La stagione di cross-country 2026 è partita con un segnale forte dal fronte Lapierre. Durante l’Internationales Chelva, tradizionale appuntamento di apertura in Spagna, l’olandese Anne Terpstra ha conquistato una vittoria schiacciante al debutto con i nuovi colori del team PXR Racing. Non si è trattato però solo di un ottimo risultato agonistico: la bici sotto di lei era un prototipo completamente inedito della futura Lapierre XR, il modello che andrà a sostituire l’attuale generazione.

Terpstra ha dominato su un parterre di altissimo livello, precedendo atlete del calibro di Evie Richards e Gwendalyn Gibson (entrambe Trek), Mona Mitterwallner (Mondraker) e Jennifer Jackson (Orbea). Una prestazione autorevole che ha messo immediatamente in luce il potenziale della nuova macchina francese, capace di imporsi già al primo vero test in gara.
Osservando le immagini scattate durante la competizione, il salto di qualità rispetto al modello precedente appare evidente. Il cambiamento più rivoluzionario riguarda il posizionamento dell’ammortizzatore: abbandonato il classico schema sotto il tubo obliquo, tipico di molte full-suspension XC attuali, il team ingegneristico Lapierre ha optato per una soluzione molto più bassa, con l’ammortizzatore posizionato in verticale vicino al movimento centrale. Si tratta di un RockShox Flight Attendant, sistema elettronico di ultima generazione che promette una gestione intelligente e istantanea della sospensione.
Proprio nella zona di congiunzione tra tubo obliquo e scatola del movimento centrale spicca una piccola botola di accesso: probabilmente pensata per raggiungere la batteria del sistema wireless AXS (o il cavo di bloccaggio nel caso di una versione meccanica), questa apertura potrebbe nascondere anche un piccolo vano porta-attrezzi o ricambi essenziali, un dettaglio intelligente per le gare lunghe e le prove di endurance. Un altro elemento che non è passato inosservato è il secondo portaborraccia Fidlock posizionato sotto il tubo orizzontale: una scelta che testimonia l’attenzione all’idratazione e al comfort su percorsi sempre più lunghi e fisici.

Sebbene i dettagli ufficiali sulla corsa (escursione, geometria precisa, cinematica) restino ancora riservati, le proporzioni del telaio e il nuovo layout suggeriscono un leggero aumento di travel rispetto ai 100 mm canonici dell’attuale XR: l’ipotesi più accreditata è quella di un valore intorno ai 110-115 mm, in linea con la tendenza generale dell’XC moderno verso un compromesso ancora più efficace tra pedalata e capacità discesistica.
Il successo immediato di Anne Terpstra non è casuale. La nuova XR sembra essere nata già competitiva, pronta a lottare per podi e vittorie nelle prove di Coppa del Mondo. Il team PXR Racing, rilanciato con ambizioni da top level per il 2026, ha scelto il momento perfetto per mostrare le carte: una bici che non è solo un’evoluzione, ma un progetto completamente ripensato. Nei prossimi mesi arriveranno sicuramente altre informazioni, test e forse anche le prime dichiarazioni ufficiali. Per ora, però, il messaggio è chiaro: la Lapierre XR del futuro ha già iniziato a vincere. E lo ha fatto con stile.












