Il mondo del ciclismo ha perso una delle sue figure più emblematiche. King Liu, fondatore e anima di Giant Manufacturing, è scomparso il 16 febbraio all’età di 93 anni. Con lui se ne va non solo un imprenditore di straordinario successo, ma un vero “missionario” della bicicletta, come amava definirsi, che ha contribuito a trasformare un semplice mezzo di trasporto in un fenomeno globale di sport, mobilità sostenibile e stile di vita.

Nato a Taipei nel 1934, Liu ha fondato Giant nel 1972 in una Taiwan che cercava di scrollarsi di dosso l’immagine di produttore a basso costo per affermarsi come potenza industriale di qualità. In un’epoca in cui le biciclette taiwanesi erano considerate poco più che copie economiche di modelli occidentali, Liu ha scelto una strada diversa: puntare sull’eccellenza produttiva, sull’innovazione tecnologica e sullo sviluppo di un marchio capace di competere alla pari con i grandi nomi europei.

Quella scelta si è rivelata vincente. Sotto la sua guida, Giant è passata da piccola officina a multinazionale leader indiscussa, la più grande produttrice di biciclette al mondo. L’azienda ha conquistato mercati su tutti i continenti, fornendo telai e biciclette complete a innumerevoli marchi prestigiosi e imponendo al contempo il proprio nome grazie a modelli iconici e a una presenza capillare nel ciclismo professionistico e amatoriale.

Ma ciò che rende unica la figura di King Liu non è stato solo il successo industriale. Dopo i settant’anni, quando molti avrebbero pensato al ritiro, ha scoperto il ciclismo in prima persona. A 73 anni ha compiuto il periplo completo di Taiwan in bicicletta, oltre 900 chilometri, diventando un esempio vivente di ciò che predicava: la bicicletta come strumento di salute, longevità e rispetto per l’ambiente. Successivamente ha ripetuto imprese simili in Cina, Giappone e Paesi Bassi, promuovendo pedalate di lunga distanza come messaggio di benessere e sostenibilità.

La sua visione ha superato i confini aziendali. Liu ha contribuito a cambiare la percezione della bicicletta a Taiwan e in Asia, portandola al centro del dibattito pubblico su mobilità urbana, ecologia e coesione sociale. Giant non è stata solo un’azienda: è diventata un simbolo della capacità di un’intera nazione di eccellere in un settore tradizionalmente dominato dall’Europa.

Oggi il settore ciclistico internazionale rende omaggio a un uomo che ha saputo unire imprenditoria, passione e lungimiranza. La sua eredità vive in ogni bicicletta che esce dalle linee di produzione Giant, in ogni ciclista che sceglie la sostenibilità su due ruote e in ogni bambino che sogna di pedalare verso un futuro migliore.

King Liu se n’è andato in silenzio, nel rispetto della famiglia e delle tradizioni, proprio durante il periodo del Capodanno lunare. Ma il suo messaggio è più forte che mai: la bicicletta può davvero cambiare il mondo.