Infatti, durante la stagione passata il team ha utilizzato spesso la Top Fuel, una bici con 120 mm di escursione, perché si dimostrava più veloce su terreni duri, nonostante il piccolo aumento di peso.

Uno sviluppo completamente da zero

Di fronte a questa situazione, Trek ha deciso di avviare uno sviluppo completamente nuovo all’inizio del 2024. L’obiettivo era chiaro: creare una bicicletta specifica per l’XC attuale, senza essere vincolati dai modelli esistenti.

Il progetto è stato guidato dall’ingegnere Alex Martin, specializzato in bici XC all’interno della marca. Il suo approccio è stato eliminare qualsiasi componente emotivo nel processo di design e basarlo esclusivamente sui dati.

“Separare l’aspetto emotivo dal design è stato fondamentale. Questo progetto si è basato completamente su un approccio scientifico basato sui dati”, ha spiegato Martin.

La missione era diretta: creare la bicicletta XC a doppia sospensione con ruote da 29 pollici più veloce possibile.

La scelta chiave: monopivot invece di ABP

Uno dei primi passi è stato decidere il sistema di sospensione posteriore. Trek ha analizzato diverse opzioni, inclusa un’evoluzione del sistema della Supercaliber e il noto ABP (Active Braking Pivot) utilizzato in molte delle sue bici.

Tuttavia, nel contesto dell’XC da competizione, l’ABP risultava più pesante del desiderato. Per questo è stato confrontato con una soluzione più semplice: monopivot con foderi flessibili, in cui i foderi del triangolo posteriore flettono leggermente invece di utilizzare un perno aggiuntivo.

Dopo numerosi test con corridori del team come Riley Amos, Gwendalyn Gibson ed Evie Richards, il sistema monopivot si è rivelato la soluzione migliore per una bici focalizzata sulle prestazioni pure.

Test con diversi sistemi di leveraggi

Una volta deciso il concetto generale, il team ha sviluppato diversi sistemi di leveraggi per azionare l’ammortizzatore posizionato sul tubo orizzontale. Trek ha provato due configurazioni principali:

  • un leveraggio tipo “swing link” fissato al tubo orizzontale
  • un leveraggio tipo “flapper”, simile a un leveraggio tradizionale

I test comparativi sono stati effettuati su circuiti di Durango (Colorado) con bici prototipo realizzate persino in carbonio per replicare il comportamento reale di una bici da competizione.

Il risultato è stato chiaro: i corridori preferivano la versione flapper, che offriva una sospensione più prevedibile e consistente lungo tutta la corsa.

115 mm di escursione invece di 120 mm

Il design finale si è fissato su 115 mm di escursione posteriore, una cifra leggermente inferiore ai 120 mm adottati da molte bici XC attuali.

Secondo Trek, questa misura offriva il miglior equilibrio tra capacità di assorbimento, efficienza di pedalata e controllo del sistema di sospensione.

“Avremmo potuto fare 120 mm, ma 115 mm ci dava l’equilibrio ideale tra cinematica ed efficienza senza sovraccaricare l’ammortizzatore”, ha spiegato Chris Drewes, responsabile globale del prodotto MTB di Trek.

Un laboratorio su ruote per il futuro di Trek

Anche se questo prototipo può sembrare una futura bici di serie, Trek chiarisce che non è previsto che arrivi sul mercato. Almeno non in questa forma.

La bicicletta è in realtà una piattaforma di sviluppo che permetterà agli ingegneri di raccogliere una enorme quantità di dati durante tutta la stagione agonistica. Queste informazioni serviranno per dare forma alle prossime generazioni di biciclette XC della marca.

In altre parole, anche se questo modello concreto non arriverà mai in vendita, la sua tecnologia e le lezioni apprese durante il suo sviluppo influenzeranno sicuramente le future bici Trek.